Hurry!, così l'auto si ricarica come la sim di un telefonino | Economyup
Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Innovazione

Hurry!, così l’auto si ricarica come la sim di un telefonino

04 Mag 2016

Altri argomenti

La startup fondata da un gruppo di nativi digitali con l’obiettivo di rivoluzionare il mondo della mobilità, ha lanciato “Ricaricar”, il primo pay per use del mondo delle 2 e delle 4 ruote: dopo il noleggio del mezzo, se nel corso del mese si ha bisogno di qualche chilometro in più, basta tornare sul sito e “ricaricare” il chilometraggio

Partita una ventina d’anni fa dai telefonini, l’idea del “ricaricabile” è ormai stata applicata ovunque: dalle carte di credito ai conti virtuali, dal telepass alla tessera carburanti, dalle pay-tv ai biglietti della metropolitana. Nel mondo del ricaricabile mancava solo il settore automotive, ma a colmare la lacuna ci ha pensato una giovane startup italiana: Hurry!, con sede operativa a Roma, base commerciale a Milano e un ufficio anche a Londra, ha infatti lanciato Ricaricar, il primo pay per use del mondo delle 2 e delle 4 ruote, che consente di pagare il veicolo “a consumo”, sulla base dei chilometri percorsi e calibrando dunque l’utilizzo dell’auto sulle proprie effettive esigenze.

Il sistema è semplice: sul portale the-hurry.com (che ormai registra un aumento di utenti del 450% l’anno) il cliente può scegliere l’auto o la moto che gli interessa, decidere la “taglia” (esempio: 500 chilometri al mese, ma anche, a costi differenti, di più o di meno) e, con pochi click, ottenere il veicolo. Se nel corso del mese si ha bisogno di qualche chilometro in più, basta tornare sul sito e “ricaricare” il chilometraggio. Che comprende anche il bollo, la manutenzione ordinaria e straordinaria, l’assicurazione RCA con copertura in caso di infortunio al conducente ed esonero da responsabilità per incendio, furto e danni al veicolo: a carico dell’utente resta solo il carburante.

Alla guida della startup, un gruppo di giovani nativi digitali che ha avuto l’intuizione di riprodurre le logiche e la convenienza dei gruppi di acquisto nel mondo della mobilità. Responsabile dello sviluppo di Hurry è Alberto Cassone, 40 anni, giovane imprenditore romano, esperto di comunicazione. L’amministratore delegato della startup è Riccardo Pingiori, esperto di tecnologie e mobilità, con numerose esperienze internazionali, in particolare in Gran Bretagna. A loro si sono sono uniti 30 dipendenti di età media inferiore ai 32 anni e 100 collaboratori permanenti nell’indotto, grazie alla partnership con ALD Automotive Italia, società di noleggio a lungo termine, Hurry! ha superato il break even già dopo il primo anno di vita, chiudendo i primi due esercizi in utile.

Comparando il primo trimestre 2016 con il corrispettivo 2015, il volume d’affari generato dalla piattaforma segna +184%, pari a 6,6 milioni di euro, con una proiezione stimata a fine anno a 30 milioni: Hurry! registra un +725% di contratti Ricaricar, un +648% di noleggi a lungo termine e un +34% di vendite di veicoli usati.

 

Altri argomenti

Articoli correlati