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Strategie

Auto, perché Intel punta 15 miliardi sulle driverless car

14 Mar 2017

Il colosso IT californiano ha comprato Mobileye, società che sviluppa sistemi integrati per automobili a guida autonoma. È la seconda acquisizione più grande della sua storia. Il CEO Brian Kraznich: «Siamo una data company e vogliamo conquistare il mercato delle self driving car»

La stretta di mano tra Brian Krzanich e i fondatori di MobileEye
Oltre 15 miliardi di dollari per mettere a segno la seconda acquisizione più grande della sua storia. Così Intel, colosso statunitense dei microprocessori, si è portata a casa MobileEye, società israeliana che sviluppa sistemi integrati per automobili a guida autonoma, puntando con convinzione alla leadership nel settore delle driverless car. Un’operazione che ha portato Intel a sborsare 63,54 dollari per ogni azione dell’azienda israeliana, per un ammontare complessivo secondo soltanto a un altro mega deal dell’azienda di Santa Clara: quello concluso il primo giugno 2015 con l’acquisizione di Altera, società americana di semiconduttori, per 16,7 miliardi.

Le motivazioni a monte di una mossa di questo tipo si evincono dalle parole utilizzate dall’amministratore delegato della company, Brian Krzanich, per spiegare ai suoi azionisti in che direzione, secondo lui, sta andando il mercato: «Il modo in cui guardiamo il mondo è un po’cambiato: siamo una data company. E vogliamo diventare i leader globali del mercato delle automobili a guida autonoma». Parole trasparenti in grado di spiegare un concetto semplice: Intel non può più far leva esclusivamente sul mercato dell’elettronica applicata agli smartphone e ai pc, tra l’altro costantemente in calo, ma deve puntare al mercato dei dati. Partendo proprio dal settore automotive, con l’obiettivo chiaro di ritagliarsi una posizione rilevante in un mercato che, secondo gli analisti, raggiungerà un valore di circa 70 miliardi di dollari entro il 2030.

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D’altra parte non è più un mistero che tante IT Company stiano puntando i loro radar sul settore delle automobili a guida autonoma. Per citare qualche caso: nel 2016 Qualcoom ha acquistato per 47 miliardi di dollari NXP, azienda leader nel mercato dei chip per l’industria automobilistica; nello stesso anno Samsung si è presa il colosso Harman (26mila dipendenti e 7 miliardi di fatturato) per otto miliardi di dollari, azienda leader nella tecnologia audio che produce sistemi domestici e automobilistici; SoftBank invece ha scucito 30 miliardi di dollari per acquisire Arm Holdigns, azienda britannica attiva nel mercato dei microchip per smartphone e tablet, ma con possibili applicazioni nel campo delle automobili. Ma se Intel ha realizzato la più grande acquisizione di una tech company in territorio israeliano, a Tel Aviv in passato avevano fatto shopping anche altre due grandi big del tech americano. Nel 2013 Google comprò Waze Mobile per 1,1 miliardi di dollari, startup che ha sviluppato un’applicazione per la navigazione stradale per dispositivi mobile basata sul crowdsourcing; mentre Apple, sempre nel 2013, mise le mani su Prime Sense sborsando “solo” 300 milioni di dollari.


Fondata in Israele nel 1999, e con una squadra di oltre 600 dipendenti, Mobileye offre una serie di servizi integrati a supporto dei veicoli a guida autonoma. A partire dai sistemi di computer vision, quelli cioè che permettono al veicolo di rilevare automobili, pedoni e altri oggetti sulla carreggiata. Inoltre offre soluzioni per la surround vision, per la sensor fusion, per l’analisi dei dati, la localizzazione, la mappazione e l’assistenza guidata. «Questa acquisizione rappresenta un grande passo in avanti per i nostri azionisti, l’industria automobilistica e i consumatori», ha dichiarato Brian Krzanich, in un comunicato. «Intel fornisce tecnologie di base fondamentali per guida autonoma tramite cui tracciare il percorso della macchina e prendere decisioni di guida in tempo reale. Mobileye porta al mercato automotive i migliori strumenti di computer vision. Insieme, possiamo accelerare il futuro della guida autonoma e migliorare prestazioni attraverso soluzioni cloud-to-car a costi inferiori per i costruttori».

Sull’altro fronte il cofondatore di Mobileye Ziv Aviram sottolinea: «Con questo accordo ci aspettiamo una crescita delle performance per quanto riguarda la guida autonoma. Forniremo ai consumatori opzioni di trasporto più sicure, più flessibili e meno costose, nonché opportunità per potenziare il modello di business dei i nostri clienti costruttori. Unendo insieme le nostre infrastrutture e le nostre risorse, siamo in grado di migliorare e accelerare il nostro know-how combinato nei settori della mappatura, guida virtuale, simulatori, hardware, data center e le piattaforme di calcolo ad alte prestazioni. Insieme, forniremo una proposta di valore accattivante per l’industria automobilistica».

di Fabrizio Marino

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