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NUOVA MOBILITÀ

Auto elettriche e a guida autonoma: ecco quali sono le startup cinesi che sfidano i big

di Patrizia Licata

03 Apr 2018

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Nio, società dell’automotive finanziata anche dal colosso Tencent, lancerà un’Ipo entro il 2018. Possibile valore: fino a 2 miliardi. È uno dei giovani player “Made in China” della nuova mobilità, caratterizzata da veicoli a batteria e self driving cars. Il suo obiettivo: competere con Tesla. Insieme ad altri competitor

La prossima quotazione a Wall Street della startup cinese delle auto elettriche Nio è la conferma che le imprese innovative della Tigre asiatica sono pronte a vestire il ruolo da protagonista della nuova mobilità fatta di veicoli a batteria e guida automatizzata. L’Ipo di Nio, prevista (come riporta Reuters) per la seconda metà dell’anno, potrebbe valere da 1 a 2 miliardi di dollari; nel caso venisse raggiunta la cifra più alta Nio diventerebbe la più grande quotazione di un’azienda cinese negli Stati Uniti dopo quella del gigante del commercio elettronico Alibaba (25 miliardi di dollari nel 2014).

CHE COSA FA NIO

Fondata nel 2014 a Shanghai dall’imprenditore William Li, Nio ha tra i suoi finanziatori il colosso hitech cinese Tencent (che possiede anche il 5% di Tesla); a novembre ha raccolto più di 1 miliardo di dollari in un fundraising guidato dalla stessa Tencent, che ha portato il valore di Nio a circa 55 miliardi. La startup ha iniziato lo scorso dicembre a vendere il Suv elettrico ES8, con un prezzo che è circa la metà di quello della sua diretta rivale, la Model X di Tesla. Commercializza anche – non per il mercato di massa – la super car EP9 e ha in cantiere un modello elettrico e autonomo che porterà negli Stati Uniti nel 2020. Con la quotazione Nio cerca nuovi capitali per finanziare la sua crescita e alimentare gli investimenti nelle tecnologie per le batterie per auto e nella guida autonoma. (Nio ha una licenza in Cina per testare i veicoli self-driving su strade pubbliche)

Le strategie di Pechino

La quotazione di Nio riflette direttamente la spinta che il governo di Pechino sta imprimendo all’industria dell’auto elettrica e dell’hitech in generale con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’aria in Cina e al tempo stesso promuovere i campioni nazionali. Nonostante la brusca frenata delle immatricolazioni nel 2017 (cresciute meno dell’1% dopo il +16% del 2016), la Cina resta il più grande mercato auto mondiale e il più grande anche per le elettriche, per le quali le associazioni di settore cinesi prevedono una crescita del 40% nel 2018, per un totale di 1 milione di veicoli immatricolati. Il ministero delle finanze cinese ha inoltre esteso gli sgravi fiscali per chi acquista un’auto elettrica o ibrida fino alla fine del 2020.

Boom di investimenti

Obiettivo del governo cinese è far crescere la produzione nazionale di veicoli “puliti” portandola a 7 milioni di unità per il 2025, contro 500.000 nel 2016. Le politiche pubbliche stimolano gli investimenti nel settore, che già conta oltre 100 startup che lavorano su veicoli elettrici o tecnologie correlate. Il sito Nanalyze riporta che nel 2017 la Cina ha investito 3 miliardi di dollari nelle sue startup dell’automotive, con una crescita netta rispetto ai 2 miliardi del 2016 e ai 500 milioni del 2015. Nio è dunque solo uno dei tanti campioni nazionali della mobilità innovativa, anche se ha attratto da sola un terzo degli investimenti totali: meglio ha fatto solo Baic Bjev, costruttore di Pechino finanziato (soprattutto con capitali pubblici) per 1,6 miliardi di dollari nel 2017. Baic Bjev è un unicorno da 4,2 miliardi di dollari e uno dei maggiori costruttori di auto elettriche in Cina (30.000 unità vendute l’anno scorso, secondo China Money Network).

Ecco una selezione delle altre startup cinesi che sfidano i big sull’auto elettrica e autonoma e provano, con l’aiuto di Pechino, a ridisegnare la mobilità su scala globale.

GLI SFIDANTI

 WM Motor 

Lavora a un Suv elettrico che intende mettere in vendita già quest’anno. L’obiettivo di lungo periodo è arrivare a una capacità produttiva di 100.000 veicoli l’anno. WM Motor ha ricevuto finanziamenti per un totale di 1,5 miliardi di dollari; i suoi maggiori investitori sono i colossi tecnologici cinesi Tencent e Baidu. In questi giorni l’azienda ha dichiarato che sta valutando l’Ipo.  

Faraday Future

Azienda cinese con sede negli Stati Uniti che dichiara di voler competere con Tesla, sta lavorando sulla FF91, una concept car a batteria da oltre 1.000 cavalli e sulla realizzazione di una fabbrica in Nevada, in perfetta emulazione della casa di Elon Musk. Finora il progetto di Faraday Future è rimasto bloccato per insufficienza di fondi, ma il recente intervento di un investitore di Honk Kong, disponibile a spendere 1 miliardo e mezzo di dollari, sta rimettendo in carreggiata la startup, che ora pensa di iniziare a vendere la FF91 in Cina già da fine anno (è un’auto di lusso, costerà l’equivalente di olte 300.000 dollari).  

Byton 

Brand che fa capo all’azienda Future Mobility, startup di Nanjing nata nel 2016 e che ha tra i finanziatori ancora una volta Tencent e il colosso industriale hitech Foxconn. Lavora su un Suv di medie dimensioni elettrico e autonomo che potrebbe essere lanciato sul mercato cinese l’anno prossimo; altri tre modelli dovrebbero arrivare per il 2022 sui mercati globali. Ha siglato quest’anno una partnership con l’americana Aurora Innovation che sviluppa tecnologie driverless e che permetterà al costruttore cinese di implementare la guida autonoma di livello 4 e, successivamente, di livello 5 sulle proprie auto.

Xiaopeng(o Xiaopeng Motors)

E’ una startup dell’auto elettrica sostenuta dal gigante cinese dell’e-commerce Alibaba (che ne ha il 10%, secondo Reuters), Foxconn e altri investitori. Ha mostrato il suo primo modello per la produzione di massa, la G3, all’ultimo Ces di Las Vegas; è un’auto elettrica con molte funzionalità di guida assistita che dovrebbe essere in vendita in Cina nella seconda metà dell’anno per una cifra che non tocca i 50.000 dollari, ovvero la metà di quanto costa una Model X di Tesla e in linea con i prezzi delle concorrenti Audi Q3, Mercedes GLA e Bmw X1.

Lvchi

Costruttore cinese nato nel 2016 e con sede presso l’E-Business Park di Huaxin a Shanghai (un centro specializzato nello sviluppo di tecnologie alternative) ha presentato prima il concept Urano (che dovrebbe arrivare sul mercato tra il 2020 e il 2021), poi Venere, una berlina di lusso 100% elettrica che potrebbe essere prodotta già nel 2019. Al progetto di Lvchi partecipano anche gli ingegneri e designer italiani dell’Idea Institute di Moncalieri, che dal 1978 opera nell’automotive a livello mondiale su modelleria, design e prototipi. Dopo Urano e Venere Lvchi prevede una city car a batteria e forse un Suv; l’obiettivo di lungo periodo è proporreuna gamma completa di veicoli elettrici grazie a una capacità produttiva di 550.000 auto l’anno entro il 2023, di cui almeno 100.000 entro il 2020; parte di queste auto potrebbe essere costruita in Piemonte.

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Patrizia Licata

Giornalista freelance. Laureata in Lettere, specializzata sui temi dell'hitech e della digital economy, dell'energia e dell'automotive. Scrivo dal 2007 anche per CorCom, parte del gruppo Digital360

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