Steve Guise è il nuovo Chief information & digital officer (Cido) di Angelini Pharma, dopo una lunga carriera in Roche. Entrerà in carica il primo di aprile e riporterà direttamente al CEO Sergio Marullo di Condojanni, Guise avrà la responsabilità della strategia It globale, dei dati e della digital transformation, con un focus esplicito su programmi tecnologici su larga scala lungo R&D, manufacturing e funzioni corporate.
L’ingresso del manager, che ha oltre 25 anni di esperienza nel Life Science, è importante perché non si tratta della classica “modernizzazione dell’It”. Il perimetro dichiarato (It + data + digitale) indica un obiettivo più ambizioso: costruire un layer comune di governance e piattaforme su cui far scalare innovazione (e quindi anche AI) senza moltiplicare stack, rischi di compliance e “silos” di dati (qui trovi le ultime notizie sulle attività di innovazione di Angelini).
“La tecnologia, i dati e le capacità digitali non sono più solo strumenti abilitanti: sono fondamentali per accelerare la ricerca, migliorare le operazioni e, in ultima analisi, creare risultati migliori per i pazienti e i sistemi sanitari”, ha scritto Steve Guise su Linkedin annunciando il suo prossimo ingresso in Angelini Pharma. “Non vedo l’ora di integrare ancora più profondamente queste capacità in tutta l’organizzazione e di supportare la crescita e la trasformazione a lungo termine dell’azienda”
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Chi è Steve Guise
Guise ha una laurea MChem in Chemistry all’University of St Andrews. (THE ORG) Prima di Roche ha lavorato in AstraZeneca (anche in ruoli collegati al supporto informatics per l’oncologia) e in UCB come Director, Informatics. In Roche è cresciuto fino a ruoli di vertice, includendo la posizione di Cio della divisione Pharmaceuticals con responsabilità globali su domini e sistemi informativi scientifici.
Il suo taglio è chiaramente AI/data-driven: in un intervento pubblico legato a Intelligent Health AI ha sintetizzato così il rapporto tra AI e persone: “AI won’t replace humans; it will free us up to add more value to society”. È una frase che, tradotta in scelte operative, di solito porta a due priorità: data governance prima degli use case e piattaforme riusabili per evitare che l’AI resti sperimentazione o “pilot perpetui”.
La strategia di Angelini
crescita e margini: perché il digitale diventa leva di scalabilità
La nomina di Guise arriva in una fase dell’azienda in cui il digitale sta cambiando natura: non solo efficienza, ma capacità di replicare processi e governance su scala internazionale, soprattutto in settori regolati dove qualità del dato, tracciabilità e sicurezza non sono negoziabili.
In questo senso non sono mancati i segnali nel 2025 coerenti con un modello “focus + piattaforma”. Il caso più significativo è l’accordo per il trasferimento dei brand Amuchina e Infasil da Angelini Pharma a Fater (operazione con efficacia dal 1 gennaio 2026), presentato come scelta che “si inserisce nella strategia di sviluppo globale” con mantenimento del focus su Consumer Healthcare e investimenti in Specialty Care, “con particolare riferimento alla Brain Health”.
Il messaggio è chiaro: con ricavi e margini solidi, Angelini può permettersi di ripulire il portafoglio e concentrare capitale e competenze (anche digitali) su aree dove i dati contano davvero: R&D, medical, market access, real world evidence, supply chain.
Le sfide di Steve Guise in Angelini Pharma
Nel comunicato che annuncia la nomina, Guise lega il suo ingresso a un momento di trasformazione e alla necessità di mettere dati e digitale al servizio della crescita globale. Guise collega la tecnologia a un impatto misurabile: “Stiamo vivendo una trasformazione tecnologica storica”, e mettere dati e innovazione digitale al centro del business è la condizione per creare valore “significativo e duraturo”.
È qui che la nomina diventa “operativa”: un Cido con mandato su data governance sposta l’asticella da “fare progetti digitali” a costruire fondamenta (architetture, cloud, standard, accessi, tracciabilità) che rendano l’AI riusabile, auditabile e sicura in un contesto regolato.
“La sua solida esperienza internazionale e la comprovata capacità di guidare programmi complessi di trasformazione digitale e tecnologica rappresentano un elemento chiave per il rafforzamento delle nostre competenze e per l’attuazione delle nostre priorità strategiche, con particolare attenzione all’area della Brain Health.” è il commento del CEO Sergio Marullo di Condojanni.


















