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Smart Home 2026: l’esperienza di 4 aziende per integrare l’AI negli edifici intelligenti



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I manager di Ariston Group, Comoli Ferrari, Iotinga e Storm Replay spiegano l’integrazione tecnologica e il ruolo dell’AI per migliorare il benessere degli utenti attraverso servizi innovativi e collaborazioni di filiera. Focus sull’evoluzione del mercato IoT in Italia nel 2026

Pubblicato il 17 feb 2026



Smart home
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L’attuale scenario del Mercato IoT in Italia sta attraversando una fase di consolidamento e transizione, dove l’attenzione si sposta progressivamente dall’oggetto connesso al valore del servizio erogato. Durante l’incontro di approfondimento dedicato alla presentazione dei risultati della Ricerca “L’evoluzione del mercato della Smart Home” dell’Osservatorio Internet of Things, ospitato dal Politecnico di Milano il 10 febbraio 2026, i principali attori hanno delineato le traiettorie di un settore che, sebbene in crescita, deve ancora sciogliere nodi critici legati alla collaborazione di filiera e alla piena maturità tecnologica. Se da un lato il 2025 ha visto una spinta impressa dai temi della sicurezza e del comfort, dall’altro emergono rallentamenti dovuti al recepimento della Direttiva Europea Case Green e a una persistente carenza di competenze tecniche tra gli installatori.

L’esperienza di Ariston Group: il monitoraggio con l’AI

Un pilastro fondamentale per la crescita del comparto è rappresentato dalla capacità delle aziende di offrire soluzioni che non siano solo smart, ma anche sostenibili e integrate. In questo ambito, l’esperienza di Ariston Group evidenzia come lo sviluppo di nuovi servizi passi necessariamente attraverso l’ottimizzazione dei processi B2B. Rita Pantaleoni, Parts & Services Director Italy dell’azienda, sottolinea come la digitalizzazione stia trasformando il lavoro della rete di assistenza tecnica.
Ariston Group è un gruppo globale che sviluppa e produce soluzioni per climate comfort e water heating, con un portafoglio che include anche servizi di connettività e tecnologie legate alla transizione energetica.
L’offerta copre inoltre ambiti come air handling, componenti e tecnologie di combustione, supportata da una rete industriale e di R&D internazionale.

L’implementazione di piattaforme come Ariston Net Pro permette oggi di monitorare impianti di riscaldamento complessi, verificando anomalie e suggerendo adattamenti da remoto. Questo approccio mira a semplificare le operazioni di primo avviamento del prodotto, una fase critica in cui i tecnici investono storicamente molto tempo. Secondo Pantaleoni, l’obiettivo è fornire uno strumento che permetta al tecnico di verificare gli adattamenti suggeriti dall’Intelligenza Artificiale nel corso del tempo.

Per supportare le piccole organizzazioni che non dispongono di una struttura interna dedicata al monitoraggio costante, l’azienda ha introdotto il servizio di e-tutoring. Si tratta di un team dedicato che supervisiona il parco connesso grazie al supporto della manutenzione predittiva. Pantaleoni chiarisce la necessità di questo supporto: «Ad oggi noi abbiamo molti centri assistenza che hanno migliaia di prodotti connessi, ma internamente non hanno una persona dedicata per poter monitorare costantemente questi prodotti». L’obiettivo è alzare il livello del servizio offerto all’esterno, evitando che i partner si sentano isolati di fronte alla complessità dei prodotti connessi.

Comoli Ferrari: “Realizzare una collaborazione di filiera”

Nonostante l’eccellenza dei singoli componenti, il Mercato IoT in Italia soffre ancora di una frammentazione che rischia di confondere il consumatore finale. Benedetta Ragazzola, Strategy Advisor di Comoli Ferrari, pone l’accento sulla mancanza di una visione comune e di un’interoperabilità che sia prima di tutto organizzativa e non solo tecnica. La provocazione lanciata riguarda la percezione dell’utente: «Ma il consumatore oggi vede davvero che noi stiamo portando un’offerta integrata e di valore a valle, oppure vede una “Smart Home Frankenstein”?».

Comoli Ferrari è un’azienda italiana nata a Novara (1929) distributore di soluzioni per l’impiantistica, evoluta verso un ruolo di “solution partner” con servizi e competenze a supporto dei professionisti.Opera con una rete di punti vendita sul territorio e organizza la propria offerta attorno a più focus (es. home/building automation, energy, security, industrial automation)

La tesi sostenuta da Ragazzola è che l’assenza di un sistema coerente impedisca al valore reale di raggiungere il cliente. Attualmente, la filiera tende a spostare il problema dell’integrazione sull’ultimo anello, ovvero l’installatore, il quale spesso non possiede per natura le competenze di un venditore di soluzioni complesse. Per Ragazzola, la soluzione risiede in una collaborazione di filiera strutturata, che parta dal servizio e non dal prodotto.

Un ostacolo rilevante è rappresentato dalla scarsa condivisione dei dati tra produttori e distributori, limitata spesso alle informazioni di business di base. Il consumatore moderno, pur essendo più maturo, non percepisce ancora pienamente i benefici di una casa intelligente, vedendo spesso solo “gadget” o automatismi isolati. Ragazzola afferma che: «Un consumatore non può essere disposto a pagare per sapere quanto spende. Vuole spendere meno senza pensarci». È dunque necessario un cambio di paradigma culturale che porti alla costruzione di casi d’uso fruibili e partnership che sensibilizzino anche le istituzioni.

Iotinga: “Attenzione a interoperabilità tecnica e longevità dei dispositivi

Sul fronte tecnologico, l’adozione di standard condivisi come Matter e l’apertura tramite API sono considerate leve fondamentali per garantire la longevità dei prodotti. Simone Camporeale, Co-founder di Iotinga, spiega che l’integrazione deve tenere conto del contesto specifico in cui il dispositivo viene installato.

Iotinga realizza prodotti IoT connessi end-to-end, coprendo internamente elettronica, firmware, app e cloud per portare soluzioni “pronte per il campo”.
Si posiziona come partner tecnico per costruire stack IoT stabili e scalabili (firmware + elettronica + app + cloud) con un approccio orientato all’esecuzione.

Esiste una differenza sostanziale tra prodotti che “vivono” con l’edificio, come le pompe di calore, e dispositivi più personali come i termostati. Nel caso delle pompe di calore, è essenziale che il sistema sia aperto a nuovi proprietari o inquilini che portano con sé diversi background tecnologici. Camporeale sottolinea l’importanza di questa apertura: «Un prodotto di questo tipo, dal nostro punto di vista, dovrebbe essere molto aperto a integrazioni sia dal punto di vista tecnico con appunto delle API aperte, con della documentazione adeguata che permetta a chi entra nell’abitazione di poter sfruttare al meglio questa tipologia di tecnologie».

Storm Reply: “Serve un approccio olistico e comunitario

L’evoluzione del Mercato IoT in Italia non riguarda esclusivamente la singola abitazione, ma si estende alla gestione dell’edificio nel suo complesso. Questo approccio olistico, descritto da Marco Spinosa, Technical Lead di Storm Reply, mira a trasformare l’automazione in un supporto attivo alla vita quotidiana, integrando servizi che vanno oltre il semplice controllo della temperatura o delle luci.

Storm Reply è una company del gruppo Reply specializzata nella progettazione e implementazione di soluzioni cloud (IaaS/SaaS/PaaS) per supportare grandi aziende nel deployment di sistemi e applicazioni. La proposta include aree come IoT, application development, platform engineering e modernisation, ed è indicata come AWS Premier Consulting Partner

Secondo le parole di Spinosa, in un’ottica di Smart Building, l’utente può relazionarsi con la portineria o prenotare aree comuni come palestre e piscine. Tuttavia, il beneficio più significativo riguarda la sostenibilità e l’efficientamento energetico. Spinosa delinea uno scenario di collaborazione tra immobili: «Immaginiamo di avere degli edifici che sono in grado di produrre energia e io, monitorando l’andamento dei miei appartamenti, i consumi dei miei inquilini, sono in grado di trasferire questa energia ai building a fianco». Questo modello risponde direttamente alle direttive europee e promuove il concetto di comunità energetica.

Intelligenza Artificiale e privacy, nuove frontiere per il dato

L’integrazione dell’Intelligenza Artificiale, in particolare della Generative AI, sta aprendo nuove strade per l’assistenza e la formazione. All’interno del Mercato IoT in Italia, la sperimentazione si concentra sul punto di contatto tra uomo e macchina. La GenAI viene utilizzata per creare interazioni più umane nei contact center e per supportare gli installatori attraverso assistenti virtuali capaci di consultare l’intera manualistica tecnica di un edificio.

Sul piano della gestione dei dati, il contesto normativo europeo spinge verso la condivisione con terze parti per abilitare nuovi servizi digitali, pur mantenendo rigidi standard di privacy. Una soluzione innovativa proposta da Camporeale di Iotinga riguarda il mantenimento del dato all’interno del dispositivo, attivando la connettività solo quando necessario per erogare assistenza. Questo modello di tipo pay-per-use riduce i costi di gestione per i produttori e aumenta la sicurezza per l’utente.

Un altro tema centrale riguarda la fiducia dell’utente verso i sistemi automatici. Spinosa suggerisce che l’AI sia percepita meglio se non esautora l’individuo dal controllo: «Quello che si fa in questo caso è dare suggerimenti senza toccare niente. Quindi magari l’AI ti dice “Guarda che nella settimana passata in realtà sei stato bene a questa temperatura. Sei sicuro di quella? Avresti un risparmio di X”». La scelta finale deve restare nelle mani della persona, permettendo una transizione culturale graduale verso l’automazione.In merito al futuro delle interfacce, emerge la necessità di superare la rigidità dei settaggi numerici. Camporeale ipotizza un’evoluzione della User Experience: «Banalmente l’input che basterebbe sarebbe “ho freddo” o “ho caldo”, cioè in quel senso il sistema funzionerebbe meglio… riportando effettivamente se dopo i consumi cominciano a diventare un po’ troppo alti». Attualmente, la sfida rimane quella di creare un’esperienza d’uso che permetta di vivere una casa intelligente senza la necessità di gestire molteplici applicazioni differenti. Nonostante l’assenza attuale di un “contenitore unico” per tutti i servizi, la direzione tracciata per il Mercato IoT in Italia punta verso partnership strutturate capaci di trasformare la tecnologia in un investimento necessario per il benessere e la sicurezza dell’abitazione.

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