L’intervista

Gabriele Ratti (Moov.Tech): l’innovazione nella mobilità non è un’app in più, ma un cambio di architettura



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Dati e telematica per rendere più trasparenti le condizioni d’uso, assicurazione integrata nell’esperienza e un approccio orientato alla riduzione delle frizioni. La nuova mobilità secondo Gabriele Ratti, CEO di Moov.Tech

Pubblicato il 29 gen 2026



Gabriele Ratti
Gabriele Ratti founder e CEO di Moov-Tech

L’innovazione non è “un’app in più”, ma un cambio di architettura, sostiene Gabriele Ratti, founder e CEO di Moov.Tech.

Nelle città la mobilità sta uscendo dalla logica del “tutto fisso”: meno possesso, più utilizzo reale, più servizi digitali che provano a rendere l’auto un’opzione flessibile invece che un impegno rigido. In questo scenario si inserisce Moov, gruppo attivo tra mobility e insurtech, con un modello di noleggio pay per use che lega una parte dei costi ai chilometri effettivamente percorsi.

Moov-Tech è il cuore tecnologico del gruppo, che nel 2024 è entrato nel mercato assicurativo con Moov-Insurance, società di cui Ratti è co-CEO. Per lui questo è il “cambio di architettura”: dati e telematica per rendere più trasparenti le condizioni d’uso, assicurazione integrata nell’esperienza e un approccio orientato alla riduzione delle frizioni — dal preventivo alla gestione quotidiana del veicolo.

In questa intervista Ratti racconta come è possibile realizzarla e con quali vantaggi.

Moov lavora su soluzioni per la mobilità. Su cosa siete concentrati oggi e in che modo questo approccio incide sulla sostenibilità urbana?
Lavoriamo su modelli che rendono la mobilità più semplice da usare e più trasparente da gestire, unendo tecnologia e servizi. Il primo caso concreto è Flee, un noleggio a lungo termine pay per use: una parte della tariffa varia in base ai chilometri percorsi.
L’idea è alleggerire i costi fissi e spostare l’attenzione dal possesso all’uso. Per noi conta anche la chiarezza: niente costi nascosti e gestione digitale del rapporto, con termini e condizioni presentati in modo leggibile. Le persone sono abituate a scegliere e a cambiare: se vuoi costruire fiducia, devi rendere evidente cosa stai offrendo e come funziona.

Quali tecnologie avete integrato in Flee per rendere la mobilità più efficiente e sicura?
Flee è pensata come un ecosistema che mette insieme utilizzo dell’auto, manutenzione, protezioni per veicolo e persona, assistenza e soccorso stradale, telematica e supporto del customer care. Il pay per use si traduce in una rata mensile composta da due parti: una quota fissa (disponibilità del veicolo) e una quota variabile al chilometro (servizi e protezioni).
Sul fronte efficienza, pagare una parte dei costi in funzione dell’uso reale aiuta a rendere l’auto più accessibile quando serve davvero e a ridurre il peso della mobilità privata. Inoltre, la formula del noleggio contribuisce al rinnovo del parco circolante, abbassandone l’età media e migliorando affidabilità e sicurezza.
Sul fronte sicurezza, a un pricing legato alla percorrenza abbiniamo un sistema di rewarding che incentiva uno stile di guida più sicuro e sostenibile. Una black box installata a bordo raccoglie dati dalla centralina e i dati di accelerazione per individuare pattern riconducibili, soprattutto, a guida distratta e guida aggressiva: sono tra le cause più comuni di sinistri e danni. L’obiettivo è intercettare comportamenti scorretti (accelerazioni o frenate brusche) e premiare l’adozione di comportamenti positivi.
C’è anche un tema di obsolescenza tecnologica: la possibilità di cambiare veicolo con maggiore facilità aiuta a non restare “bloccati” su tecnologie che in pochi anni perdono valore.

+Qual è la vostra visione per le smart city? In che modo un ecosistema di mobilità può cambiare la vita quotidiana in città?
La direzione è cambiare il modo in cui si pensa all’auto, passando dal possesso al servizio, e costruire intorno un ecosistema che permetta di scegliere, in base alla situazione, il mezzo più adatto e i servizi utili per muoversi senza frizioni.
Per farlo utilizziamo tecnologie che ci consentono un contatto diretto con il cliente fin dalla fase di acquisizione e vogliamo far evolvere Flee come riferimento per una mobilità facile, sicura e flessibile, capace di adattarsi a esigenze in costante cambiamento. Il passo successivo è ampliare l’offerta con servizi accessibili da un’unica piattaforma: ad esempio pagamento dei parcheggi, integrazione con altri mezzi e nuove soluzioni di intermodalità, per rendere ogni spostamento più semplice e fluido.

Come immaginate la collaborazione tra pubblico e privato per portare modelli di mobilità intelligente nelle città?
Il pay per use può diventare una leva per cambiare abitudini: se non usi l’auto, liberi budget per altre forme di spostamento — car sharing o trasporto pubblico — andando anche nella direzione della sostenibilità.
L’altro concetto è la condivisione: pensiamo anche a modelli di sharing del mezzo dentro comunità “personali”, come un condominio o un gruppo di studenti, con l’obiettivo indiretto di ridurre il numero di veicoli che circola nelle città.
Per spiegare il contesto, cito una fotografia della School of Management del Politecnico di Milano: molte grandi aziende promuovono lo smart working e la conseguenza è che un’auto resta parcheggiata per la maggior parte del tempo. In questo scenario, consumatori e aziende chiedono più flessibilità e modelli pay per use sia per la mobilità sia per l’assicurazione.
Anche la mobilità aziendale sta cambiando: sempre più imprese cercano soluzioni flessibili, sostenibili e integrate nel welfare. La convenzione Flee per le aziende prova a rispondere a queste nuove abitudini: i dipendenti delle realtà aderenti possono accedere a un noleggio all inclusive con tariffe agevolate, un pacchetto assicurativo premium, un sito dedicato con assistenza e servizi di caring coerenti con i principi della mobilità sostenibile.

Flee viene proposta come PasS, Platform as a Service. Qual è il modello di business e quali vantaggi offre a partner e clienti?
Moov opera tra mobilità e insurtech con l’obiettivo di offrire un ecosistema integrato e completo, basato su tecnologie di orchestrazione, prodotti assicurativi su misura e servizi di mobilità intuitivi.
Abbiamo sviluppato una soluzione modulare e scalabile in logica Platform-as-a-Service (PaaS) per realizzare progetti personalizzati nel mondo mobility. La piattaforma include portale web, portale partner, mobile app, CRM, sistemi di pagamento, gestione delle tariffe, telematica, gestione della flotta e gestione delle assicurazioni: in pratica abilita aziende e partner a costruire iniziative di mobilità “su misura”, riducendo tempi e complessità di integrazione.
In parallelo, attraverso Moov-Insurance, progettiamo programmi assicurativi collettivi ad elevata protezione che si adattano all’effettivo utilizzo del cliente. Lavoriamo per presidiare l’intera catena del valore, combinando competenze e tecnologia, garantendo servizio e sostenibilità tecnica per i partner. Le soluzioni possono essere distribuite in logica embedded o stand alone, in collaborazione con primari player assicurativi.

Come integrate l’embedded insurance nei servizi di mobilità e che benefici porta a utenti e aziende partner?
Cito un dato: il 78% dei leader del settore ritiene che in futuro i premi assicurativi saranno modulati anche sullo stile di guida. Il messaggio, al di là della singola percentuale, è che cresce la necessità di evolvere dall’assicurazione tradizionale a un modello più integrato e personalizzato, abilitato dalla tecnologia.
Per noi embedded insurance significa trasformare l’assicurazione in una componente del servizio di mobilità: da un lato dare la possibilità di estendere la protezione anche ad altri veicoli del nucleo familiare, dall’altro incentivare comportamenti di guida più sicuri.
I clienti di Flee possono beneficiare di un pacchetto di protezione in pay per use non solo sul veicolo a noleggio, ma anche su altri veicoli personali, inclusi moto e ciclomotori. In pratica, l’idea è una protezione di mobilità personale con un unico pagamento, che comprende il noleggio e una protezione a consumo per più mezzi.

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