Startup Nation

Microsoft, Alibaba e Dropbox investono in Israele, nonostante la paura

In 24 ore i tre colossi digitali hanno comprato startup hi-tech: il gruppo di Jack Ma ha acquisito quote di Visualead (QR code), Redmond ha puntato su Equivio (gestione di big data) e il gigante del cloud ha rilevato CloudOn (creazione e modifica di documenti Office)

Pubblicato il 29 Gen 2015

israele-150128211620

Israele sta per diventare la nuova piazza per i giganti dell’IT. Le tensioni e i disordini degli ultimi giorni sembrano non bloccare le iniziative finanziarie: in 24 ore, tra lunedì 19 e martedì 20 gennaio, tre dei maggiori colossi di tecnologia, Alibaba, Microsoft e Dropbox, hanno investito in startup tech israeliane.

Alibaba, la principale compagnia cinese di commercio elettronico (la concorrente di Amazon in Asia) ha acquisito quote di Visualead, con sede a nord di Tel Aviv, che produce QR code, i codici che si possono scannerizzare con gli smartphone. La cifra stanziata per l’operazione sarebbe di 6 milioni di dollari, secondo il Wall Street Journal.

I codici di risposta rapida (Quick Response) sono molto diffusi in Cina, e ora anche in Giappone, più di quanto lo siano nei Paesi occidentali, usati per scaricare le app sugli smartphone, per accedere a coupon o registrarsi alle promozioni. Alcuni cinesi hanno persino QR code associati ai loro profili nei social network, consentendo agli amici di raggiungerli con un semplice scan.

La società israeliana Visualead produce una forma brevettata a colori e con animazione di questi codici a barre bidimensionali, più accattivanti per gli utenti. Inoltre, dà la possibilità alle aziende di inserire il loro logo nel QR code, customizzandolo per le campagne di marketing. La partnership di Alibaba con Visualead permetterà di implementare i servizi di Mashangtao, che mette a disposizione dei commercianti del circuito online di Taobao e Tmall Alibaba i QR code per accedere alle promozioni e ad altre iniziative di marketing, tenere traccia delle spedizioni e delle informazioni di prodotto. Con la tecnologia di Visualead, il gruppo cinese spera di avviare anche una strategia anti-contraffazione, integrando QR code visivi non duplicabili nei prodotti. La partecipazione in Visualead potrebbe essere la prima di una serie di investimenti, in quanto, secondo voci informali, Alibaba avrebbe scelto Israele come base per sviluppare i suoi programmi di ricerca.

Israele ha assunto un’importanza strategica anche per un altro colosso informatico, Microsoft, che in due mesi ha investito quasi 400 milioni di dollari, a cinque anni di distanza dalle ultime operazioni nel Paese. Dopo l’acquisizione, lo scorso novembre, nella società di sicurezza informatica, Aorato (per 200 milioni di dollari), Microsoft ha investito in Equivio, che utilizza le tecniche di apprendimento automatico per aiutare le imprese e le associazioni governative, che gestiscono grandi volumi di dati, a trovare i documenti corrispondenti alle loro esigenze legali e di compliance.

Secondo voci del settore l’operazione sarebbe costata 50 milioni di dollari, invece per il Wall Street Journal sarebbero ben 200 milioni di dollari. Equivio, con sede a Rosh Ha’ayin, è stata fondata da Amir Milo, amministratore delegato, e da Yiftach Ravid, vice-presidente, e vanta tra i suoi clienti agenzie federali statunitensi, studi legali e altre tipologie di imprese.

La startup israeliana potrebbe aiutare Microsoft nei problemi di amministrazione di grandi volumi di dati. “Stiamo facendo questa acquisizione – scrive in un blog Rajesh Jha, vice presidente corporate di Outlook e Office 365 di Microsoft – per consentire ai nostri clienti di affrontare le sfide legali e di compliance che si presentano nella gestione di grandi quantità di email e documenti”.

Anche Dropbox continua ad allargare team e competenze e ad accrescere la sua presenza in Europa, acquisendo la startup israeliana CloudOn. Conseguenza dell’operazione sarà non soltanto l’accorpamento dei 30 dipendenti nella propria squadra, ma anche l’uso della base di Herzliya come primo ufficio in Israele. A marzo 2015, CloudOn cesserà la sua attività e la tecnologia che permette ai suoi 9 milioni di utenti di modificare, creare e condividere file da Microsoft Office e da altre piattaforme, sarà traslata in Dropbox.

Non si conoscono i dettagli dell’affare, ma si parla della più grande acquisizione di Dropbox in termini di dipendenti. Il gruppo, fondato da Drew Houston e Arash Ferdowsi nel 2007, oggi vanta 300 milioni di utenti e in passato ha acquisito Mailbox, Audiogalaxy, PiCloud, Loom, Hackpad e Snapjoy.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Articoli correlati