Shark Tank, parla De Lisi (Green Rail): «Perché ho rifiutato un milione di euro»

Nel programma di Italia1 il founder della startup ideatrice di traverse ferroviarie eco-sostenibili ha respinto l'offerta di un milione per il 20% della società. Ora dice a EconomyUp: «Non volevo svenderla. Forse gli investitori hanno temuto il settore pubblico italiano. Ma noi puntiamo al mercato estero»

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di Luciana Maci

Giovanni De Lisi, founder di Green RailGiovanni De Lisi, founder di Green RailRifiutereste un milione di euro da un investitore? Giovanni De Lisi, founder di Green Rail, ideatrice di traverse ferroviarie eco-sostenibili, l’ha fatto. È accaduto ieri sera a Shark Tank, trasmissione su Italia1 alla sua seconda puntata, nella quale cinque investitori scommettono su startup o idee innovative. “Non si può dire che non ho accettato un milione di euro: la verità è che ho rifiutato di svendere la società” afferma oggi lo startupper parlando con EconomyUp.

“Non avevo motivo per accettare una valutazione sei volte inferiore alla nostra. Gli Shark non mi hanno creduto perché hanno pensato a un progetto legato al settore pubblico: avere a che fare con la PA italiana mette sempre un po’ paura. Non hanno capito che invece questa startup ha respiro internazionale. E a tutt’oggi abbiamo in ballo un contratto con una società ferroviaria estera che, se sarà firmato, ci consentirà di guadagnare 20 milioni di euro”.

Green Rail ha progettato una traversa ferroviaria (la sottostruttura del binario a cui sono fissate le rotaie) green, cioè realizzata in parte con plastica riciclata e gomma ottenuta da pneumatici fuori uso. La traversa, che per ora è un prototipo ma dovrebbe diventare prodotto a tutti gli effetti dopo i necessari test previsti a fine anno, promette di garantire una durata superiore ai 50 anni (contro i 30 anni di quelle in calcestruzzo), l’abbattimento di polverizzazione del ballast (la breccia che giace al di sotto dei binari), meno vibrazioni e meno rumore. In più, si propone come sostenibile in quanto utilizza materiali riciclati e smart ed è progettata per generare energia al passaggio dei convogli.

Qui la storia del team di Green Rail

Giovanni De Lisi, 28 anni, siciliano, da tempo impegnato nel settore dell’armamento ferroviario, si è presentato agli Squali di Italia1 chiedendo un milione di euro per il 3% della società. Sono emersi alcuni dubbi. Mariarita Costanza, direttore tecnico Macnil–Gruppo Zucchetti, l’ha definito un progetto “primordiale” (“Non ha capito di cosa stiamo parlando” è stato il commento di De Lisi dietro le quinte). Gianluca Dettori, presidente e fondatore di dpixel, è rimasto interdetto quando è emerso che finora la startup non aveva firmato neppure un contratto. Il commento di De Lisi a EconomyUp: “Ma le startup devono prendere finanziamenti solo quando sono operative? Se fossimo già stati sul mercato non avremmo partecipato a Shark Tank”.

Alla fine l’unico a credere nell’idea è stato Fabio Cannavale, presidente di lastminute.com. Però ci ha creduto solo in parte, dichiarandosi disposto a offrire un milione di euro ma per il 20% della società. E qui il colpo di scena: dopo un consulto con un socio, il giovane è tornato sulla scena per pronunciare il suo “No grazie”. Scelta destinata a lasciare interdetti soprattutto coloro che non conoscono le dinamiche dell’ecosistema imprenditoriale e in particolare di quello delle startup.

“Se avessimo accettato l’offerta di Cannavale – razionalizza lo startupper – avrebbe significato che la nostra società vale 5 milioni di euro. Invece secondo noi attualmente ha un valore intorno ai 40 milioni di euro”.

Se la mancata occasione lo ha scottato, non sembra proprio volerlo dare a vedere. Anzi rilancia: “L’Italia non ci interessa come mercato da dove cominciare. Ci arriveremo tra 4 o 5 anni. Altri Paesi come Usa, ma anche Paesi Arabi, Cina, India stanno investendo tanto nel settore ferroviario. Noi forniamo un prodotto in grado di portare in questi Stati l’innovazione hi-tech”. E svela: “Siamo in trattative con una società ferroviaria estera dell’area euroasiatica, di più non posso dire. Se firmeremo il contratto, otterremo 20 milioni di euro di royalties nell’arco dei prossimi 5 anni”. Il condizionale e le cautele del caso sono d’obbligo. Ma De Lisi tiene a sottolineare: “Noi vendiamo milioni di pezzi a un solo cliente, non dobbiamo vendere un prodotto a tanti clienti. Perciò non abbiamo necessità di vari round di finanziamento. L’azienda crescerà vertiginosamente alla chiusura del primo contratto”. 

Gli Shark, nonostante tutto, non si sono persuasi. Invece ci ha creduto Edison, che a novembre scorso ha assegnato a Green Rail il Premio Edison Start, concorso della società energetica dedicato a idee innovative e sostenibili. E prima ancora ci aveva creduto il Premio Marzotto: nel 2013 la startup è risultata finalista della terza edizione del premio per startup più ricco d’Italia, oggi giunto alla sua quinta edizione.

Alla fine è inevitabile un po’ di amarezza per quel milione di euro sfumato. “Non dico che gli Shark siano stati provinciali – afferma De Lisi – ma  hanno guardato alla nostra società come a un progetto italiano in un contesto italiano. Se fosse davvero così non lo avrei finanziato nemmeno io al loro posto. Invece è un progetto internazionale. Si saranno chiesti: ce la farà un giovane di 28 anni a portare avanti un progetto internazionale? La mia risposta è ‘sì’, perché non sono io che cerco, ci chiamano loro. Sono le società ferroviarie estere a contattarci, non viceversa”. Mentre ci saluta De Lisi si sta imbarcando su un aereo: magari la prossima destinazione sarà un finanziamento andato a segno.