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Demo Day

Tim #WCap, per 40 startup un milione dall’acceleratore di Telecom

01 Dic 2015

A Roma l’incontro fra le imprese digitali selezionate dal programma aziendale di open innovation e gli influencer di settore. Con 25mila euro ciascuna, le nuove società si preparano al lancio commerciale. L’ad Marco Patuano: «Startup essenziali per il nostro futuro»

Un milione di euro investito su 40 startup di belle speranze, per un grant iniziale di 25.000 euro ciascuna. Queste le cifre di partenza del “Demo Day”, evento cruciale del programma #WCap Accelerator di Tim. Protagoniste le nuove imprese selezionate per il progetto Open Innovation, giunte all’appuntamento romano dell’edizione 2015 dopo i 4 mesi di accelerazione previsti dall’azienda: un percorso guidato da tutor qualificati, finalizzato alla crescita tecnica delle idee proposte e allo sviluppo delle relative prospettive economiche.

Anche quest’anno il gruppo italiano delle telecomunicazioni si apre all’innovazione dando fiducia alle aziende di nuova generazione nate in seno alla filiera dell’economia digitale, che in caso contrario non avrebbero gli strumenti necessari a concretizzare la propria idea di business.

A spiegare le ragioni di tanto interesse nei confronti delle startup è Marco Patuano, Ad Telecom Italia: «Chi si occupa di telecomunicazioni non può subire l’innovazione, deve viverla da dentro. L’evoluzione del comparto in direzione della connettività smart ci ha fatto temere i grandi “Over the top” come Facebook, Google e Amazon, accusati di un uso improprio della rete. Il vero problema stava invece nel poter offrire una diversa tipologia di offerta. La svolta epocale operata da Telecom è stata quella di intuire che nel corso del tempo noi operatori ci trasformeremo in infrastrutture e piattaforme sulle quali soggetti terzi costruiranno servizi. Ecco perché le startup sono essenziali per il nostro futuro».

Al Demo Day fanno seguito altri 8 mesi di coworking, durante i quali le aziende perfezioneranno i rispettivi progetti negli acceleratori Tim #WCap, coadiuvate dai feedback ricevuti e dagli eventi di networking finalizzati al confronto con investitori, stakeholders e neo-imprenditori di successo.

Già in questa fase le startup selezionate – subito iscritte nell’Albo Veloce del Gruppo Telecom Italia, che le certifica in qualità di fornitori d’azienda – ottengono riscontri da parte delle business unit aziendali che, grazie al budget messo a disposizione dal Basket Innovazione, sono incentivate all’acquisto delle loro soluzioni. Alcune possono beneficiare direttamente dei seed investments di TIM Ventures, il corporate venture capital del Gruppo Telecom Italia. «Il 24 novembre scorso Tim Ventures ha puntato oltre un milione e mezzo di euro su 12 nuove imprese. In futuro accresceremo gli investimenti, perché entro il 2017 il 50% delle soluzioni di IOT (Internet of Things) sarà sviluppato interamente da startup», ha dichiarato Mauro Di Mauro, Direttore Strategy & Innovation Telecom Italia.

Dal 2009 ad oggi Tim #WCap Accelerator ha raccolto oltre 8000 progetti, supportato 268 startup e assegnato 5,5 milioni di euro. Ilaria Potito, Responsabile Progetto Tim #WCap Accelerator, ha sottolineato come «negli ultimi due anni 25 startup sono diventate fornitrici Telecom, tanto da creare oltre 200 posti di lavoro». Originalissime e d’avanguardia le idee portate avanti dalla 48 aziende promosse, 8 delle quali qualificate nella categoria “menzione speciale”. Dall’applicazione per la security di persone che lavorano in stato di isolamento sviluppata da Agesic, passando per la piattaforma e-learning di contenuti musicali proposta da MCampus, fino all’applicazione dedicata ai musei di ArtPlace, le soluzioni vincitrici hanno tutte grande appeal di mercato.

Quanto alla validità del percorso intrapreso, è testimoniata dai founder di alcune startup delle scorse edizioni,

che hanno ormai trasformato i loro sogni in realtà imprenditoriali affermate. La Pedius di Lorenzo Di Ciaccio ha realizzato un’app che consente ai sordi di telefonare ed è ora impegnata in progetti pilota con BNL e Protezione Civile. Simone Di Somma, Founder Innaas, ha illustrato la creazione di TIM Stadium, che stila in tempo reale le index delle partite di serie A, mentre Vincenzo Patuano, Founder Unfroud, destinataria di un investimento di 100.000 euro da parte di Tim Ventures, ha fatto centro con la prevenzione delle frodi in campo commerciale. Successi firmati Telecom Italia, certo, ma resi possibili anche dal quadro normativo nazionale, che finalmente si è spinto oltre i decreti attuativi.

Secondo Stefano Firpo, Direttore Generale MISE, «dei 67 provvedimenti previsti dal famoso decreto “Crescita Digitale”, gli articoli di maggior successo sono stati quelli riguardanti lo Startup Act italiano, che ha consentito l’iscrizione di oltre 5000 realtà nel Registro Imprese, e la certificazione di 35 incubatori. Rispetto a 5 anni fa, il mondo del venture capital comincia ad ottenere i primi riscontri economici, tanto che a febbraio di quest’anno abbiamo esteso i benefit previsti per le startup anche alle imprese consolidate, le cosiddette pmi innovative. Sebbene il processo sia ancora in divenire, l’Italia ha tutti gli ingredienti per vincere. La visibilità del nostro ecosistema sta tornando sotto i riflettori: le startup devono riscoprire, seppur in chiave avanguardistica, il brand del made in Italy. È su questo che devono lavorare incubatori e acceleratori, per far sì che la digitalizzazione sia sostenuta dalla tradizione delle nostre grandi aziende. A seguire, bisogna ingenerare nelle pubbliche amministrazioni come nel privato una domanda effettiva di prodotti innovativi».

Un plauso alle iniziative governative e alle compenetrazioni di open innovation anche da Giuseppe Recchi, Presidente Esecutivo Telecom Italia: «Oggi raccogliamo i frutti di una sinergia virtuosa tra lo slancio innovativo, esperienze di business consolidate e atti legislativi. In tal senso il digitale, oltre che un introito economico, diventa una vera e propria leva culturale contro la burocrazia che frena il nostro Paese. Telecom è la più grande impresa di telecomunicazioni, una Silicon Valley tutta italiana, in prima fila per lo sviluppo della fibra ottica. Ma per diventare un punto di riferimento nell’ICT, non basta saper fare le reti, bisogna coltivare il 4.0 insieme al governo. Chi investe da noi deve poter credere nei piani di sviluppo aziendali, i quali devono a loro volta migliorare il Paese. Solo incentivando la crescita di sistema in sinergia con le startup riusciremo a vincere la sfida della digitalizzazione».

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