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Kick-off

TIM #Wcap, al via la nuova “classe” delle startup di Telecom Italia

06 Lug 2015

Lanciato oggi a Roma il programma di accelerazione per le 40 neo imprese selezionate. Presente tutto il management della struttura. Ilaria Potito, responsabile delle Operations: «Dal 2009 supportate 268 startup e assegnati 5,5 milioni di euro». Debutto in società per Perdichizzi nel ruolo di Innovation Ecosystem Managing Partner

Un momento del lancio delle nuove startup del programma di accelerazione di TIM #Wcap: da sinistra Ilaria Potito, responsabile Operations, e Antonio Perdichizzi, Innovation Ecosystem Managing Partner
Una grande giornata-evento per lanciare la nuova “classe” di startup allevate in Telecom Italia, guardando al presente e al futuro con la consapevolezza del cammino intrapreso e dei frutti raccolti nel passato: questo è stato il lancio, a Roma, del Programma di Accelerazione 2015 di TIM #Wcap. La sede dell’acceleratore, in Trastevere, era affollata dei nuovi arrivi: le 40 proposte più innovative selezionate tra circa 100 progetti presentati che si aggiudicano i grant di impresa del valore di 25mila euro ciascuno, per un importo totale di 1 milione di euro. Insieme con loro, il management di TIM #Wcap e alcuni illustri ospiti.

“Siamo partiti nel 2009, orgogliosi di essere stati i primi tra le aziende a scommettere su questo settore. Da allora abbiamo raccolto oltre 8000 progetti, supportato 268 startup e assegnato 5,5 milioni di euro” ha detto Ilaria Potito, responsabile delle TIM #WCap Operations. Quindi ha preso la parola Antonio Perdichizzi, che da gennaio è Innovation Ecosystem Managing Partner, anche se il debutto in società è avvenuto oggi: “Il mio è un titolo un po’ complicato – ha spiegato – ma serve a descrivere la gestione di una community che comprende le startup accelerate, le nuove e quelle di cui siamo andati in cerca negli ultimi mesi attraverso un centinaio di eventi in tutta Italia per individuare le proposte da selezionare. Ora inizia la sfida”. In sostanza aiuta TIM #Wcap a gestire i rapporti con la community dell’innovazione, oltre ad avere contribuito a disegnare il programma di accelerazione.

Perdichizzi ha poi presentato la triade che sovrintende al programma di accelerazione: Lucy Lombardi, Head of Innovation & Industrial Relations di Telecom Italia; Gabriele Elia, Head of Open Innovation TI; Luigi Pagnozzi, Corporate Venture Capital TI. “Vogliamo essere un digital player e la nostra strategia di innovazione è fortemente legata alla strategia aziendale” ha detto Lombardi. Elia ha spiegato il meccanismo di Joint Open Lab, laboratori di ricerca e innovazione creati all’interno di poli universitari, nati dalla partnership tra Telecom Italia e i principali atenei italiani. “È un percorso molto innovativo per l’Italia e un trend mondiale: così vogliamo preparare la strada alla creazione di startup già nel periodo universitario”. Pagnozzi ha spiegato come le startup coltivate in Telecom abbiano a disposizione vari strumenti per crescere: oltre a Tim Ventures, il braccio finanziario per i co-investimenti nel capitale delle società, anche l’albo veloce, meccanismo preferenziale attraverso il quale le startup possono accedere all’albo fornitori di Telecom Italia, e il Basket innovazione, un fondo per l’innovazione riservato ai manager di Telecom Italia che decidano di acquistare servizi dalle startup. Strumenti utilizzati, per esempio, da Pedius, startup per consentire ai sordi di telefonare già accelerata, che ora viene usata all’interno del servizio di customer care di Telecom Italia e si sta preparando all’ingresso sul mercato. Dopo l’intervento dei comunicatori Carolina Fabiano e Francesco Pontorno, è stato il turno delle presentazioni dei team dei quattro acceleratori di Milano, Bologna, Roma e Catania che saranno, per un anno, il luogo di lavoro e di condivisione per le 40 startup selezionate.

Durante i primi quattro mesi i team degli aspiranti imprenditori avranno l’opportunità di far crescere la loro idea d’impresa aiutati, oltre che dalle infrastrutture messe loro a disposizione, anche dalla mentorship dello staff  di TIM #Wcap. Concluso il percorso di accelerazione, le startup potranno beneficiare ancora per otto mesi di  mentorship e spazi di coworking. A contribuire a tracciare il collegamento tra i passato e il presente di TIM #Wcap è intervenuto Gianluca Dettori, co-fondatore di d-pixel,  società di venture capital tecnologico. Dettori ha contribuito alla nascita, nel 2009, del progetto di Telecom Italia per le startup. “Quando siamo partiti non pensavamo che sarammo arrivati fin qui” ha detto. “Tutti ci chiedevano: cosa c’entra un’azienda come Telecom Italia con le startup? Invece questa iniziativa ha dimostrato quanto può fare un’impresa per la giovane imprenditoria ed è stata d’esempio per altri”. Ma, sottolinea Dettori, “non ci si può fermare qui. L’Italia, che non è particolarmente ricca di materie prime da esportare, può cavalcare il business delle nuove tecnologie, perché per quello servono i cervelli”. Il venture capitalist ha speso anche qualche parola sulla sua esperienza a “Shark Tank”, programma di Italia 1 trasmesso tra maggio e giugno dove cinque investitori decidevano su quali business idea puntare i propri soldi. “Abbiamo fatto circa 1,6 milioni di telespettatori, abbiamo battuto MasterChef” scherza. “Non era scontato che andasse bene un programma in prima serata dove non c’erano belle ragazze discinte ma si parlava di business model. Inoltre ha portato il messaggio che le cose, se si vogliono, si possono fare”. 

Moltissimi gli ambiti delle idee selezionate: dalla startup Sofia, assistente personale per la gestione di Smart Home, basata su tecnologie di Speech Recognition e Artificial Intelligence, a Hotblack Robotics, soluzione per guidare un team di robot connessi a una piattaforma di cloud robotics all’interno di ambienti dinamici sconosciuti e per far compiere loro i compiti più disparati. Entrambe accelerate a Milano. Sempre nell’acceleratore milanese sarà ospitata la startup vincitrice del “Funkygrant”, un grant molto speciale dedicato da TIM #Wcap alla memoria di Marco Zamperini: si tratta di Marshmallow Games, app mobile per bambini in età prescolare, per l’apprendimento di materie come la matematica, la logica, la lingua italiana e le lingue straniere, le scienze e le arti.   A Bologna invece saranno accelerate insieme alle altre Tickete, l’app mobile che rileva le abitudini di acquisto grazie all’analisi degli scontrini fiscali e ArtPlace, applicazione che, grazie alla tecnologia iBeacon, promette di far vivere un’esperienza unica ai visitatori dei musei, fornendo direttamente sul loro smartphone contenuti esclusivi che vengono proposti in base alla posizione rilevata.

Tra i progetti romani troviamo tra gli altri Carme, piattaforma per “Connected Car” che organizza dati raccolti dai veicoli su strada, per offrire sistemi di gestione delle flotte aziendali, e  Intendime, sistema per chi ha problemi di udito che rileva i suoni delle abitazioni e avvisa l’utente direttamente su smartphone, tablet o dispositivo da polso.Infine, tra le startup che saranno accelerate al TIM #Wcap di Catania, troviamo CloudMesh, piattaforma di cloud computing per rendere il management dei sistemi accessibile anche a un’utenza non strettamente tecnica e Bycare Lab, dispositivo da bici che fa da antifurto GPS e da device intelligente per chiamate di emergenza.Inoltre, sono state assegnate anche 8 ‘menzioni speciali’ ad altrettanti team che, considerato il particolare grado di maturità del progetto di business presentato, non necessitano del percorso di accelerazione: a loro verrà comunque garantito l’accesso all’Albo Veloce di Telecom Italia. 

di Luciana Maci

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