Startup e Covid19: il 34% ha cambiato modello di business | Economyup

IL REPORT

Startup e Covid19: il 34% ha cambiato modello di business



Durante il Covid le startup italiane hanno mobilitato conoscenze e tecnologie per rispondere con velocità e innovatività all’emergenza, dice un report di Cariplo Factory. Il 20% ha avviato iniziative anti-pandemia, l’80% ha fornito supporto ai cittadini.. Una su 3 ha cambiato modello di business. L’esempio di Blink e altri

05 Nov 2020


Le startup dei tempi del Covid19

Le startup italiane hanno reagito con grinta alla pandemia da Covid19 e una su 5 ha intrapreso iniziative per contrastare direttamente l’emergenza sanitaria. A sostenerlo è “Startup vs Covid-19”,  report che raccoglie e analizza le azioni messe in campo dalle startup del nostro Paese durante il periodo di lockdown, pubblicato da Cariplo Factory, l’hub di innovazione creato da Fondazione Cariplo nel 2016. Mentre gran parte delle attività produttive sono state costrette a fermarsi – si legge nel report – le startup italiane hanno mobilitato le proprie conoscenze e tecnologie per rispondere con velocità e innovatività alle necessità emerse durante questi mesi di crisi: il 20% delle imprese intervistate ha intrapreso iniziative mirate per contrastare direttamente l’emergenza sanitaria, l’80% si è concentrato sul supporto ai cittadini durante le settimane del lockdown. Inoltre il 34% ha cambiato il modello di business per adattarsi alla mutata situazione, come, solo per citare un esempio, ha fatto Blink, che è diventata un servizio di spesa a domicilio, oppure altre che hanno cominciato a offrire servizi gratuiti alla loro utenza di riferimento.

QUI IL REPORT

Startup vs Covid-19”: quali sono le startup prese in esame

Sono 150 le startup che hanno risposto all’appello di Cariplo Factory, raccontando le proprie iniziative, dalle piattaforme digitali (26%) all’healthcare (15%), dai progetti di education & edtech (9%), ai prestiti fintech (5%), alla tutela della cittadinanza fragile. Sono imprese giovani, nate per il 33% tra il 2018 e il 2020, per il 48% tra il 2015 e il 2017. Ma sono anche realtà con un altissimo indice di maturità tecnologica (calcolato in base al Technology Readiness Level, l’indice usato anche dalla Commissione Europea) e che nel 75% dei casi hanno già alle spalle investimenti importanti da parte del mondo del venture capital e dei business angels.

Startup e Covid, la risposta è la flessibilità

Il Report “Startup vs Covid-19” è un punto di partenza per comprendere la portata dell’intervento delle (spesso piccole) imprese innovative, e il peso che, soprattutto in prospettiva, queste possono avere nell’economia del Paese. L’emergenza che stiamo vivendo a causa del Covid-19, infatti, ha reso evidente quanto sia importante per il tessuto economico che le imprese siano flessibili, che sappiano reagire prontamente ai cambiamenti, che siano in grado di intervenire tempestivamente, ragionando sulle priorità. E proprio flessibilità, rapidità di decisione e di azione sono le caratteristiche tipiche delle startup, che hanno permesso di creare in breve tempo delle soluzioni concrete, pensate appositamente per fronteggiare l’emergenza. Soluzioni come, ad esempio, CURA, un progetto open source per gli ospedali, che utilizza container riconvertiti per creare unità di terapia intensiva pronte all’uso. Oppure l’azione della startup Isinnova, che ha prodotto (stampandole in 3D) cento pezzi di valvole per respiratori, permettendo a dieci pazienti dell’ospedale di Brescia di tornare a respirare. Oppure la piattaforma Davincisalute, che ha reso gratuiti i suoi servizi di consulenza medica e psicologica online, con una media di 20 minuti di attesa. Ma c’è anche il sito internet infilaindianat.it, sviluppato dai creatori della startup Weisair, che permette di monitorare le code che si formano agli ingressi dei supermercati. O ancora, Credimi, il digital lender che in soli 3 mesi ha erogato 100 milioni di euro di prestiti alle imprese colpite dall’emergenza.

Molte sono anche le startup attive nell’apprendimento digitale che si sono rese disponibili ad aprire gratuitamente l’accesso ai propri servizi, così come quelle operative nell’ecommerce (anche di prodotti farmaceutici) che hanno reso gratuite le consegne a domicilio.

Startup e cambiamento del modello di business

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A causa del Covid19, tante realtà italiane hanno dovuto ripensare i loro modelli di business, abbassare o eliminare i canoni di abbonamento, ripensare alla roadmap di crescita aziendale per  proporre nuovi servizi o servizi complementari a quelli già proposti, cercando di orientarsi vero un nuovo target (B2B /B2C) di riferimento, territorio.

Le startup che non hanno cambiato il proprio modello – si legge nel report di Cariplo Factory – hanno offerto servizi di sostegno ai propri utenti, quali estensioni di abbonamento, customer care, delivery gratuite, edizioni digitali dei propri palinsesti di corsi formativi/eventi, ecc. Ecco alcuni esempi per il cambio di modello si business:

  • Blink: Con la chiusura dei negozi, primi clienti di Blink, la startup ha sviluppato un servizio di spesa a domicilio, che ha permesso per quasi tutta la durata del lockdown di ricevere la spesa a casa in tutta Milano entro il giorno successivo all’ordine. Partendo da un form in cui raccoglieva gli ordini e li andava ad acquistare e consegnare in prima persona, in poche settimane ha sviluppato un e-commerce, online all’indirizzo blinkmilano.com . Tramite la partnership con alcuni supermercati e l’utilizzo della infrastruttura logistica, ha ottenuto una buona scalabilità, che le ha permesso di soddisfare tutte le richieste dei cittadini anche quando i grandi player della GDO online erano intasati. “Più che una conversione del modello di business – dicono – si è trattato di un esperimento nel mondo B2C, che ci ha permesso innanzitutto di fornire un servizio utile ai cittadini quando fare la spesa li esponeva a ore di coda e rischio di contagio, e poi di metterci nei panni dei nostri clienti e-commerce del B2B, validando in prima persona i vantaggi della nostra infrastruttura di consegne urbane per chi vuole vendere online all’interno della propria città”.
  • Agricolus: Agricolus ha messo a disposizione degli agricoltori tre mesi di accesso gratuito alla propria piattaforma per la gestione agronomica, senza alcun obbligo di acquisto alla scadenza.
  • Sentric: Sentric ha reso gratuito per tre mesi durante l’emergenza Covid-19 l’accesso per i negozi ed ha allungato la durata degli abbonamenti già attivi. Inoltre abbiamo creato il portale gratuito ConsegneLocali.it (già dal 9/03/20) in modo da far sapere quali attività/negozi hanno attivato le consegne a domicilio. ConsegneLocali.it è gratuito per tutti gli iscritti e vi è stata un’iscrizione automatica per tutti gli abbonati a Sentric.
  • AppQuality : La startup ha reso gratuito i propri servizi alle startup non-profit impegnate nella lotta al Coronavirus

Cosa ha fatto Cariplo Factory in piena pandemia

L’attività di Cariplo Factory non si è mai fermata durante i mesi difficili dell’emergenza. L’innovation hub ha portato avanti numerosi progetti volti a creare innovazione in Italia, non da ultimo la nascita del programma Fresh Start, con l’obiettivo di aiutare le imprese a sviluppare una visione chiara delle opportunità che emergono dalla crisi attuale, identificare modelli di business innovativi e avviare lo sviluppo concreto di progetti rilevanti per il mercato. Tantissime le startup che hanno partecipato al Bootcamp #EUvsVirus, organizzato da Cariplo Factory in collaborazione con Hack for Italy e Tree, destinato agli innovatori italiani in preparazione dell’hackathon europeo di fine aprile, volto a stimolare lo sviluppo di soluzioni per contrastare l’emergenza Coronavirus. In pieno lockdown, BioUpper, la prima piattaforma italiana nel campo delle Scienze della Vita, promossa da Novartis e IBM, e realizzata da Cariplo Factory, ha incontrato virtualmente una selezione di startup per individuare 10 progetti di accompagnamento imprenditoriale, alcuni dei quali propongono soluzioni per il contrasto all’emergenza Covid-19. E sempre in piena emergenza, Nemesys, startup specializzata in tecnologie innovative per la diffusione dell’uso dell’idrogeno, si è aggiudicata la quarta edizione di Next Energy, l’iniziativa promossa in collaborazione con Terna, per innovare stimolare l’innovazione nella transizione energetica. “Velocità, adattamento e innovatività sono fattori che si sono rivelati decisivi nel contrasto all’emergenza sanitaria. E proprio queste tre caratteristiche sono nel DNA delle startup, che si sono mobilitate in grande numero, mettendo a disposizione servizi e risorse.

Riccardo Porro, Cariplo Factory

“Per raccontare questa tendenza e fare in modo che il grande sforzo delle startup italiane non vada disperso, bensì venga tracciato e valorizzato, abbiamo deciso di realizzare questo Report. In fondo questa è proprio la mission di Cariplo Factory: generare crescita sociale ed economica nel nostro Paese, facendo leva sul talento e l’innovazione”, commenta Riccardo Porro, Chief Operations Officer di Cariplo Factory.