SpazioDati, più Big Data per tutti

I dati sono il nuovo petrolio, se trasformati in informazioni utili. Una startup italiana ha realizzato una tecnologia che mette a disposizione anche di piccole imprese e professionisti le opportunità dei Big Data.

Pubblicato il 08 Gen 2016

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Si parla tanto di Big Data, il nuovo petrolio, la fonte di nuove opportunità di business e, se si vuole, di un business più intelligente.

Uno dei tasti dolenti di questo settore, è che al momento esiste nel mondo una sovrabbondante produzione di dati, moltissima archiviazione, pochissima (in proporzione) analisi e gestione. I Big Data devono essere trasformati in informazioni, per essere utili, e sulle tecnologie atte a farlo lavorano tantissime grandi multinazionali IT, così come molte startup. La maggior parte di queste si rivolge con le proprie soluzioni generalmente a imprese di medie e grandi dimensioni, che hanno magari maggiori esigenze rispetto alla gestione dei dati e anche maggiori budget a ciò destinati.

Ma le opportunità offerte nel business dai Big Data non devono rimanere appannaggio delle grandi aziende. Così la pensa SpazioDati, una startup italiana nata nel 2012 fra Trento e Pisa, supportata da diversi organizzazioni pubbliche tra cui Trento Rise e la Camera di Commercio di Pisa, nonchè sostenuta da investitori come Cerved Group (che nel 2014 ha finanziato per circa 2 milioni di euro) e altri privati per un totale di circa 4 milioni.

SpazioDati è una startup che ha sviluppato una soluzione di sales intelligence (cioè di supporto alla vendita) basate sull’analisi dei Big Data e dedicata non a grandi aziende, ma a PMI, professionisti e artigiani.

Dopo aver sviluppato Dandelion API , un motore semantico per l’analisi automatica di testi, SpazioDati ha lanciato nel 2015 Atoka, che è proprio il prodotto di lead generation B2B che aiuta le imprese a vendere e trovare nuovi clienti. Il database di Atoka contiene già informazioni su oltre 6 milioni di imprese italiane e la tecnologia Atoka permette di individuare i clienti “giusti” per una certa impresa, sulla base dell’analisi dei dati.

La differenza fondamentale tra Atoka e portali web che elencano imprese, è che il database Atoka contiene informazioni raccolte, analizzate, e strutturate dallo stesso sistema: 6 milioni di aziende, 12 milioni di contatti, 500 milioni di pagine web, 40 mila news economiche analizzate per te ogni giorno; monitoraggio costante di siti web, blog e social media di tutte le aziende italiane per estrarne segnali e intenzioni di acquisto di prodotti e servizi. Inoltre gli algoritmi proprietari di Analisi Semantica estraggono e identificano segnali importanti nella vita delle aziende, come cambi di management, partnership, lanci di nuovi prodotti, tecnologie utilizzate e molto altro.

I fondatori della società sono Michele Barbera, Gabriele Antonelli, Giovanni Tummarello, Andrea Di Benedetto e Luca Pieraccini; la società ha oggi circa 30 dipendenti ed è una tipica società tecnologica, costituita al 90% da tecnici informatici.

La startup nasce con con l’idea di democratizzare l’accesso ai dati e consentire a un pubblico più ampio di beneficiare della rivoluzione Big Data. In particolare, la società si è posta l’obiettivo di rendere gli open data utilizzabili in modo intelligente e a fini commerciali anche da parte di PMI, professionisti e artigiani digitali, che costituiscono gran parte del tessuto produttivo italiano.

Non è un caso che la società sia nata fra Trento e Pisa. A Pisa c’è il Polo Tecnologico di Navacchio e tre Università eccellenti; a Trento, oltre all’ottimo ateneo (specie il dipartimento d’informatica) e a centri di ricerca d’eccellenza, esistono diversi organismi pubblici sensibili ai temi dell’innovazione e programmi di incubazione e accelerazione per startup riconosciuti, come TrentoRise. A Trento ha anche sede l’unico centro a sud delle Alpi dell’iniziativa ICT dello European Institute of Innovation and Technology, considerato il “MIT d’Europa”.

La società ha sviluppato una tecnologia unica in Italia nell’utilizzo delle opportunità offerte dai dati e dagli open data. E ha saputo individuare una clientela, quella delle piccole imprese e dei professionisti, che è generalmente trascurata quando si tratta di tecnologie per la gestione e l’analisi semantica dei Big Data.

Naturalmente la società offre anche servizi di tipo consulenziale alle grandi aziende, aiutandole a valorizzare il proprio patrimonio informativo, ed è molto attiva nella communità open source ,anche attraverso progetti no-profit come la DBpedia Italiana.

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