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Sharing economy

Scooterino, nasce in Italia la “BlaBlaCar su due ruote”

16 Apr 2015

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L’app ideata dall’italo-americano Oliver Page, 22 anni, consentirà lo scambio di passaggi in scooter con rimborso spese per chi offre il passaggio. “Ho fondato la prima azienda a 17 anni, sono stato in Cina e UK – dice – ma l’idea mi è venuta in Silicon Valley: lì ho visto il futuro con 5 anni di anticipo”

Oliver Page, founder di Scooterino
Dopo il liceo ha fondato un’azienda che ora vende in 30 Paesi, a 17 anni è stato in Cina per sei mesi per capire l’imprenditoria locale, a 20 era in Silicon Valley e oggi, a 22, ha fondato in Italia Scooterino.it, la “Bla Bla Car” dello scooter, a breve operativa sul territorio. Si chiama Oliver Page, è nato nel nostro Paese da genitori statunitensi, entrambi imprenditori, dall’accento sembra più americano che italiano ma il piglio è lo stesso a tutte le latitudini: quello dell’imprenditore che, seppure giovane, ha le idee molto chiare. Anzi, ha una idea chiara: applicare la sharing economy al trasporto locale su due ruote. In altre parole consentire alle persone di scambiarsi passaggi in scooter con rimborso spese per chi mette a disposizione il passaggio.

Per il momento è attivo solo il sito sul quale si possono iscrivere siano coloro che intendono offrire passaggi sia quelli che ne vogliono usufruire. Dopo aver costituito un sostanzioso database, partirà il rilascio della app su invito, cioè solo per gli iscritti. Dopodiché tutto può succedere.

Per il momento è già successo molto nella breve vita di Oliver Page. “Ho finito il liceo – racconta a EconomyUp – e ho aperto Nutkcase, azienda che vende accessori per tablet, laptop e notebook. È design italiano ma è Made in China, vendiamo in 30 Paesi del mondo. Sono stato sei mesi in Cina per capire la logistica e l’import-export. Mio padre a un certo punto ha deciso di lasciare il lavoro per diventare mio socio. Poi però i miei genitori volevano anche che mi laureassi, così per farli contenti sono andato in Gran Bretagna a studiare business all’Università. Ma avevo già esperienza in questo campo e sinceramente mi sembrava di non imparare niente di nuovo”.

Così, dopo un anno di studi universitari, Oliver ha mollato tutto per la Silicon Valley e precisamente per studiare alla Draper University of Heroes, una scuola per imprenditori fondata dal miliardario Tim Draper.Ho deciso di restare in Silicon Valley – prosegue – ho cominciato a lavorare al lancio di una startup e…ho avuto l’ispirazione. Ai miei amici dico sempre che in California ho visto il futuro, tecnologie e piattaforme che arriveranno solo tra 5 anni in Italia. E io  voglio accelerare questa fase di sviluppo”.

Ci prova con Scooterino che, sottolinea, non è car sharing ma è assimibile a BlaBlaCar, l’app che consente di dare e prendere passaggi in macchina in vari Paesi del mondo. Scooterino intende mettere in collegamento passeggeri e scooteristi che vanno nella stessa direzione. Per gli scooteristi è previsto un rimborso spese calcolato in base alle tabelle dell’Aci, proprio come per BlaBlaCar, ma Page tiene a puntualizzare che “la comunità di Scooterino non lavora sul modello di business a scopo di lucro”.

È un punto essenziale, e il perché lo si capisce subito. Spostarsi in scooter comporta inevitabilmente anche il rischio di incidenti, soprattutto lungo le strade delle grandi città, alcune delle quali purtroppo costellate di buche e ostacoli di vario genere. Ed è questa la domanda a cui si trova più spesso a dover rispondere il founder di Scooterino: “Cosa succede se qualcuno si fa male?”. “Gli incidenti a volte succedono, anche se ovviamente noi speriamo non accadono mai – replica lui – ma, dal momento che lo scooterista svolge la sua funzione senza scopo di lucro, a coprire il passeggero in caso di incidente è l’assicurazione personale del guidatore”.

Da parte sua il founder di Scooterino assicura che la società eseguirà rigorosi controlli su coloro che si offrono per dare passaggi e soprattutto verificherà che non svolgano l’attività a scopo di lucro. “Abbiamo un pannello di controllo dove risultano tutti i passaggi dati e ricevuti. Se ci accorgiamo che uno scooterista in un determinato periodo di tempo ha raccolto una somma di denaro eccessiva, che fa pensare a un vero e proprio business più che a un’attività saltuaria, lo eliminiamo dalla community”. Per il resto lo scooterista deve avere la patente, lo scooter omologato per 2 persone e possedere 2 caschi. Inoltre viene applicato il consueto sistema di feedback online già sfruttato per esempio da AirBnb e altre realtà della sharing economy: a ogni scooterista il passeggero assegnerà una o più stelle, votazione che risulterà utile per i futuri passeggeri.

Soprattutto per quanto riguarda la questione sicurezza, Oliver Page tiene a prendere le distanze da UberPop, l’applicazione che  consente alle persone di scambiarsi passaggi in automobile dietro rimborso per il guidatore e che sembrerebbe assomigliare molto a Scooterino. “Sono un grande fan di Uber – dice – ma a mio parere UberPop è illegale. Di fatto gli autisti di UberPop stanno tutto il giorno in strada a cercare persone da portare, ma non hanno un’assicurazione commerciale. E guidare a scopo di lucro senza assicurazione commerciale è illegale”.

Dopo il recente lancio, ora la piattaforma di Scooterino è attiva per le iscrizioni. Chi si iscrive in questi giorni ottiene in omaggio passaggi gratis. A breve il rilascio della app agli iscritti. Intanto la startup è stata inserita nel progetto dell’incubatore Bic della Regione Lazio per lo sviluppo di nuove imprese e ha ricevuto 50mila euro di investimento dall’Agenzia spaziale europea. Qualcuno si è chiesto perché un’agenzia spaziale debba finanziare un progetto “su due ruote”. Su questo Oliver Page si limita a riferire che il finanziamento è stato reperito tramite Bic Lazio sulla base di fondi che erano stati allocati dall’Agenzia per le startup innovative che utilizzano mappe e Gps per la tecnologia. E Scooterino li utilizza. Ora la startup è a caccia di ulteriori finanziamenti.

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di Luciana Maci

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