Nuovi business

Libri digitali, 4 startup americane da tenere d’occhio

Il Digital book world, conferenza sull’editoria digitale svoltasi di recente a New York, ha messo in vetrina le giovani società più promettenti del settore negli Usa. Tra queste Ncvrs, il “Tinder dei libri”, Artifact, pensata per i docenti, Kadaxis, piattaforma per aspiranti autori, e Tapas, app per la lettura “mordi e fuggi”

Pubblicato il 28 Mar 2016

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“L’area startup del Salone è un progetto che si propone di offrire visibilità alle nuove iniziative imprenditoriali basate sull’innovazione, in grado di presentare contenuti e servizi ad alto valore tecnologico in ambito editoriale”. Parole di Giovanna Milella, presidente della Fondazione per il libro, la musica e la cultura, in merito al rilevante spazio sull’editoria del futuro (“Book to the future”) dedicato dal Salone del libro di Torino (12-16 maggio); in particolare, verranno ospitate dieci startup per presentare le loro idee, confrontandosi con la (nuova) sfida del digitale tra editoria, tecnologia e fruizione dei contenuti. Di più ampio respiro ma sulla stessa linea l’evento Digital book world, principale conferenza a livello mondiale sui libri e sull’editoria digitale che nel corso della sua ultima edizione – tenutasi a New York nella seconda settimana di marzo – ha selezionato alcune delle startup più interessanti del settore e le ha messe in vetrina. Fil rouge il tema della “discoverability”, la sfida nel rendere sempre più semplice, per il lettore, la reperibilità di libri “ad hoc” online.

In particolare, nel corso del forum “Launchpad: new players, new platforms and new propositions for the publishing industry”, è stato affrontato il caso di quattro startup statunitensi – Ncvrs, Unbound concepts, Kadaxis, Tapas media – che cercano di rispondere ad alcune urgenze del mondo editoriale: agevolare la scoperta di nuovi titoli, adattare la lettura alle nuove esigenze dei lettori più giovani, supportare sia gli autori sia gli editori nel trovare un pubblico più vasto. Ecco le quattro giovani società nel dettaglio.

Ncvrs – Trovare, appunto. Un verbo quest’ultimo che rimanda alla mission della startup Ncvrs (da leggersi “unconvers”, letteralmente “scopre”), fondata da Peter Kay lo scorso anno, che fa leva su una applicazione stile Tinder. Al pari della popolare app per favorire gli incontri online, infatti, Ncrvs presenta una cover di un libro alla volta con la quale poter interagire. Così, per ogni volume, l’utente può dire con un semplice tocco se lo ha letto, se gli è piaciuto oppure no, se è di suo interesse – e nel caso intende inserirlo nell’elenco dei futuri titoli da leggere – oppure non gli ha suscitato la benché minima curiosità. Dunque una app che “apprende” direttamente dal comportamento dell’utente.

Artifact – Sulla stessa scia, ma in questo caso i possibili fruitori sono gli insegnanti, è la piattaforma online Artifact lanciata sul mercato da Unbound concepts, startup fondata da Katie Palencsar. Si tratta di uno strumento per orientare i docenti a trovare il libro giusto da proporre agli studenti, analizzando i testi dei volumi e categorizzandoli per tematiche, livello di lettura, caratteristiche letterarie (dall’ambientazione allo stile di scrittura, dalla trama ai personaggi). Ma non è tutto. La piattaforma è uno strumento utile anche per gli editori “che possono acquisire maggiore cognizione, nei confronti dei lettori, in termini di marketing, sviluppo dei prodotti e strategie di distribuzione”, spiega Palencsar. Una vera e propria community, dunque, pensata da ex insegnanti – “quando eravamo alle prime armi, lavorando a scuola, spesso cercavamo aiuto nei colleghi più esperti”, si legge sul sito – per risolvere un problema tangibile: l’annoso (e già citato) “discoverability”.

Kadaxis – Per gli scrittori di domani – ma anche per quelli di oggi, spesso alla ricerca di un editore – la soluzione ideale è rivolgersi alla startup Kadaxis fondata da Chris Sim, che vuole aiutare gli autori del selfpublishing a trovare il proprio pubblico. In che modo? Mettendo a disposizione una piattaforma (AuthorCheckpoint.com) che permette sia di confrontare il testo del proprio manoscritto con altri titoli dello stesso genere, sia di acquisire una serie di keywords rilevanti da utilizzare come metadati da inserire nella scheda prodotto dell’ebook e dei libri distribuiti in rete. Al contempo si è pensato anche alle esigenze dei lettori, che possono ricorrere al browser “ad hoc” Bookdiscovery.co per scovare il volume più adatto. Il punto di forza di questo motore di ricerca risiede nell’algoritmo, in grado di analizzare ed estrarre per ogni libro – partendo dalle recensioni lasciate sulle librerie online, sui social e sui blog – le parole chiave più utilizzate (a prescindere dal titolo dell’opera) e dunque più rilevanti.

Tapas – Se invece anche per leggere andate di corsa, la soluzione che arriva dal Digital book world porta il nome di Tapas (tipico e veloce stuzzichino della cucina spagnola), una applicazione ideata dall’omonima startup fondata da Chang Kim. L’intento è quello di offrire ai lettori contenuti “mordi e fuggi” da visualizzare sullo schermo dello smartphone. Si tratta di un libro digitale ma rivisitato in una forma completamente nuova, per stimolare la curiosità del lettore capitolo dopo capitolo, offrendo gratuitamente i primi contenuti e monetizzando i successivi. Il sistema, infatti, prevede l’uso di una moneta virtuale che può essere spesa per comprare chiavi in grado di sbloccare i capitoli successivi del libro, dando il là a una sorta di videogioco, lo stesso settore professionale dal quale proviene Kim. Che ammette: “L’idea di Tapas? Mi è venuta osservando le persone in metro completamente assorbite dai loro smartphone. Adesso hanno uno strumento per leggere e divertirsi allo stesso tempo”.

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