GlassUp, l'alternativa italiana ai Google Glass | Economyup
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Nuove visioni

GlassUp, l’alternativa italiana ai Google Glass

28 Giu 2013

Gli occhiali del futuro sono made in Italy. Grazie al Bluetooth, diventano un secondo schermo dello smartphone e permettono di leggere email, sms o messaggi direttamente sugli occhiali. E hanno già suscitato l’interesse di Google: “Ci hanno chiesto di andare a trovarli” dicono gli ideatori

E se gli occhiali hi-tech del futuro non fossero californiani ma italiani? A lanciare la sfida a Google, al lavoro sui Google Glass promessi al pubblico per l’anno prossimo, ci sono un modenese, Francesco Giartosio, che si autodefinisce “startupper seriale”, un bresciano laureato in fisica e medicina psicosomatica, Gianluigi Tregnaghi, e il padovano Andrea Tellatin: i tre, partendo da un progetto nato nel 2011, stanno preparando i GlassUp, occhiali a realtà aumentata interamente “made in Italy”. E, per finanziare il progetto, si sono buttati nel crowdfunding.

I componenti del team hanno tra i 40 e i 50 anni e tante energie da vendere. Giartosio, che è il Ceo della start-up ed è da sempre appassionato di interazione uomo-macchina, arriva a sviluppare l’idea di fabbricare e vendere occhiali  a realtà aumentata nel giugno 2011. Si informa, setaccia Internet, legge tutto quello che trova sulla materia. “Abbiamo iniziato a cercare possibili esperti e centri di eccellenza – spiega – inviato email senza vergogna al mondo intero. Molti non hanno mai risposto, alcuni hanno detto di non avere le competenze adatte per questo progetto,  altri hanno scritto che era impossibile, o sarebbe costato una fortuna, o non avevano tempo. Alla fine abbiamo trovato Gianluigi Tregnaghi, probabilmente il più grande esperto di settore in Italia”. Tregnaghi, oggi Cto della start-up, vanta una lunga esperienza nella progettazione di effetti di realtà aumentata, come quello per il parabrezza della Lancia o per il casco dei piloti dei Tornado.

A primavera 2012 realizzano lo studio di fattibilità. Ma proprio allora Google annuncia i suoi Glass. Avrebbe potuto arrendersi, invece hanno deciso di andare avanti. A settembre 2012 accolgono in squadra Andrea Tellatin, attualmente Coo, che ha diretto la progettazione e l’industrializzazione di diversi progetti di startup hardware, incluso un orologio in realtà aumentata. E arriva anche Alfio Giuffrida, Direttore Business Development. A ottobre nasce Glassup e il brevetto degli occhiali è depositato.

Ma come funzionano gli avveniristici occhiali? Grazie alla tecnologia Bluetooth, diventano un secondo schermo dello smartphone, lasciando scorrere davanti agli occhi dell’utente la moltitudine di informazioni che altrimenti dovrebbe leggere sul display del proprio dispositivo. In sostanza si potranno leggere email, sms o messaggi direttamente sugli occhiali continuando a guardare un panorama ed evitando di chinarsi ad armeggiare con lo smartphone. Le applicazioni sono molteplici: i sordi potranno vedere le parole di chi parla, al cinema si potranno leggere i sottotitoli, al museo le didascalie dei quadri, chi va a fare jogging potrà visualizzare il suo battito cardiaco e il motociclista non dovrà fermarsi per consultare la mappa.

Gli ideatori chiariscono anche cosa li differenzia dai Glass di BigG: innanzitutto sono solo “in ricezione”, cioè ricevono dati ma non ne inviano, e questo permetterà di venderli a un costo dimezzato rispetto a quello di Google (che per ora ha fatto circolare la cifra di 600 dollari). Inoltre le proiezioni sono monocromatiche, la vita delle batterie è più lunga e – elemento che l’azienda considera molto importante – le informazioni sono proiettate al centro della visione, senza costringere l’occhio a muoversi troppo verso destra o verso sinistra. E se Google un giorno decidesse di acquisire questa start-up?

Giartosio è molto chiaro in proposito: “L’interesse non solo di Google ma di tanti altri colossi per questo tipo di prodotto (Epson, Sony, Microsoft, Apple, Samsung e chi più ne ha più ne metta) aumenta di moltissimo le nostre possibilità di exit, cioè di vendere i brevetti a qualcuno che voglia portarsi avanti sugli altri, inclusa Google stessa, i cui dirigenti ci hanno chiesto di andarli a trovare quando il prodotto funziona”.

Per il momento per migliorare il dispositivo, il team di GlassUp ha realizzato di aver bisogno di denaro e ha da poco lanciato una campagna di fundraising su Indiegogo, una delle più note piattaforme di crowdfunding.

Sono previste diverse forme di contributo. Si va da 10 dollari, che permetterà di essere inseriti a pieno titolo tra coloro i quali hanno reso possibile la realizzazione di GlassUp con il proprio nome sul sito, ad un versamento di 199 dollari per ottenere uno dei primi modelli degli occhiali a realtà aumentata, con consegna prevista a febbraio 2014. Ma si possono investire anche 399 dollari, che consentiranno di acquistare i GlassUp con fotocamera integrata senza nessun costo di consegna aggiuntivo, oppure – cifra massima – 2500 dollari, con i quali si potranno acquistare 10 GlassUp. Scopo del team è raggiungere i 150.000 dollari in totale. Per ora sono a poco più di 2.000, cifra decisamente scoraggiante, ma manca più di un mese alla scadenza della raccolta fondi.

Concetta Desando
Giornalista

Due menzioni speciali al premio di giornalismo M.G. Cutuli, vincitrice del Premio Giuseppe Sciacca 2009, collaboro con testate nazionali. Per EconomyUp mi occupo di startup, innovazione digitale, social network

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