MOBILE MARKETING

EY2017, la startup dell’anno è Instal di Paolo Barberis: ecco che cosa fa e perché ha vinto

La società, nata in Nana Bianca, aiuta le aziende a gestire le campagne di mobile marketing. Ha ottenuto il riconoscimento nell’ambito del Premio Imprenditore dell’anno, andato a Remo Ruffini, presidente e AD di Moncler. Il founder ringrazia il team: “Siamo una bella sorpresa per l’Italia”. Ecco tutti i premiati

Pubblicato il 10 Nov 2017

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La startup dell’anno è Instal co-fondata da Paolo Barberis. Pioniere di Internet in Italia, fondatore di Dada e dell’acceleratore Nana Bianca e oggi numero due nella squadra di Diego Piacentini presso la presidenza del Consiglio per innovare la pubblica amministrazione italiana, Barberis e gli altri co-founders sono stati premiati per Instal, attiva nel settore del mobile marketing, da EY nell’ambito della XXI edizione del Premio EY “Imprenditore dell’anno”, vinto da Remo Ruffini, presidente e AD di Moncler.  Costituita nel 2014 con Alessandro Sordi, Jacopo Marello, Filippo Satolli e Saverio Mucci, Instal è una AdTech company con 5 milioni di euro di fatturato.

Il team di Instal
“Instal questa sera vive una grande soddisfazione” ha scritto Barberis sul suo profilo Facebook in occasione della premiazione il 9 novembre. “Grazie a tutto il Team, siamo una bellissima squadra! Vincere il premio EY per la migliore Startup dell’anno, il più importante per chi fa Startup, è una bella sorpresa in una Italia non sempre attenta ai fondamentali e apre una via in cui le Startup dovranno essere sempre meno contenuto narrativo e sempre più parte attiva nella necessaria e urgente trasformazione digitale italiana”.

CHE COSA FA INSTAL

Instal è un Mobile Ad Network incentrato sul performance marketing. È nata all’interno dell’ecosistema di sviluppo tecnologico di Nana Bianca, l’acceleratore di startup fiorentino creato dai fondatori di Dada. L’obiettivo di Instal è rendere molto semplice la gestione delle campagne di mobile marketing per applicazioni e giochi, sia per gli sviluppatori e per i brand che gestiscono in maniera diretta le proprie app, sia per le agenzie ed i centri media che seguono il processo di acquisizione dei propri clienti. Oltre a fornire una piattaforma intuitiva, adatta anche ad utenti non esperti che permette a chiunque di caricare e monitorare in tempo reale i risultati delle campagne da un lato e l’andamento dei guadagni dall’altro, Instal mette a disposizione dei propri clienti servizi che vanno dalla Business Intelligence e analisi dei KPI ad attività di digital marketing. La piattaforma è ad oggi utilizzata da 1.200 editori e sviluppatori per monetizzare il proprio traffico mobile, sfruttando le campagne dei circa 600 advertisers iscritti che quotidianamente offrono advertising a CPI (Cost Per Install). Sono coperte tutte le aree geografiche del mondo così che il fill rate delle impressions erogate è assicurato al 100%. Tra i brand italiani promossi da Instal ci sono il Gruppo API, Peroni, Poste Mobile, Depop.  

IL PERCORSO DI INSTAL

Instal è un progetto nato nel 2014 all’interno dello Startup Studio Nana Bianca, dove i fondatori Paolo, Alessandro e Jacopo, insieme a Filippo, Chief Operating Officer e Saverio, Chief Technology Officer, hanno deciso di avviare una innovativa Adtech Company spinti dalla passione per il business mobile, le nuove tecnologie e la Rete. L’anno successivo si aggiungono al Core team anche Antonella D’Alessio, VP of Business Operations, e Antonio Fontani, Head of Media Buying and Business Intelligence. Instal si posiziona all’interno del panorama del mobile marketing in risposta all’esigenza crescente da parte di brand e aziende di far installare la propria app, e attraverso la stessa, acquisire utenti trasformandoli in clienti fidelizzati. Inizia da subito il processo di internazionalizzazione con l’apertura degli uffici di Berlino (2015) e Pechino (2017) e ad ottobre 2017 acquisisce la società americana MOBave, agenzia di mobile marketing con sede a New York. Instal propone un modello di business ed un posizionamento molto specifico, presentandosi come unica piattaforma mobile che fornisce ad app developers e brand una soluzione completa ed integrata, che li accompagni e supporti in ogni fase del ciclo di vita delle loro app con tecnologie specifiche e un team altamente qualificato. Oggi opera in più di 150 paesi con un team di 40 persone, uffici in Europa, Asia e Nord America con un fatturato di oltre 5 milioni di dollari ed un trend in costante crescita.

CHI SONO I FOUNDER DI INSTAL

Paolo Barberis, Alessandro Sordi e Jacopo Marello si laureano in Architettura fra l’Italia e la Germania nei primi anni ‘90. Insieme fondano Dada nel ‘95, una delle prime Internet company in Italia ed Europa, punto di riferimento nel panorama digitale internazionale. Dada viene portata in Borsa nel 2000 sul Nuovo Mercato e poi al Segmento Star (DA.MI). Filippo Satolli, milanese classe 1979, consegue la laurea in Economia presso l’università commerciale Luigi Bocconi nel 2003. Fin dall’inizio della sua carriera segue progetti ad ampio respiro internazionale, soprattutto su Stati Uniti e America Latina, dove vive dal 2007 al 2012. Saverio Mucci, fiorentino classe 1984, sviluppatore full-stack, hacker, specializzato in Python, torna in Italia dopo un breve periodo in Belgio, dove si occupa di custom ERP solutions.

LA MOTIVAZIONE DEL PREMIO

EY ha scelto i founder di Instal come startupper dell’anno “per essere riusciti, mediante una tecnologia interamente sviluppata in house dal team, a dar vita ad una startup digitale che anticipa i trend del mercato ed offre servizi innovativi, attraverso format esclusivi e dinamici. Vantaggi competitivi che hanno velocemente agevolato il processo di monetizzazione ed incrementato i tassi di crescita”.

TUTTI I PREMIATI

Tutti i premiati dell'edizione 2017 del Premio EY Imprenditore dell'Anno
Vincitore assoluto della XXI edizione del Premio EY L’Imprenditore dell’Anno è Remo Ruffini, Presidente e Amministratore Delegato di Moncler. È stato scelto “per aver rilanciato il marchio a livello internazionale e aver creato, in meno di 10 anni, uno dei più importanti gruppi italiani della moda, attraverso una continua ricerca dell’eccellenza ed un vincente e raffinato uso della comunicazione; contribuendo ad esportare il prestigio del made in Italy nel mondo”.

“Quando ho acquisito Moncler ritenevo che avesse una storia e un heritage unici. Ero assolutamente convinto che potesse diventare un brand speciale e, con grande coerenza, insieme al mio team abbiamo sviluppato questo progetto innovativo, restando sempre fedeli al nostro DNA. Oggi Moncler è un marchio globale, che a fine 2016 ha superato il miliardo di euro in ricavi con una presenza in oltre 70 Paesi. Considero questo premio un significativo riconoscimento che sottolinea i continui sforzi e la passione con la quale lavoriamo ogni giorno e ci impegniamo con entusiasmo e dedizione a raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi”, ha commentato Ruffini.

Durante l’evento è stato presentato l’EY Growth Barometer 2017 – Italy, un report che analizza come le aziende italiane stanno realizzando i loro piani di sviluppo. L’indagine promossa da EY riguarda 2.340 top manager di aziende con ricavi compresi tra 1 milione e 3 miliardi di dollari e una selezione di società in rapida crescita con meno di cinque anni di vita.

Donato Iacovone, Amministratore Delegato di EY in Italia e Managing Partner dell’area Mediterranea, ha dichiarato: “La storia ultraventennale del Premio dimostra come nel nostro Paese esista un tessuto imprenditoriale sano, capace di rinnovarsi, di superare anche i periodi più critici cogliendo i cambiamenti come opportunità, puntando su innovazione, ricerca e internazionalizzazione. I nostri dati mostrano che la fiducia del middle market italiano – tipiche del nostro tessuto imprenditoriale – è solida, con oltre la metà delle aziende (il 52%) che punta a una crescita tra il 6% e il 10% nel prossimo anno, un incremento significativamente maggiore rispetto alle previsioni globali della Banca Mondiale, pari al 2,7%”.

Il Premio Industrial Products è stato consegnato a Nicola Giorgio Pino, Presidente del Gruppo Proma “per il coraggio e la perseveranza con cui è riuscito a creare, far crescere e trasformare una piccola realtà industriale in un eccellente gruppo globale; grazie ad un’attenta valutazione delle esigenze del cliente, acquisizioni integrate ed una costante attività di innovazione, mantenendo sempre un forte legame con il territorio del Sud Italia”.

Per il Food & Beverage ad essere premiato è stato Daniele Ferrero, Amministratore Delegato di Venchi, “per l’abilità e la determinazione di crescere e raccontare il proprio brand attraverso la passione, la qualità e l’artigianalità del proprio prodotto; per la capacità di comunicare e regalare ai clienti esperienze non esclusivamente alimentari; per aver, quindi, raggiunto straordinari risultati soddisfacendo gli obiettivi di crescita”.

Giovanna Furlanetto, Presidente di Furla, ha vinto invece il Premio Fashion & Design “per la lungimiranza, il dinamismo e la determinazione con cui ha affermato nel mondo il proprio brand, che da 90 anni è sinonimo di design italiano senza tempo, raffinato, che raggiunge consumatrici di età e nazionalità diverse e che viene, di stagione in stagione, rinnovato con collezioni sempre più innovative, con l’utilizzo di pellami di altissima qualità e di tecniche di avanguardia”.

Il tema dell’innovazione e della trasformazione digitale ha visto per protagonista l’industria della ceramica. In particolare, il Premio Innovazione è stato assegnato a Romano Minozzi e Federica Minozzi, rispettivamente Presidente e Amministratore Delegato di Iris Ceramica Group, “per essere riusciti ad imporsi in Italia e nel mondo esplorando nuove possibilità di espandere i confini della ceramica, creando prodotti in cui l’innovazione della materia e dei colori si coniuga con le tecnologie più evolute, la ricerca di nuove combinazioni dei materiali con la capacità di ripensare stili e funzionalità, facendo della sostenibilità un elemento portante della competitività aziendale”.

Il Premio Digital Transformation è stato invece conferito a Franco Stefani, fondatore e Presidente del Gruppo System, “per giocare un ruolo da protagonista nella creazione della Smart Manufacturing; per essersi affermato come leader mondiale nel digitale industriale, attraverso una nuova idea di fabbrica, dove si mettono a punto soluzioni all’avanguardia per un’industria flessibile, connessa e globale, in cui al centro vi è l’interazione uomo-macchina; per aver creato un gruppo di aziende internazionali, mettendo in atto partnership e sinergie importanti che consentono di affrontare le costanti sfide del mercato”.

Marco Nocivelli, alla guida del Gruppo Epta, ha vinto il Premio Family Business “per la determinazione e l’ambizione con cui guida quotidianamente il gruppo di famiglia, sempre alla ricerca di opportunità di sviluppo, con l’obiettivo di consolidare il vantaggio competitivo, focalizzandosi su innovazione, design del prodotto e ottimizzazione dei processi, anche in virtù delle sinergie derivanti dalla crescita per linee esterne”.

Come ogni anno, EY focalizza l’attenzione sulla globalizzazione assegnando il Premio Globalization, che quest’anno è stato consegnato a Adolfo Guzzini, Presidente di iGuzzini, “per gli sforzi profusi nell’utilizzare moderne tecnologie per arrivare ad un’innovazione globale, sia qualitativa che produttiva, dei sistemi di illuminazione; promuovendo la cultura della luce per migliorare la qualità della vita sociale, senza tralasciare lo slancio all’internazionalizzazione dell’azienda, conseguendo un vantaggio competitivo duraturo e sostenibile nel tempo”.

La giuria 2017 ha deciso di assegnare un premio speciale a Michele Zanella, Direttore Generale di O bag, “per aver applicato creatività, intuito e passione ad una strategia aziendale altamente flessibile, che coinvolge il prodotto, le attività di marketing e di comunicazione, l’organizzazione, la filiera produttiva e il retail, con l’obiettivo di creare un business di valore, interamente made in Italy. Un giovane imprenditore che con intuito e determinazione ha sviluppato un’iniziativa imprenditoriale che in pochi anni ha raggiunto traguardi importanti e tassi di crescita a doppia cifra”.

Luca Pellizzoni, Partner EY e responsabile italiano del Premio, ha dichiarato: “Le storie imprenditoriali che premiamo oggi rappresentano il successo del made in Italy in vari settori produttivi, tra i quali il food, il fashion e l’automotive. Settori che testimoniano la capacità dell’Italia di guidare la quarta rivoluzione industriale. Le imprese premiate mostrano capacità di internazionalizzazione, sia in termini di penetrazione di nuovi mercati che di attività produttiva. Inoltre, dimostrano di avere vocazione all’innovazione attraverso importanti investimenti in ricerca e sviluppo, con l’utilizzo di tecnologie d’avanguardia e con un’attenzione all’ecosostenibilità dei processi produttivi, e di saper riunire team di qualità, con le giuste competenze, elemento fondamentale per il successo dell’impresa”.

Ad assegnare i premi la Giuria, presieduta da Gianni Mion, Presidente di Fila S.p.A. e di Space3 S.p.A., e composta da Alberto Baban, Presidente della Piccola Industria di Confindustria e Vice Presidente di Confindustria; Giampio Bracchi, Presidente Emerito Fondazione Politecnico di Milano e Polihub; Guido Corbetta, Professore ordinario di Corporate Strategy presso l’Università Bocconi di Milano; Linda Gilli, Presidente e AD di Inaz S.r.l.; Marco Giovannini, Presidente di Guala Closures S.p.A.; Monica Mandelli, Managing Director in KKR & Co. a New York e Paolo Scudieri, Amministratore Delegato di Adler Plastic S.p.A..

La ventunesima edizione del Premio L’Imprenditore dell’Anno, ideato da EY, si è svolta con il supporto di HSBC in qualità di main partner e di Spencer Stuart e con la media partnership di L’Economia del Corriere e Ansa.

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Luciana Maci
Luciana Maci

Giornalista professionista dal 1999, scrivo di innovazione, economia digitale, digital transformation e di come sta cambiando il mondo con le nuove tecnologie. Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. In passato ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna).

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