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500 Startups, l’incubatore Usa scommette sull’Europa (ma non sull’Italia)

08 Set 2015

Basato a Mountain View e noto per aver coltivato startup di successo, annuncia nuovi “investment partner” in tutto il mondo e in particolare nel continente europeo dove punta su Germania, Israele, Est Europa e Turchia. I suoi “delegati” daranno la caccia alle neo imprese hi-tech più promettenti. Escluse, per ora, quelle italiane

500 Startups, l’incubatore di startup di Mountain View tra i più famosi negli Usa e nel mondo, è partito alla conquista di nuove aree in tutto il pianeta, Europa compresa: intende concentrarsi nell’Est, in Germania, in Israele e in Turchia. Ma, a quanto sembra, l’Italia non fa parte del piano.

Incubatore ed erogatore di finanziamenti seed nella prima fase di nascita delle neo imprese, 500 Startups ha recentemente annunciato un terzo round di finanziamenti internazionali per 85 milioni di dollari, con i quali avviare Distro Dojo, un centro basato a Londra per aiutare le startup a diventare scaleup, e creare un pre-acceleratore in Scandinavia chiamato 500 Nordics. Ma questo era solo l’aperitivo.

Ieri la società fondata da Dave McClure ha dato l’annuncio di nuovi investments partner and mini-fondi in tutto il mondo. In particolare in Europa ha deciso di puntare innanzitutto sulla Germania, scegliendo Philipp Moehring come responsabile degli investimenti in quel Paese. In un post nel suo blog Moehring, già investitore in Seedcamp, acceleratore europeo con sede a Londra, ha spiegato che investirà in startup europee in qualità di venture partner di 500 Startups, ma continuerà anche la sua principale attività nell’ambito di Angellist, piattaforma statunitense per startup, angel investors e persone che intendono lavorare nell’ecosistema, espandendo la rete in altri Paesi europei dopo il debutto in UK all’inizio di quest’anno.

Nell’Europa dell’Est, la longa manus di 500 Startups sarà Diana Moldavsky, già dirigente di società quali Yandex, OLX e Zeptolab. In un post Moldavsky ha scritto: “Sto cercando nuove promettenti startup hi-tech che siano nella fase iniziale e offrano prodotti funzionali (non solo idee), e, quel che conta più di tutto, fondatori appassionati, pazzi e talentuosi. Il mio campo di interesse è nell’Europa dell’Est, nella Russia, in Israele, nell’Asia Centrale, per quanto riguarda soprattutto startup fornitrici di servizi mobile e Internet di tipo consumer focalizzati su marketplace, economia condivisa e servizi on demand, app e giochi educativi, app per il benessere e la salute, comunicazione, pubblicità e monetizzazione”.

In Israele l’uomo-chiave di 500 Startups sarà Adam Benayoun, co-fondatore di Binpress, un marketplace per il software che ha aiutato gli sviluppatori a vendere licenze a imprese e startup, e che ha fatto parte del programma di accelerazione di 500 Startups nel 2013. Ad oggi l’incubatore californiano ha investito in 10 società israeliane e sostiene di voler effettuare tra i 10 e i 20 investimenti aggiuntivi da qui ai prossimi 12 mesi.

Infine in Turchia al team di 500 Startups si è aggiunto come venture partner Erhan Erdogan , che in passato ha lavorato a Webrazzi, fring e Yandex.

Resta aperta la domanda se l’incubatore della Silicon Valley abbia progetti in altre regioni d’Europa. Nelle testate specializzate si citano Francia e Spagna, due grandi ecosistemi che al momento non hanno un venture partner di 500 Startups. Silenzio sull’Italia, per il momento del tutto ignorata. (L.M.)

 

Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

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