In Sicilia è partito ufficialmente il servizio di consegna in giornata di Poste Italiane: a Palermo l’azienda guidato da Matteo Del Fante ha attivato il primo (e unico) magazzino di micro-fulfillment dell’Isola e, allo stesso tempo, il più grande sito aziendale in Italia dedicato al same day delivery. L’hub, realizzato nella cittadella postale di via Ugo La Malfa, poggia su 1.400 metri quadri complessivi (magazzino + area dedicata ai corrieri) e su una squadra di 65 addetti inseriti nel piano assunzioni 2025. La promessa è chiara e misurabile: ordini entro le 13.30 in città (e entro le 13 in gran parte della provincia) consegnati entro le 20; per coprire anche ordini serali e notturni, il sito lavora h24, con consegne entro le 13 per Palermo e provincia sugli ordini effettuati entro le 4.30 e consegne entro le 20 nei territori serviti del Trapanese e dell’Agrigentino per ordini fino alle 4.
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Cos’è il micro-fulfillment e perché cambia la gestione degli ordini
Il micro-fulfillment non è “solo un magazzino”: è un modello che porta scorte e processi di preparazione ordine più vicino ai centri urbani per comprimere tempi e costi dell’ultimo miglio, tipicamente con layout e sistemi di picking pensati per l’alta rotazione. In questa logica, Poste lavora su due leve: dati sulle abitudini d’acquisto (picchi al mattino, durante pause brevi, dopo cena e di notte) e inventario “dinamico”. Nel sito di Palermo circa 70mila pezzi sono immediatamente disponibili, tracciati su scaffalature codificate in 8.600 sotto-sezioni; se un articolo non è presente, Poste promette comunque la consegna in giornata per ordini entro le 8.30 facendo arrivare il prodotto da magazzini nazionali. E anche il mix merceologico racconta un eCommerce “quotidiano”: ai primi posti restano caffè e libri, seguiti da tecnologia (es. videocamere di sorveglianza), integratori fitness, beauty e pet food.
Ultimo miglio e sostenibilità: la consegna rapida deve reggere anche sul piano operativo
La parte più delicata è l’esecuzione: prelievo, imballaggio, instradamento e consegna devono incastrarsi senza attriti, perché l’ultimo miglio è la fase più visibile (e spesso più onerosa) dell’intera supply chain. Nel modello descritto per Palermo, l’imballaggio privilegia la confezione a minore impatto ambientale; i colli vengono poi assegnati ai corrieri per prossimità, dimensione e peso. Dal magazzino partono ogni giorno circa 100 mezzi, con una quota significativa di veicoli “ecologici” e 28 mezzi 100% elettrici, e una capacità fino a 8mila pacchi al giorno; i corrieri sono guidati da palmari che ottimizzano itinerari e soste in base al traffico. La cornice è coerente con la traiettoria ESG del gruppo: Poste rendiconta da anni la transizione della flotta verso veicoli a basse emissioni e l’aumento della componente elettrica.
L’eCommerce di Poste (e la logistica pacchi): la traiettoria 2017–2025
Per capire “cosa sta cambiando” bisogna leggere Palermo come un tassello di una trasformazione più lunga.
Nel piano strategico 2024–2028, Poste rivendica un percorso iniziato nel 2017 e dichiara esplicitamente la volontà di far evolvere la logistica in una rete più avanzata, includendo servizi di micro-fulfillment con opzioni di consegna entro 4 ore per i merchant e un’espansione massiccia dei punti di ritiro e consegna (PUDO), anche tramite locker. Dentro questa trasformazione c’è anche l’irrobustimento dell’asse corriere/espresso: ad esempio, dal 1° novembre 2019 è stata perfezionata la scissione parziale del ramo “attività commerciali” di SDA in favore di Poste Italiane, un passaggio funzionale a integrare competenze e offerta sul mercato pacchi.
Sul fronte last-mile, già nel 2020 Poste aveva annunciato servizi di consegna in giornata o su appuntamento attraverso un accordo con Milkman; e nel 2023–2024 la partnership con DHL ha aggiunto un pezzo industriale alla strategia (internazionale + rete locker tramite joint venture).
Perché proprio la Sicilia: una scelta logistica (e simbolica) da “stress test”
La Sicilia, per definizione, esaspera i vincoli logistici: distanze, dispersione territoriale, picchi stagionali e complessità dell’ultimo miglio rendono più difficile mantenere promesse “fast delivery” rispetto a contesti continentali più densi. È plausibile che Poste abbia scelto Palermo come banco di prova perché combina un bacino urbano grande, una provincia ampia e la possibilità di estendere rapidamente il servizio ad altri capoluoghi regionali usando un’unica infrastruttura centrale già inserita in un perimetro operativo Poste (la cittadella di via Ugo La Malfa).
In altre parole: se il micro-fulfillment “tiene” in un’isola, può diventare un modello replicabile altrove, soprattutto in un mercato che continua a crescere e alza le aspettative su tempi e modalità di consegna. E qui il punto non è la notizia della consegna same day, ma la direzione: Poste sta cercando di trasformarsi in una piattaforma logistica per l’eCommerce, in cui magazzini urbani, rete di recapito, locker e sostenibilità diventino un unico sistema.










