Play&Stay@home, come funziona la tecnologia che aiuta i retailer a ricavare dati dai selfie dei clienti | Economyup

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Play&Stay@home, come funziona la tecnologia che aiuta i retailer a ricavare dati dai selfie dei clienti



Grazie a una piattaforma fornita dalla società di mobile marketing Scratch&Screen, Cx Centax ha implementato un sistema, Play&Stay@home, che permette di scattarsi foto con i brand. Per il cliente è un momento di svago durante il lockdown che viene successivamente premiato, per il retailer una fonte preziosa di informazioni

21 Apr 2020


Play&Stay@home,

Avere la possibilità di partecipare ad un concorso a premi scattandosi un selfie con in mano la confezione del prodotto preferito, di questi tempi, può essere un modo per trascorrere in maniera divertente le lunghe ore in cui siamo costretti a casa. D’altra parte, può rivelarsi estremamente utile per un’azienda che vuole intercettare i dati del consumatore e, perché no, farsi pubblicità. È l’ambito in cui opera Scratch&Screen, piattaforma di mobile marketing che consente ai produttori di beni o servizi di largo consumo, e ai retailer, di coinvolgere i propri consumatori nei diversi momenti della loro giornata, facendoli divertire, premiandoli e trasformando quel momento di svago in dati. È un settore che potrebbe vedere un’accelerazione nel corso della pandemia da coronavirus, ora che una parte del mondo del retail sta diventando una vera e propria palestra di innovazione per soluzioni adeguate alle necessità che stanno emergendo.

Che cosa fa Scratch&Screen

Amministrata dal CEO Matteo Del Corno, Scratch&Screen è una piattaforma di martech (la tecnologia applicata al marketing) che, coinvolgendo i consumatori, li guida ai punti vendita per fare acquisti. L’accento è sul versante tecnologico: in azienda 7 persone si occupano di tecnologie e due di marketing e vendite. La piattaforma SaaS (Software as a Service) di Scratch&Screen, configurabile senza necessità di scrittura di codice, permette ai retailer di creare campagne di lead generation e drive-to-store integrando strumenti di intelligenza artificiale progress marketing e motore di advertising. Quella di Scratch&Screen, in altre parole, è una tecnologia abilitante di numerosi progetti, primi fra tutti i concorsi e operazioni a premi. Il consumatore, grazie alla piattaforma, può essere invitato a interagire con un retailer e, in base a quell’interazione, premiato dal retailer stesso.

Play&Stay@home: premiare i selfie in tempi di coronavirus

Cx Centax, grazie alla piattaforma di Scratch&Screen, ha implementato un sistema, Play&Stay@home, che permette di scattarsi foto con i brand. Un gioco che invita le persone chiuse in casa per il lockdown a inviare un proprio autoritratto in cui mostrano un prodotto acquistato in un determinato esercizio commerciale. Non c’è bisogno di scaricare app, la foto si invia tramite webapp. In particolare la società fornisce una progressive webapp che si adatta alle dimensioni di ogni tipo di smartphone, anche a quelli più vecchi. All’utente è richiesto di registrare il dominio, dare l’autorizzazione relativa alla privacy, inviare i dati ed attendere l’apertura della fotocamera, che consentirà di scattare il selfie. Le foto finiscono nei server di Scratch&Screen, i quali processano le immagini, cercano le corrispondenze e poi autorizzano la corresponsione del premio.

“Il nostro partner, CX Centax, ha ritenuto che, in questo particolare momento storico, realizzare foto fosse la declinazione ideale per ingaggiare l’utente” dice Matteo Del Corno, Ceo di Scratch&Screen. “Le persone hanno voglia di mostrarsi resilienti, d’altra parte i retailer non possono più fare attività promozionale nel punto vendita. I brand stanno perdendo terreno, perché si tende a scegliere prodotti a caso. Questo può essere penalizzante per un brand che ha investito milioni per essere presente in un determinato punto sullo scaffale. E che ha necessità di mantenere quel filo rosso che lo lega al consumatore”.

La tecnologia di Scratch&Screen

Il sistema che permette questa operazione è una tecnologia di image recognition. La società è in grado di ricavare un file da un’immagine. In altre parole un oggetto con informazioni di tipo vettoriale diventa una descrizione di quello che c’è all’interno. “Nelle memorie dei sistemi che andiamo a contattare – prosegue Matteo Del Corno – siamo in grado di vedere quale marchio è presente in una determinata foto. Se c’è uno scontrino lo possiamo trasformare in un file testo. Possiamo cercare una scritta, una referenza sul prodotto, ecc. ecc”.

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La tecnologia di Scratch&Screen consta di tre step: cleaning, API di Google, algoritmi. La società è in grado di applicare una serie di filtri alla foto scattata dal consumatore per farla pervenire pulita e corretta all’ambiente di Google che è garanzia di qualità. Google però restituisce un’informazione che ha a sua volta bisogno di essere lavorata. “Nel caso degli scontrini – puntualizza il CEO – andiamo ad esempio a correggere le interlinee, per leggerlo meglio. Abbiamo21 analizzato finora molti milioni di scontrini, abbiamo ricostruito gli errori”. Dopodiché arriva la fase degli algoritmi, la parte proprietaria.

“L’intero processo porta ai dati. Se riesco a trasformare uno scontrino in numeri, sono in grado di metterli in correlazione e quindi, magari, di sapere quante persone ci sono in famiglia. Tutto, ovviamente, nel rispetto del trattamento dei dati personali: il consumatore è informato e consapevole. Peraltro noi lavoriamo solo con server in Italia, nulla esce dal perimetro geografico del Paese”.

D’altra parte, in questo modo, il retailer può ricavare numerose informazioni per indirizzare le proprie strategie. “Ad ogni azienda interessa avere il maggior numero di informazioni possibili sul consumatore – prosegue Del Corno – ma in realtà il nome e cognome è la cosa che interessa di meno, Interessano di più le condizioni economiche. Se il 90% dei consumatori è un appassionato di ciclismo, nel monte premi metteremo un Gps per bicicletta. Oppure, se le foto ritraggono famiglie in cucina, il regalo ideale potrebbe essere un oggetti per la cucina”.

L’elemento fondamentale di questa come delle altre tecnologie fornita dalla società è la mole di dati che si è in grado di ottenere. “Spero che questa accelerazione alla quale ci ha costretti il coronavirus – conclude Matteo Del Corno – ci porterà a un’accelerazione fiduciosa nei confronti dell’innovazione.  I consumatori amano il digitale, non ne hanno paura. I retailer ora ne hanno una dimostrazione concreta”.