e-commerce post pandemia: ecco perché tra 20 anni il 95% degli acquisti sarà online - Economyup

IL DATO

e-commerce post pandemia: ecco perché tra 20 anni il 95% degli acquisti sarà online



Nel 2020, a causa della pandemia, l’e-commerce ha fatto un salto evolutivo di 10 anni in soli 3 mesi, catapultandoci in un futuro che ha colto tutti più o meno impreparati. Entro il 2040, prevede McKinsey, il 95% degli acquisti sarà fatto online. Con conseguente impatto su metodi di pagamento e delivery. Tutti i numeri

di Jegor Levkovskiy

11 Mag 2021


ecommerce

Nel 2020 si è visto un cambiamento radicale nel comportamento dei consumatori. Un cambiamento che già era in atto da tempo ma che ha fatto un salto evolutivo di 10 anni in soli 3 mesi. Cosa ci dobbiamo aspettare nel futuro?

I primi mesi del 2021 ci sono serviti per tirare le somme ed avere finalmente i dati su come sia effettivamente evoluto il comparto e-commerce, così da avere un quadro chiaro della situazione e poter finalmente valutare i possibili scenari futuri.

Chiuso il 2020 con un +32,4%, l’e-commerce ha visto una crescita poderosa spinta inizialmente dalla necessità dei consumatori di cambiare abitudini, per poi adottarle nel quotidiano. Infatti la frequenza delle pratiche di shopping online in Italia è aumentata del 31% (dati Ipsos), molto più di tutti gli altri Paesi europei in cui il comparto era più maturo e di conseguenza ha vissuto una crescita inferiore.

Anche tra i consumatori che già acquistavano online c’è stata una forte propensione ad intraprendere nuove azioni (Eurispes). Infatti tra gli italiani il 21,9% si è fatto recapitare a casa la sua prima spesa del supermercato. Il 16,8% ha provato la consegna di un pasto. il 13,1% non aveva mai provato il servizio di delivery dei farmaci.

La quantità di consumatori online in Italia nel 2020 si è triplicata, ma ancora il 29,1% degli abitanti non ha mai acquistato da un sito web (Eurispes). Questo dato si può leggere in due modi: il primo, forse più scontato, è quello negativo del digital divide, del solito fanalino di coda. Personalmente preferisco pensare che se il comparto e-commerce fa volumi così interessanti da non poter essere escluso da un comune piano di crescita aziendale, ebbene pensiamo che siamo solo ai due terzi del suo potenziale per l’Italia.

Siamo già il Paese in cui il 20% delle persone acquistano online almeno una volta a settimana, il 33% almeno una volta al mese.

Il salto fatto nel 2020 non sarà un boomerang, ci ha solo catapultati in un futuro che ha colto tutti più o meno impreparati. L’elasticità della produzione e la capacità di adattarsi al repentino mutare dei mercati sono i mantra che si ripetono da decenni, eppure il 60% delle aziende produttrici di beni di consumo si è sentita poco o affatto preparata ad una mutazione così repentina (McKinsey).

La nuova proiezione è che entro il 2040 il 95% degli acquisti sarà fatto online (McKinsey) e che il comparto crescerà con un CAGR del 8,1% fino al 2024 (Statista). Questo ovviamente influirà sui metodi di pagamento e sulla delivery, che anche se gestiti da terze parti, sono per il Cliente parte integrante dell’esperienza d’acquisto e responsabilità diretta del retailer.

Jegor Levkovskiy

Dopo una lunga esperienza come innovation manager per il settore retail, fonda due startup, di cui una volta ad innovare l’esperienza in store grazie a intelligenza artificiale e computer vision.…