Mobilità innovativa, 240 milioni di dollari alla startup dei taxi volanti Lilium | Economyup

IL FINANZIAMENTO

Mobilità innovativa, 240 milioni di dollari alla startup dei taxi volanti Lilium



Lilium, startup tedesca che sta progettando e costruendo aerei verticali di decollo e atterraggio (Vtol), ha ottenuto il finanziamento in un round guidato dal colosso cinese Tencent. Un ulteriore passo verso la futuristica prospettiva degli autoveicoli volanti. Che però saranno realtà non prima di 5 anni

24 Mar 2020


Lilium

Un altro passo verso la futuristica prospettiva dei taxi volanti nei nostri cieli la fa Lilium, startup con sede a Monaco di Baviera che sta progettando e costruendo aerei verticali di decollo e atterraggio (Vertical take-off and landing, Vtol) con velocità fino a 100 km/h e che ha appena ottenuto un finanziamento da ben 240 milioni di dollari. I fondi arrivano da investitori pre-esistenti guidati dal gruppo tecnologico cinese Tencent. I fondi saranno utilizzati per preparare la produzione su larga scala di un aereo elettrico a cinque posti, alimentato da 36 ventilatori, che Lilium intende utilizzare per gestire un servizio di taxi da città a città a partire dal 2025.

Se è vero che i viaggi a breve e lunga distanza sono bloccati in molti Paesi a causa della pandemia da coronavirus, è altrettanto vero che velivoli analoghi a quelli fabbricati da Lilium potrebbero rappresentare una soluzione per trasportare le persone in modo diverso e magari più sicuro da eventuali contagi. Anche se ci sarà da aspettare almeno 5 anni.

“Stiamo lavorando per fornire una nuova forma di trasporto senza emissioni”, ha dichiarato un portavoce. “Fare una cosa del genere richiede molto tempo e investimenti, ma il risultato è un business prezioso e ci concede la possibilità di avere un impatto veramente positivo sul modo in cui viaggiamo”.

L’investimento da 250 milioni di dollari è stato un round interno (che coinvolge investitori esistenti, non nuovi) e si è chiuso il mese scorso. È stato guidato da Tencent, con la partecipazione di Atomico, Freigeist e LGT. La valutazione della startup non è stata comunicata, ma la società conferma che è significativamente superiore a quella del round serie B avvenuto nel 2017. PitchBook stima che l’anno scorso l’azienda sia stata valutata intorno ai 470 milioni di dollari. Già dallo scorso ottobre, Lilium, che impiega 400 persone, stava cercando di raccogliere tra i 400 e i 500 milioni di dollari. Il round ottenuto è dunque inferiore al previsto.

Tuttavia, ad oggi Lilium è una delle startup che ha ottenuto la maggiore quantità di fondi nel settore “veicoli volanti”, “flying vehicle”. In tutto, ad oggi, ha raccolto più di 340 milioni di dollari.

Nel gruppo c’è anche Volocopter, che sta anche progettando un nuovo tipo di veicolo e di servizio di taxi volante: a febbraio ha chiuso un round di 94 milioni di dollari.

“Questo finanziamento aggiuntivo sottolinea la profonda fiducia che i nostri investitori hanno sia nel nostro prodotto fisico che nel nostro business case. Siamo molto lieti di poter completare un round interno con loro, avendo beneficiato notevolmente del loro supporto e della loro guida negli ultimi anni”, ha dichiarato Christopher Delbràck, CFO di Lilium,. “I nuovi fondi ci consentiranno di fare grandi passi avanti verso il nostro obiettivo comune di realizzare la mobilità aerea regionale già nel 2025”.

Ma raccogliere fondi non è l’unica sfida. All’inizio di questo mese, il più vecchio dei due prototipi di Lilium è andato in fiamme mentre era in corso una manutenzione. Il modello stava per essere ritirato, ma i test sul secondo modello, più recente, sono stati comunque sospesi fino a quando la società non riuscirà a determinare la causa dell’incidente con il primo aereo.

Call4Startup
Hai un progetto innovativo in area Energy? La Responsabilità sociale al centro della Call4Startup

“Il nostro secondo aereo dimostrativo è rimasto fortunatamente intatto nell’incendio e inizierà i test di volo una volta che avremo compreso la causa dell’incendio nel primo aereo”, ha detto un portavoce.

Taxi volanti, un mercato agli albori

Il mercato dei servizi di taxi aeronautici, siano essi elettrici, a guida autonoma o entrambi, è ancora agli albori. Non ci sono ancora aerei approvati sul mercato (anzi, i regolamenti non sono stati nemmeno creati), e, di conseguenza, non ci sono servizi ancora in atto.

Ma l’opportunità di costruire servizi veloci che potrebbero mitigare l’attuale congestione del traffico, riducendo al contempo le emissioni di carbonio, è attraente. Perciò stiamo assistendo a numerose attività e investimenti nel settore.

Tra i competitor di Lilium anche Uber

Gli aspiranti rivali di Lilium includono non solo la connazionale tedesca Volocopter, ma anche KittyHawk,  eHang,  Joby e Uber, oltre a Blade e Skyryse, servizi di taxi aereo che offrono elicotteri più convenzionali.

A febbraio 2017 Uber aveva assunto Mark Moore, un ricercatore della Nasa, l’istituto aerospaziale statunitense, che è stato fra i primi ad occuparsi di VTOL, Vertical takeoff and landing, più noti appunto come automobili volanti. Nel 2010 Moore, che lavorava presso il Langley Research Center dell’agenzia statunitense in Virginia come Chief Technologist for On-Demand Mobility, aveva pubblicato un white paper nel quale sosteneva la fattibilità di velivoli elettrici che potrebbero decollare e atterrare come elicotteri ma sarebbero più piccoli e più silenziosi. Questi veicoli, sosteneva Moore, rappresenteranno una valida alternativa ai mezzi attualmente usati dai pendolari. A differenza dei velivoli tradizionali, i VTOL non avranno bisogno di una pista per il decollo né per l’atterraggio: il loro funzionamento sarà in qualche modo ispirato a quello dei droni. Dopo aver letto il white paper il co-founder di Google, Larry Page, ha segretamente avviato e finanziato due startup, Zee Aero e Kitty Hawk, per sviluppare questa tecnologia.

Dopo 30 anni alla Nasa, Moore ha scelto di lasciare l’ente per entrare in Uber, dove ha assunto il ruolo di direttore del reparto ingegneristico per l’aviazione di Uber Elevate, la divisione di Uber che si sta occupando appunto di VTOL. “Non riesco a pensare a un’altra società – ha dichiarato il ricercatore – in una posizione altrettanto forte da renderla leader in questo nuovo ecosistema e far diventare realtà il mercato dei veicoli elettrici volanti”.

Uber Elevate punta a consentire ai pendolari di poter usare auto volanti entro il 2026. La società non ha intenzione di costruire i veicoli, ma vuole mettere insieme società private e governo per affrontare questo tema particolarmente sfidante e tradurre le idee in realtà.