Le smart city e i nuovi canali di “ascolto” dei cittadini

Le città intelligenti raccoglieranno dati da sensori installati un po’ ovunque: nell’asfalto, negli apparecchi mobili delle persone, nei siti web… Per analizzare queste grandi masse di contenuti non strutturati e trasformarli in informazioni utili per i decision maker, la tecnologia semantica è una soluzione che può rivelarsi efficace. Ecco come

Pubblicato il 16 Set 2014

Le smart city e i nuovi canali di “ascolto” dei cittadini
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“Ma mi sta ascoltando?” quante volte abbiamo usato quest’espressione o ci hanno fatto questa domanda… In un corretto rapporto interpersonale, dimostrare attenzione verso l’altro è la prima forma di rispetto, da un lato, e di potenziale sviluppo di idee o risoluzione dei problemi dall’altro.

L’ascolto è anche tra le principali caratteristiche della smart city. La capacità di ascoltare i cittadini per renderli sempre più partecipi della gestione pubblica in tutti gli ambiti – dall’assistenza sanitaria alla mobilità fino alla sicurezza – può essere resa più efficace dalla tecnologia semantica, che in modo “naturale” permette di raccogliere e analizzare dati eterogenei e non strutturati.

Dati prodotti in autonomia da sensori installati nell’asfalto, dati generati da applicazioni per smartphone e social media, dati pubblicati su siti web istituzionali… tutti “chiedono” di essere ascoltati e raccontano qualcosa di interessante per le smart city. Forma, contenuti, frequenza: ogni canale informativo utilizza un proprio stile e linguaggio che la tecnologia semantica è capace di comprendere, strutturare, integrare e ricondurre ad un insieme di dati realmente utili e navigabili.

Evidenziando relazioni non esplicite tra i dati, la semantica esalta la capacità stessa di ascolto, fornendo nuove chiavi di lettura e linee di intervento altrimenti “invisibili”. Infatti, un sistema semantico è in grado di analizzare i contenuti non strutturati di migliaia di fonti di interesse per una città (o forse, soprattutto nel contesto italiano, si dovrebbe parlare di smart territory), estrarne i concetti principali, le entità e il sentiment ed assemblarli con i contenuti strutturati provenienti da sensori o da altri database.

Alcune previsioni sostengono che nel 2020 per ogni persona ci saranno almeno dieci sensori connessi: il mix di dati generati da sensori meccanici o da “persone sensori” – cioè individui che grazie agli smartphone o altri device portatili (come smart glass e braccialetti biometrici) generano costantemente informazioni in mobilità – rappresenta il “petrolio” delle smart city. Con la semantica è possibile migliorarne la gestione e individuare dal basso le reali priorità di intervento, aumentando così il livello di vivibilità dei nostri territori o centri urbani.

Da alcune soluzioni già implementate da Expert System in questo campo emergono dinamiche interessanti. Innanzitutto si evidenzia il grande senso civico di chi utilizza i nuovi canali di comunicazione con la Pubblica amministrazione, i messaggi propositivi ed educati, il massiccio coinvolgimento di donne e giovani, il frequente richiamo ai temi ambientali e alla mobilità: tutti elementi che  dimostrano la volontà di partecipare e di migliorare le cose.

In questo senso, i residenti sono i primi turisti di una città. Una città che funziona bene, nella quale si vive bene, si rivela più ricca di attrattive anche per un turista. Non va dimenticato infatti che il turista in visita non fruisce solo di servizi esclusivamente dedicati, ma condivide col residente tutta una realtà concreta, e con quella una serie di servizi, o disservizi, relativi a trasporti, tutela ambientale, accessibilità e così via.

*direttore Sociometrica
** Ceo Expert System Usa

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Antonio Preiti

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