Intelligenza artificiale: Facebook protegge le nostre foto di nudo con la crittografia | Economyup
Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

ACCADRÀ DOMANI

Intelligenza artificiale: Facebook protegge le nostre foto di nudo con la crittografia

di Cristina Pozzi

13 Nov 2017

Un esperimento realizzato dal social network in Australia punta ad evitare la circolazione di proprie immagini senza veli in Rete: è sufficiente inviarle via Messenger (destinatario l’utente stesso) e un team dedicato le contrassegnerà in modo che non siano diffuse su altre piattaforme di proprietà di FB

La notizia

Vuoi evitare di ritrovare una tua foto di nudo su Facebook senza il tuo consenso? Il nuovo progetto che vede la collaborazione tra il commissario per la sicurezza eSafety dell’Australia e il noto Social Network va in questa direzione.

Per evitare di ritrovarti a dover risolvere il problema a posteriori, basta inviare la tua immagine (di nudo ovviamente) via Messenger (destinatario tu stesso). A quel punto un team dedicato apporrà alla foto un “hash”, una specie di impronta digitale che la proteggerà da caricamenti sulle piattaforme di proprietà di Facebook.

L’esperimento riguarda l’Australia in primis, ma anche Canada, UK e USA.

Perchè è importante

Mark Zuckerberg ha recentemente dichiarato di voler dedicare ingenti investimenti alla sicurezza della sua piattaforma in particolare per evitare situazioni come quella lagata alle Fake News, per le quali è stato sentito anche al Congresso nell’inchiesta sull’interferenza di Putin nelle scorse elezioni del Presidente degli USA. Le fake news non sono l’unico problema della piattaforma che, è evidente, si trova a dover gestire il problema dei contenuti non sempre leciti che vengono caricati dagli utenti.

La soluzione proposta legata ai nudi che potrebbero essere caricati come ripicca da un amante deluso o come scherzo di qualche malintezionato potrebbe funzionare e non sembra essere nemmeno troppo costosa.

C’è da dire che sorge spontanea una domanda: caricando l’immagine chi ne è proprietario? Facebook acquisisce diritti particolari? L’immagine viene usata per allenare algoritmi di machine learning al riconoscimento dei nudi nelle immagini? Se sì come funziona? Prima di procedere con gli esperimenti forse andrebbero chiariti meglio anche questi (più che) dettagli.

 

  • 9 Share
Cristina Pozzi

Co-founder e Amministratore Delegato di Impactscool. Speaker, Advisor e Angel Investor. In passato è stata co-fondatore e Direttore Generale di Wish Days

Articoli correlati