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HEALTHCARE

Intelligenza artificiale in sanità: ecco come è usata per migliorare diagnosi e cure



La spesa informatica nella sanità italiana calerà del 10% nel 2018, dice una ricerca presentata al Forum dell’Innovazione per la Salute. Eppure l’uso di nuove tecnologie è indispensabile al settore. L’Artificial Intelligence, per esempio, aiuta a gestire dati, a diagnosticare malattie, ad assistere i pazienti. Vediamo come

di Luciana Maci

21 Set 2017


L’Intelligenza Artificiale è destinata a rivoluzionare anche il mondo della sanità. Da uno studio del 2016 di Frost & Sullivan il mercato dell’Artificial Intelligence per l’Healthcare dovrebbe raggiungere 6,6 miliardi di dollari entro il 2021, con un tasso di crescita del 40%. Le applicazioni cliniche dell’AI – ovvero, secondo la definizione del matematico Alan Turing, “la scienza di far fare ai computer cose che richiedono intelligenza quando vengono fatte dagli esseri umani” – rafforzeranno i processi di diagnosi medica per immagini e supporteranno le attività di cura del paziente. Sempre secondo il rapporto, l’Intelligenza Artificiale ha il potenziale di migliorare le entrate nel settore sanitario del 30-40% e, allo stesso tempo, di ridurre i costi di trattamento fino al 50%.

Intelligenza Artificiale, che cos’è e perché trasformerà le aziende

Eppure l’Italia non sembra aver colto l’importanza della disruption tecnologica nel settore sanitario. Da una ricerca dell’Osservatorio Netics presentata al Forum dell’Innovazione per la Salute in corso a Roma, promosso da FPA e Allea con il supporto di Paolo Colli Franzone, è emerso un dato che va in direzione opposta ai trend d’innovazione: la spesa informatica nella sanità pubblica calerà del 10% nel 2018. Netics ha stimato in 160 milioni di euro i tagli che Regioni, Asl e ospedali dovranno realizzare in questo ambito. Motivi: la scelta delle Regioni di centralizzare la spesa informatica e l’incertezza del quadro normativo.

Eppure la tecnologia è in grado di potenziare e migliorare il settore sanitario, quindi sarebbero opportuno investire maggiormente in innovazione tecnologica. In particolare il settore dell’Healthcare sta sperimentando una disruption grazie all’utilizzo di strumenti di Artificial Intelligence. In questo grafico sono indicate le varie modalità in cui questo avviene.

Ma vediamo di approfondire, con relativi esempi e case study, alcune delle modalità in cui l’AI viene applicata all’HealthCare.

ELABORAZIONE DI DATI MEDICI

La più ovvia applicazione dell’Intelligenza Artificiale al settore sanitario è nella gestione dei dati. Devono essere raccolti e immagazzinati tutta una serie di dati riguardanti la storia medica del paziente:  raggi X, risultati di laboratorio, report sulle patologie del paziente, storia familiare e genoma. Ugualmente devono essere raccolti, conservati e gestiti i dati relativi alla salute del paziente: “diari” della salute; report elaborati dal paziente stesso attraverso un dispositivo; home diagnostics, dati provenienti da parenti, comunità di servizi e terze parti.

♦ CASE STUDY – Il ramo di ricerca sull’intelligenza artificiale di Google ha lanciato Google Deepmind Health, progetto per scandagliare i dati dei registri medici in modo da poter fornire servizi sanitari migliori e più veloci. L’interesse di Google per il settore health combinato con l’AI ha preso corpo nel 2014, quando il colosso della Silicon Valley ha acquistato la startup londinese DeepMind, fondata nel 2012 dal neuroscienziato Demis Hassabis, ex bambino prodigio degli scacchi. All’epoca si definiva “una compagnia all’avanguardia nel campo dell’intelligenza artificiale”, in particolare nei sistemi di deep learning, grazie ai quali i computer attivano processi simili al ragionamento umano, sviluppando capacità di apprendimento e di risoluzione di problemi.

Da Google 500 milioni di dollari per DeepMind

Il progetto Google Deepmind Health ha preso avvio nel 2016 con una collaborazione con il Moorfields Eye Hospital NHS Foundation Trust di Londra per migliorare le cure oculistiche. Attualmente la piattaforma è utilizzata dal servizio sanitario britannico per individuare determinati rischi per la salute attraverso i dati raccolti da un’app. Un altro progetto con la sanità pubblica britannica consiste nell’analisi di immagini mediche fornite dai pazienti per sviluppare algoritmi in grado di individuare eventuali tessuti cancerosi.

DIAGNOSTICA E PIANI DI TRATTAMENTO

L’Intelligenza Artificiale può essere usata per effettuare diagnosi e definire piani di cure. Per esempio IBM Watson ha lanciato un particolare programma per oncologi in grado di fornire agli specialisti opzioni di cure basate su evidenze. Watson for Oncology ha una capacità avanzata di analizzare il significato e il contesto di dati strutturati e non strutturati contenuti all’interno delle note cliniche e dei report, dati che possono diventare determinanti per scegliere il percorso di cura del paziente. Dopodiché, combinando le caratteristiche ricavate dal file del malato con l’expertise clinico, ma anche con la ricerca esterna e con altri dati, il programma è in grado di identificare il potenziale piano di trattamento. In pratica è l’Intelligenza Artificiale a stabilire come deve essere curata una persona affetta da cancro.

Sempre IBM ha lanciato un algoritmo chiamato Medical Sieve. È un progetto in fase esplorativa e a lungo termine per costruire la prossima generazione di “assistenti cognitivi” con capacità analitiche e di ragionamento e con una vasta gamma di conoscenze mediche. Medical Sieve vuole contribuire a prendere delle decisioni nell’ambito della radiologia e della cardiologia. È infatti in grado di analizzare le radiografie per individuare i problemi in modo veloce ed affidabile. In futuro i radiologi si occuperanno dei casi più complicati, dove è necessaria la supervisione umana, mentre quelli di routine potranno essere espletati dall’AI.

C’è poi la startup Enlitic, basata a San Francisco, che sta utilizzando l’Intelligenza Artificiale per individuare e prevenire il cancro.  

CONSULENZA ONLINE

Le soluzioni online basate sull’AI possono aiutare a incrementare la validità di una diagnosi e ridurre al tempo stesso i tempi di attesa per le visite mediche. È quello intende fare Babylon Health, startup britannica che offre un’app per la sanità digitale utilizzando un mix di Artificial Intelligence, video e consultazioni via sms con dottori e specialisti. Una giovane realtà che lo scorso aprile è riuscita a raccogliere 60 milioni di dollari di nuovi finanziamenti. Tra i servizi offerti c’è la Babylon App, applicazione che, attraverso un sistema di Intelligenza Artificiale, fornisce consulenza basata sull’anamnesi personale e su conoscenze generali di medicina. Gli utenti possono riportare sull’app i propri sintomi. Utilizzando la speech recognition, il sistema confronta questi sintomi con un database di malattie e offre indicazioni su come intervenire. L’app è inoltre in grado di ricordare al paziente quando deve prendere i farmaci e si attiva nelle fasi successive per verificare se l’ammalato è guarito. La startup, che sostiene di aver curato in questo modo almeno 250mila persone, lo definisce un aiuto agli specialisti per l’identificazione accurata della malattia e del trattamento più appropriato. Ma non fa mistero di avere un piano molto più ambizioso: curare la gente usando esclusivamente l’Intelligenza Artificiale.

C’è poi un’app chiamata Streams, attualmente usata presso il Royal Free London NHS Foundation Trust, che utilizza la tecnologia mobile per inviare alert al medico curante quando un paziente è in via di peggioramento. Le infermiere sostengono che fa risparmiare loro circa due ore al giorno, da impiegare per altre attività di cura.

ASSISTENZA AL PAZIENTE

Una startup medica di San Francisco, Sense.ly, ha sviluppato un’infermiera virtuale. Si tratta di un avatar che aiuta medici e pazienti a monitorare e gestire la propria salute in modo migliore. L’avatar, che ha un volto sorridente e una voce piacevole, è un’interfaccia che utilizza il machine learning per supportare i malati cronici tra una visita dal dottore e l’altra. Un’analoga soluzione è quella fornita da AiCure, app sostenuta dal National Institutes of Health, che utilizza la webcam dello smartphone e l’AI per confermare in autonomia che i pazienti stiano rispettando le prescrizioni del medico. È risultata utile per i malati gravi, coloro che tendono a non rispettare le indicazioni del dottore e per i partecipanti ad esperimenti clinici.

Luciana Maci

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale