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STARTUP INTELLIGENCE

Smart home, smart city, smart car: le startup dell’Internet of Things da tenere d’occhio

di Eliana Bentivegna

26 Ott 2018

Alla presentazione della Ricerca Startup Intelligence “Internet of Things (con un focus Smart City)” 11 startup hanno fatto il pitch davanti agli Innovation Manager. Ecco chi sono e cosa fanno le società innovative che stanno lavorando per rendere città, edifici e veicoli più intelligenti. E migliorare sanità e agricoltura

La rivoluzione portata dall’Internet of Things (IoT) è solo all’inizio e l’eterogeneità delle soluzioni oggi esistenti è un chiaro segnale delle potenzialità di questo fenomeno: dalle imprese coinvolte nel processo di trasformazione delle proprie fabbriche e supply chain (Industrial IoT), alle Pubbliche Amministrazioni che necessitano sempre più di attivare nuove collaborazioni con gli attori privati per la realizzazione di vere e proprie Smart City, fino ai consumatori, sempre più orientati all’acquisto di nuove soluzioni connesse per la casa (Smart Home), l’auto (Smart Car), la propria salute e il tempo libero.

Molte startup hanno iniziato a puntare in questa direzione e la Ricerca Startup Intelligence “Internet of Things (con un focus Smart City)” ne ha analizzate ben 665 che hanno sviluppato soluzioni IoT operanti in Italia e all’estero (qualche dettaglio in più sui risultati della Ricerca si trovano nell’articolo pubblicato QUI).

I risultati della Ricerca sono stati presentati da Angela Tumino e Giulio Salvadori, Direttori dell’Osservatorio Internet of Things e da Giorgia De Bernardi, Ricercatore dell’Osservatorio Internet of Things, lo scorso 22 ottobre al Workshop di Startup Intelligence dedicato a questa tematica. L’incontro ha ospitato il pitch di 11 startup di fronte alla platea della community degli Innovation Manager italiani; tra le aziende erano presenti anche ACI, Altroconsumo, BNP Paribas Leasing Solutions, Bper, Cigierre, E.ON, Edison, Enel, Europ Assistance, Generali, Gruppo Hera, IGPDecaux, Inail, Jacobs, Janssen, Kuwait Petroleum Italia, Leonardo, Luxottica, Otsuka Pharmaceutical Italia, Pelliconi, Pirelli, Prysmian Group, Roche, Sinelec, Siram, Sisal, Unicoop Firenze, Vivigas.

Le soluzioni censite sono state classificate a seconda dell’ambito applicativo di appartenenza.

La Smart Home è una delle aree più interessanti nell’odierno scenario dell’IoT per la centralità della casa nella vita di ogni individuo, con possibilità enormi in termini di diffusione di oggetti e servizi e potenziale traino anche per altri comparti dell’economia. E ciò si evidenzia anche guardando le startup censite nel corso della Ricerca, con la Smart Home che si pone al primo posto tra i quindici ambiti applicativi IoT: sono state individuate ben 132 realtà (19,8% del campione analizzato) che propongono una o più soluzioni per la casa smart e che hanno raccolto oltre 2 miliardi di dollari complessivamente. Al Workshop, in particolare, sono state ospitate due startup appartenenti a questa categoria: Nuvap e Neosurance. La prima, presentata da Antonella Santoro, Business Development Director dell’azienda, ha sviluppato una piattaforma per il monitoraggio continuo delle principali fonti di inquinamento ambientale indoor (inquinanti fisici e chimici), permettendo di conoscere lo “stato di salute” degli edifici in tempo reale. La seconda, raccontata dall’Head of Business & Product management Diego Caputo, offre micropolizze assicurative proposte tramite notifiche push per soddisfare le necessità specifiche del singolo consumatore grazie ai dati raccolti (es. geolocalizzazione).

Tema di punta in ambito Internet of Things è anche la Smart City, voce ormai immancabile nell’agenda strategica di qualunque amministrazione locale e centrale. Le oltre 50 startup individuate hanno raccolto ben 1,6 miliardi di finanziamenti, dimostrando ulteriormente l’attualità del tema. In particolare la mobilità è terreno di sbarco per numerose startup Smart City: più della metà delle realtà analizzate ha infatti sviluppato una soluzione a supporto della mobilità urbana.

Tra le startup italiane più promettenti ospitate nel focus specifico Smart City del Workshop figurano Ledcom, Top Evolutions e Graffiti for Smart City. La prima, presentata dal CEO Mauro Tosi, progetta, produce e commercializza driver LED ad altissima efficienza integrati con sistemi wireless per applicazioni di smart lighting e Smart City. Top Evolutions, co-fondata da Andrea Bolner, propone l’App Shelly, che si basa su una piattaforma creata per raggiungere un triplice obiettivo: divenire l’assistente personale del cittadino fornendo in tempo reale informazioni di pubblica utilità, prevenzione e interesse personale; rappresentare per le Amministrazioni uno punto di riferimento per la gestione della Smart City in modo integrato; essere uno strumento delle imprese per proporre al cittadino prodotti e servizi nel momento del bisogno. Salvatore Pepe, Co-founder di Graffiti for Smart City, ha poi raccontato l’ideazione degli “Smart Wall” e la creazione di un’App con cui interagire per creare graffiti digitali che permettono a tutti i cittadini di “disegnare” sui muri senza rovinare le città, creando una comunità social in cui ognuno potrà commentare e condividere i propri lavori realizzati in varie città.

Affine all’ambito Smart City troviamo l’area della Smart Car, tema di punta all’interno delle applicazioni IoT, in cui le startup raccolgono in media oltre 100 milioni di dollari ciascuna. Wriggle Solution, presentata al Workshop dal CEO Arash Gholamzadeh Nasrabadi, propone SMART Tyre, un innovativo sistema che permette all’utente di visualizzare diversi parametri delle gomme in tempo reale, come l’usura delle gomme, eventuali danni e il livello di pressione. I dati trasmessi permettono di creare servizi ad hoc per gli utenti e per la gestione delle flotte, nonché di abilitare logiche di “tire as a service”.

Il Workshop ha visto inoltre la partecipazione di startup che hanno sviluppato soluzioni in diversi ambiti applicativi, come leHealth tramite Healthy Virtuoso, un sistema di social health rewarding presentato dal CEO Andrea Severino, che premia e retribuisce l’utente sulla base del suo stile di vita salutare. Attraverso la condivisione dei risultati, gli utenti possono sbloccare più livelli e raggiungere punteggi migliori, ricevendo in cambio promozioni e sconti. Oppure Emoj, attiva in ambito Smart Retail che, come ha raccontato il Presidente Maura Mengoni, attraverso un sistema di Emotional Analytics e Intelligence cattura le emozioni e i comportamenti del cliente per adattare in tempo reale e in modo automatico l’esperienza offerta sia online (mobile App e eCommerce) sia in store. In ambito Smart Building rientra invece Sofía Locks: come ha raccontato il CEO Alessandro Nacci, la startup ha sviluppato due sistemi di controllo per accesso in cloud, Luckey per credenziali a lungo termine e Otello per credenziali a breve termine; questi software vengono usati per gestire da remoto tutte le situazioni in cui è necessaria la generazione di credenziali di accesso attraverso un’identificazione esatta dell’ospite.

Durante l’evento è stato approfondito anche il tema della gestione degli asset aziendali, come gli ascensori o i distributori automatici, tramite l’ambito applicativo Smart Asset Management. È stata quindi presentata la soluzione di WIB dal CEO e Presidente Alfonso Correale: questa startup produce distributori automatici smart e armadi intelligenti controllati da una piattaforma cloud che fornisce vari strumenti di marketing digitale e analisi delle abitudini degli utilizzatori. WIB propone quindi una soluzione semplice ed efficace di consegna e vendita di prodotti di qualunque tipo (cibo, elettronica, farmaceutica, cosmetica, corrispondenza di varia natura), creando un ponte tra il mondo fisico e quello digitale.

Al Workshop del 22 ottobre ha preso parte anche la startup Elaisian che, come ha spiegato Damiano Angelici, Chief Executive Officer dell’azienda, è una soluzione per l’agricoltura di precisione orientata alla salvaguardia degli ulivi e all’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse. Grazie a un sistema di algoritmi, basato su un database di studi agronomici, punta a prevenire le malattie delle piante e a ottimizzare i processi di coltivazione come irrigazione e concimazione, garantendo un risparmio consistente di risorse. In ambito Smart Agriculture, infatti, l’IoT offre grandi potenzialità non solo in termini di tracciabilità dei prodotti, ma anche per la gestione delle attività agricole, soprattutto se si guarda a colture ad alto valore. Il vitivinicolo e l’oleolifico rimangono infatti i principali settori in cui si sperimentano soluzioni IoT. I benefici legati all’utilizzo delle risorse (ad esempio fitosanitari, concimi, acqua) sono significativi, consentendo di ridurre l’impatto ambientale e al contempo di garantire risparmi economici grazie ai quali è possibile ripagare l’investimento in tempi brevi. Considerata l’importanza del settore primario nel nostro Paese e la distintività dei prodotti alimentari italiani, queste applicazioni stanno raccogliendo un crescente interesse.

Eliana Bentivegna
Osservatorio Startup Intelligence - Osservatorio Design Thinking for Business

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