Nestlé Purina PetCare "mangia" il sito dei cuccioli abbandonati | Economyup
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Affari a quattro zampe

Nestlé Purina PetCare “mangia” il sito dei cuccioli abbandonati

17 Giu 2013

Il gigante del cibo per cani che vanta un giro d’affari di 11,5 miliardi di dollari ha acquistato Petfinder, portale per le adozioni di animali che conta 100 milioni di visitatori all’anno. “È una piattaforma della portata di Nike.com” ha detto Steven Crimmins, chief marketing officer di Nestlé Purina

Per la prima volta Nestlé Purina PetCare, colosso commerciale del cibo per animali, si lancia nell’acquisizione di una piattaforma digitale: si tratta di Petfinder, sito per le adozioni di pets che spopola nel Nord America con 100 milioni di visitatori all’anno.

L’acquisizione, per una cifra ancora imprecisata, sarà finalizzata a luglio, ma l’annuncio è già stato dato ai primi di giugno da Nestlé Purina, che ha sede a Saint Louis (Usa), è parent company della multinazionale svizzera Nestlé e produce cibo e altri prodotti destinati agli amici a 4 zampe per un giro d’affari annuo internazionale stimato in 11,5 miliardi di dollari.

Dalla sua nascita nel 1996, Petfinder, finora posseduta da Discovery Communications, ha favorito l’adozione di 22 milioni di pets negli Stati Uniti, in Canada e in Messico.

Sul sito si affacciano cani, gatti e altri animali da compagnia, fotografati o ripresi con la telecamera, alla disperata ricerca di un padrone affettuoso. È possibile effettuare ricerche mirate in base al tipo di pet preferito e al luogo di residenza, oltre ad ottenere informazioni su canili e centri di accoglienza per animali abbandonati.

Dopo l’acquisizione Petfinder, che ha 19 dipendenti, verrà trasferita da Silver Lake a Saint Louis.

Il debutto di un gigante commerciale in un ambito caratterizzato da forti connotazioni umanitarie ha suscitato apprezzamenti ma anche alcune critiche. Per i top-manager di Nestlé Purina obiettivo dell’acquisizione è rafforzare il sostegno alle organizzazioni di protezione degli animali. “Questa operazione dimostra che, oltre alla fornitura di prodotti, sono importanti anche le esperienze” ha commentato Michael Kotick, brand manager di Nestlé Purina. Steven Crimmins, chief marketing officer, ha aggiunto: “Petfinder si occupa di trovare casa a cani e gatti senzatetto, e questa è anche la core mission di Nestlé Purina. Con il tempo può diventare un mezzo per condividere le vaste conoscenze che abbiamo in materia di nutrizione e accudimento degli animali domestici”. Ma Crimmins non dimentica di sottolineare l’estrema popolarità del sito, che l’ha reso un boccone particolarmente ghiotto: “È una piattaforma della portata di Nike.com e più vasta di Starbucks.com”. 

Peraltro già da qualche mese negli Usa sta crescendo l’attenzione intorno al mercato del cibo per animali, che vanta un giro d’affari di 50 miliardi di dollari all’anno. Ormai dimenticata la disavventura di Pets.com, l’azienda di articoli per animali sul web che, dopo il fallimento nel 2000, divenne il simbolo della “bolla di Internet”, i giovani start-upper si stanno lanciando in questo business con idee sempre nuove per i fedeli amici pelosi.

E la mossa di Purina, gigante a caccia di innovazione tra i più “piccoli”, va decisamente in questo senso.

I suoi dirigenti sostengono di non avere, al momento, piani prestabiliti per la revisione del sito. “Come prima cosa ci siederemo e staremo a guardare” dice Kotick. Ma già trapela che, con il tempo, Purina intende aggiungere contenuti immessi da esperti nutrizionisti, fornire servizi localizzati e imprimere un’accelerazione alla comunicazione “social”. Inoltre Petfinder.com sarà “linkato” a tutti gli altri siti web di Nestlé Purina.

Ma sui media statunitensi si leggono anche commenti negativi, soprattutto da parte degli utenti di lungo corso di Petfinder. Per esempio Margaret Sharp, commentando la notizia su “Stltoday.com”, sito di notizie su Saint Louis, si dice “insoddisfatta. Molte organizzazioni non profit – scrive – usano il sito per trovare casa agli animali, adesso ‘loro’ (la Nestlé, ndr) useranno i ‘nostri’ pets per la pubblicità dei loro prodotti. Dubito che le informazioni relative alla nutrizione saranno oggettive e imparziali”

 

Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

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