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Rivelazioni

L’affaire Carl Craig: chi è l’inventore dei Bitcoin (se è davvero lui)

04 Mag 2016

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Prima l’imprenditore australiano svela di essere Satoshi Nakamoto, pseudonimo dietro il quale si cela l’ideatore della moneta digitale, e promette le “prove-regina”. Poi si tira indietro: “Non ho il coraggio”. Ma non tutti gli avevano creduto

Carl Craig
Prima fa coming out: “Ho prove straordinarie per dimostrare quello che dico e nei prossimi giorni le svelerò”. Poi si tira indietro: “Non ho il coraggio, non posso”. Resta immersa nel mistero la vicenda relativa a Carl Craig, l’imprenditore australiano che giorni fa ha dichiarato di essere l’inventore dei Bitcoin, la moneta elettronica e ha annunciato alcune “prove regina”, per poi pubblicare sul suo sito un messaggio dai toni quasi drammatici: “Mi dispiace. Pensavo di poterlo fare. Pensavo di potermi lasciare alle spalle anni di anonimato passati a nascondermi. Ma mentre si susseguivano gli eventi di questa settimana e mi preparavo a pubblicare la prova dell’accesso alle prime chiavi, non ce l’ho fatta. Non ho il coraggio. Non posso”. 

In pratica Wright non nega di essere Satoshi Nakamoto, lo pseudonimo dietro cui dal 2008 si nasconde l’uomo che rivoluzionerà – o forse no – l’economia mondiale. Ma sostiene di voler fare un passo indietro anche a causa del polverone sollevato e degli attacchi subiti, scusandosi nei confronti delle due importanti figure pubbliche della comunità bitcoin, Gavin Andresen e Jon Matonis, che gli avevano creduto. 

Ma ricostruiamo la vicenda. Carl Craig, 45 anni, tecnico e ricercatore informatico, consulente aziendale, imprenditore di successo, sarebbe dunque la faccia da associare a Nakamoto. Il condizionale è d’obbligo perché, un secondo dopo l’uscita allo scoperto di Craig, che ha fatto in modo di far divulgare la notizia contemporaneamente dal suo blog, dalla Bbc, da The Economist e da GQ Magazine, il mondo degli esperti si è diviso: Craig è o non è Sakamoto? Per “porre fine alle speculazioni ” ed essere lasciato “libero di tornare a fare quello che mi piace fare”, nei prossimi giorni Craig andrà a svelare quelle che lui definisce nel suo blog le “prove regine”: “Posterò documenti e altre evidenze verificabili in maniera indipendente ma soprattutto vi farò vedere la transazione avvenuta da uno dei ‘ceppi originari’ dei Bitcoin. Di più non posso fare, anche se già so che per alcuni non ci saranno mai prove sufficienti”.

In realtà già nel dicembre 2015 Wired e Gizmodo erano entrati in possesso di mail e documenti che ipotizzavano che Craig fosse chi sta dicendo di essere. Mancavano i classici tre indizi che fanno una prova, ma tanto bastò perché la finanza australiana bussasse alle porte di Craig per “accertamenti” (si sa che Sakamoto, chiunque egli sia, possiede circa 440 milioni di dollari in Bitcoin su un totale di 7 miliardi in circolazione) e spingesse lo scienziato australiano a spostarsi armi e bagagli a Londra. Ed è proprio là che ad aprile lo ha raggiunto Gavin Andersen, lo scienziato-capo della Bit Coin Foundation, invitato dallo stesso Craig ad una “udienza privata” per svelargli le fantomatiche prove. Prima dell’outing pubblico, lo stesso Andersen si era dimostrato scettico, ma dopo il viaggio a Londra il suo parere è diventato una delle prove di chi sostiene la veridicità di quanto affermato da Craig: “Sono fermamente convinto che Craig sia Sakamoto, perché sa molte cose sui Bitcoin e molte sui primissimi Bitcoin che solo il fondatore può sapere”. In occasione del faccia a faccia londinese Craig ha dimostrato ad Andersen di essere in possesso delle chiavi private per generare e trasferire Bitcoin e la stessa capacità è stata usata come prova per le tre testate scelte per il lancio. Ma sia i giornalisti che buona parte della comunità Bitcoin hanno lamentato la mancanza di “un procedimento pubblico e verificabile” per queste transazioni, arrivando a definire Craig “un truffatore” come ha scritto l’esperto di sicurezza informatica Dan Kaminsky.

Insomma, per convincere la platea di esperti della moneta digitale, Craig dovrà fare uno sforzo ulteriore. I non pochi appassionati di Bitcoin, alla disperata ricerca del loro guru Sakamoto per capire quale direzione prendere in futuro, chiedono a Craig di far vedere che può spostare i soldi di cui sarebbe in possesso Sakamoto, per dissipare ogni dubbio. Lui risponde dicendo che quei soldi non possono essere spostati dal fondo in cui si trovano, ma forse sarà proprio questa la prova regina che si appresta a svelare. Sperando che non finisca come quando dichiarò di aver conseguito in dottorato in teologia, senza immaginare che la sua Università avrebbe poi puntualizzato che si trattava solamente di un master. 

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di Andrea Milluzzi

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