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INNOVAZIONE E POLITICA

#InnovationFirst, Marco Marlia (MotorK): alle scaleup serve un piano Impresa4.0 per il software

19 Set 2018

Incentivi per la produzione digitali come quelli per la manifattura. È l’idea-proposta del founder di MotorK. Due le aree di intervento: capitale umano e capitale finanziario.«Lo Stato potrebbe coprire i costi previdenziali della ricerca e sviluppo.Andrebbe sostenuto l’accesso al credito per superare i modelli delle banche»

Un piano Impresa4.0 anche per la produzione digitale. È in sintesi la proposta-richiesta di Marco Marlia, fondatore e CEO di MotorK, la startup cresciuta fino al punto di essere diventata il fattore di trasformazione del mercato dell’auto, lavorando sull’evoluzione digitale delle concessionarie. “Non ho grande esperienza politica”, si schermisce Marlia quando gli chiediamo di dare il suo contributo a #Innovationfirst, il confronto avviato prima delle elezioni del 4 marzo e rilanciato ora in vista della legge di stabilità che dovrà contenere (almeno questo si auspica) nuovi interventi a favore dell’ecosistema italiano delle startup e in genere della trasformazione digitale del Paese. Ma qualche idea per poter sostenere lo sviluppo delle scaleup italiane, Marlia ce l’ha.
La prima idea è prevedere un piano di incentivi come Industria4.0 e Impresa4.0 anche sul SaaS, il software as a service. «Questa è una forma di distribuzione del software sempre più diffusa e incentivarla avrebbe un duplice effetto positivo: favorire l’adozione di soluzioni digitali da parte delle aziende e la crescita delle nuove imprese digitali”.
Il piano dovrebbe avere due grandi aree di intervento: il lavoro e le competenze da una parte, l’accesso al credito dall’altra. Il capitale umano e il capitale finanziario.  «Sarebbe molto utile mantenere o aumentare la flessibilità del lavoro, con l’estensione della disciplina riservata alla startup innovative anche alle PMI innovative», suggerisce Marlia. Una richiesta che sembra andare nella direzione opposto da quella intrapresa dal Governo Conte. Ma non è solo questione di flessibilità. Nelle imprese digitali ad alto contenuto di innovazione il ruolo e il valore delle competenze è determinante. «MotorK ha più di 130 persone nell’area Ricerca e Sviluppo. Avere una copertura da parte dello Stato dei contributi dovuti per i dipendenti R&D, come si fa in Francia, sarebbe un altro intervento concreto a favore di chi produce innovazione».
Le imprese come MotorK (che ha superato i 300 dipendenti) sanno che cosa significa oggi trovare un developer o un data scientisc. «Noi siamo alla continua ricerca di figure come queste e di talenti e abbiamo sempre difficoltà a trovarle», dice Marlia. «Va incentivata la formazione di queste figure professionale, a vantaggio di tutto il sistema produttivo nazionale. E vanno allo stesso tempo mantenuti alcuni incentivi fiscali che potrebbe essere a rischio con la flat tax: il rientro dei cervelli e il Patent Box».
In un auspicabile Piano Software4.0 non può mancare un capitolo riservato all’accesso al credito. «Va individuato un modo per supportare le scaleup e le Pmi innovative in questa fase sempre delicata», spiega Marlia. «Troppo spesso le banche guardano alle aziende come la nostra come outlier, figure anomale difficili da “mappare” e quindi comprendere in base ai loro modelli».

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