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OLTREBANCA

Il Crowdfunding del sesso arriva dal Regno Unito

di Stefano Tresca

07 Ago 2017

Per chi vuole investire nel Sextech senza esporsi ci sono piattaforme regolate dalla Consob inglese che garantiscono sicurezza e privacy. Così l’ecosistema britannico sostiene un mercato che favorisce la crescita del fintech

Il mercato dei finanziamenti è cambiato per sempre quando Kickstarter ed Indiegogo hanno raggiunto il grande pubblico. Oggi sta cambiando di nuovo.

Se avete un computer probabilmente avete già sentito parlare di Kickstarter ed Indiegogo, le due più popolari piattaforme di crowdfunding della rete. Grazie a questi siti web qualunque imprenditore può chiedere al pubblico (in Inglese “Crowd”) un finanziamento (in Inglese “Funding”). La spiegazione del business è già tutta nel nome “Crowd + Funding = Crowdfunding”. Ma si sa, gli americani sono bravissimi nel marketing.

Più che un finanziamento puro, le due piattaforme offrono un servizio di prevendita. Il pubblico può acquistare un prodotto che non esiste ancora, aiutando l’imprenditore a crearlo.

Ci sono molti insuccessi, qualche truffa, ma il sistema è in continua crescita. L’album di Amanda Palmer ($1.2 milioni raccolti), il film di Veronica Mars ($5.7 milioni), e gli occhiali di realtà virtuale Oculus Rift (venduti a Facebook per $2 miliardi) non sarebbero mai nati senza i siti di crowdfunding.

In alcuni casi l’imprenditore non ha un prodotto fisico che si possa produrre in pochi mesi. In questo caso il crowdfunding permette di finanziarsi offrendo al pubblico azioni dell’azienda senza i costi di una quotazione in borsa (tra i siti più popolari in questo settore: Seedrs e CrowdCube), oppure di chiedere un prestito (un esempio Inglese è Funding Circle mentre in Italia ho avuto il piacere di conoscere Credimi).

E il sesso?

Sextech (sex + tech) è il nome creato dal mondo anglosassone per rappresentare questo mercato, ed è l’eccezione alla regola. Ci sono dei casi di successo come AutoBlow — il cui nome fa intuire piuttosto chiaramente le caratteristiche del prodotto — ma di solito i prodotti legati al Sextech hanno difficoltà a raccogliere fondi.

Il motivo non è necessariamente economico né morale, ma sociale. Lo storico dei propri investimenti sulle piattaforme di crowdfunding di base è pubblico. Spesso i siti avvertono i tuoi amici su Facebook che hai partecipato ad una campagna. Questa trasparenza è magnifica per creare una comunità di appassionati dello stesso hobby, un pò meno se decidi di investire nella produzione di un film pornografico o di un robot dalle funzioni particolari.

Con una crisi economica mondiale sempre dietro l’angolo, e la confusione legata alla Brexit, non è un caso che il Regno Unito abbia la normativa più favorevole al mondo per il crowdfunding. Ogni anno centinaia di milioni di investimenti da tutta Europa si riversano nelle campagne di crowdfunding gestite nel Regno Unito.

Soprattutto gli Inglesi non si fanno troppi problemi a fornire licenze di crowdfunding in un settore particolare come il Sextech.

Il ragionamento è semplice e pratico, proprio come gli Inglesi. Se i fondi nel Sextech sono limitati perché gli investitori si imbarazzano a condividere gli investimenti con gli amici, è sufficiente creare delle piattaforme di crowdfunding dedicate come AdultXFunding.

Questi siti offrono investimenti in un unico settore— il Sextech —e sono serenamente regolate dalla FCA, la Consob Inglese, come qualunque altra piattaforma di crowdfunding.

La specializzazione riduce l’imbarazzo. Non è possibile incontrare un amico di Facebook per caso. Se è presente sulla piattaforma ha fatto la vostra stessa scelta.

Cosa c’entra il Sextech?

OltreBanca è la colonna di EconomyUp in cui parliamo di Fintech, l’incontro tra finanza e tecnologia. Può sembrare curioso parlare di sesso in una serie di articoli in cui di solito trattiamo di banche, Bitcoin e sistemi di pagamento. Lo facciamo per lo stesso motivo per cui la FCA Inglese fornisce licenze di settore.

Con una raccolta annua di $3.2 miliardi, il crowdfunding è uno dei principali strumenti alternativi alle banche ed alla finanza tradizionale. Parlare di siti di crowdfunding significa parlare di Fintech al 100%, indipendentemente da come vengono investiti i fondi.

Questa non è una esortazione ad aprire il mercato Italiano al sesso, è solo una considerazione: la competizione tra nazioni non è più fondata sugli eserciti e neanche sulle industrie, ma sulle regole e sulla capacità di attrarre capitali.

Alcune nazioni possono scegliere mercati più morali (o moralisti) ed hanno tutto il mio rispetto. Gli Inglesi, sempre molto pragmatici, hanno deciso di attrarre tasse e posti di lavoro anche in un settore particolare come il Sextech.

Lavori tipicamente considerati noiosi come la finanza o il regolatore, a Londra possono essere pieni di sorprese.

(Immagine: DigBoston su Flickr)

Stefano Tresca

Vive dal 2010 a Londra dove è membro fondatore di Level39, il più grande acceleratore al mondo di startup fintech. Il suo ultimo libro è "Future Cities", Amazon bestseller.

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