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Energia alternativa

Auto elettrica, Siemens ci scommette con un software innovativo

13 Gen 2015

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La multinazionale tedesca equipaggia i veicoli elettrici StreetScooter con una nuova tecnologia che semplifica la loro complessa architettura elettronica. Una scommessa sul futuro: il governo di Berlino punta al milione di automobili di questo tipo circolanti entro il 2020

La multinazionale tedesca Siemens ha equipaggiato i veicoli elettrici StreetScooter con elettronica e software innovativi, dimostrando di voler puntare su un settore in crescita. Nell’anno appena trascorso, secondo uno studio del Centro per la Ricerca su Energia Solare e Idrogeno Baden-Wurttemberg (ZSW),  hanno circolato per le strade del mondo circa 400mila automobili elettriche, una cifra raddoppiata rispetto al 2013. La domanda maggiore per questo tipo di veicoli viene da Usa, Giappone e Cina. La Germania si è collocata al settimo posto in questo classifica, con un numero relativamente ancora ridotto di veicoli elettrici rispetto a quelli tradizionali con motore a combustione, ma il mercato sembra destinato a crescere. Il governo tedesco, per esempio, intende aumentare il numero di veicoli elettrici circolanti sulle strade fino a raggiungere il milione entro il 2020. E l’Iea (Agenzia internazionale per l’energia) nel suo “Blue Map Scenario” stima che entro il 2050 quasi l’80% delle automobili vendute saranno ibride, o elettriche, o fuel cell a idrogeno.

Guardando dunque al futuro, Siemens – multinazionale con 165 anni di vita, attiva in più di 200 Paesi e focalizzata nelle aree dell’elettrificazione, automazione e digitalizzazione – insieme al costruttore di veicoli elettrici StreetScooter hanno presentato il primo veicolo elettrico per le consegne con tecnologia “RACE” nel centro di ricerca Siemens di Monaco (Germania).

Il progetto RACE (Robust and Reliable Automotive Computing Environment for Future eCars), finanziato anche dal Ministero degli Affari Economici e dell’Energia tedesco e in cui Siemens ha il ruolo di Consortium Leader,  ha l’obiettivo di semplificare in maniera sostanziale la complessa architettura elettronica dei veicoli. Una vettura di fascia media, infatti, può contenere più di 70 diversi sistemi di controllo tutti connessi tra loro oltre a milioni di sotto-funzioni.
 
Al contrario, nel progetto RACE le macchine sono controllate da un’architettura di elaborazione centralizzata. L’approccio è simile ai sistemi fly-by-wire e ad altre tecnologie usate negli aerei di oggi: un’architettura software così uniforme permetterebbe gli sviluppatori di creare nuove funzioni in modo rapido e facile, così come uno smartphone con le app. Le funzioni andrebbero da software di infotainment, fino a funzioni di sicurezza fondamentali come i sistemi di assistenza alla guida.

Questo richiede un’ulteriore standardizzazione dell’architettura ICT, permettendo uno spostamento di paradigma dalla gamma di unità di controllo utilizzate oggi a funzioni immagazzinate in alcuni computer centrali. I sensori di bordo e gli attuatori saranno collegati ai sistemi di elaborazione dei dati attraverso un bus di sistema.

In questo modo sarà più facile e più conveniente in termini di costi implementare le funzionalità attuali e future per l’assistenza alla guida, la sicurezza, il controllo del motore e la gestione dell’energia.

La nuova architettura è offre la compatibilità plug-and-play per effettuare in modo semplice aggiornamenti a nuove funzionalità e componenti come, ad esempio, l’assistenza al parcheggio. Inoltre, permette al veicolo di comunicare con le reti intelligenti del futuro per operazioni come la ricarica della batteria. RACE permette di guidare autonomamente in modo molto più semplice. (L.M.)
 

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Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

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