INNOVAZIONE NEL DELIVERY

Amazon e la consegna via drone in Italia: come è iniziata, il test in Abruzzo, come è finita



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Già sperimentata negli Usa, Amazon aveva effettuato a fine 2024 la consegna di merci via drone anche in Italia con un primo test in Abruzzo. Ma a fine 2025 ha chiuso il progetto. Ecco perché

Aggiornato il 7 gen 2026

Luciana Maci

Giornalista



amazon e la consegna via drone
Amazon e la consegna via drone

In Italia nessuno riceverà mai un pacco di Amazon attraverso un drone. È l’epilogo di una vicenda iniziata alla fine del 2024 e che si è conclusa nell’arco di un anno. Con un comunicato piuttosto vago diffuso a fine dicembre 2025, il colosso dell’eCommerce statunitense ha annunciato la chiusura del progetto italiano, che peraltro era l’unico in Europa. “Il più ampio contesto in cui operiamo in Italia non offre al momento – si legge nella nota – le condizioni necessarie per i nostri obiettivi di lungo periodo per questo servizio”. I progetti di consegna con droni continuano invece negli Stati Uniti e nel Regno Unito, “con voli di test e consegne commerciali che si sono dimostrati efficaci e ben accolti dai clienti”. Una sconfitta per l’innovazione nella mobilità del nostro Paese?

Certo è che tanti si erano meravigliati, e anche inorgogliti, quando, per la prima volta in Italia, qualcuno ha ricevuto un pacco da Amazon tramite un drone. È stata la stessa multinazionale dell’eCommerce, il 5 dicembre 2024, ad annunciare con un comunicato sul suo sito di aver svolto con successo il primo test per le consegne con i droni in Abruzzo, nell’area di San Salvo, sulla base dell’autorizzazione operativa rilasciata da Enac, l’autorità di regolazione per l’aviazione civile.

QUI IL VIDEO DELLA CONSEGNA VIA DRONE IN ABRUZZO

Amazon droni a San Salvo in Abruzzo

QUI TUTTI I CONTENUTI DI ECONOMYUP SUI DRONI

Già a ottobre 2023, in occasione dell’evento “Delivering the Future” a Seattle, la società aveva annunciato che le consegne commerciali con i droni si sarebbero estese per la prima volta oltre i confini degli Stati Uniti per raggiungere l’Italia. Questo dopo aver realizzato con successo consegne tramite droni in California e Texas. Così è avvenuto. Ma, come si è visto, non è durato. Vediamo di ricostruire l’intera vicenda per capire cosa è successo e cosa non ha funzionato.

Dicembre 2024: Amazon e la consegna con il drone in Italia

I droni per le consegne di Amazon hanno volato per la prima volta nei cieli italiani il 4 dicembre 2024. Il volo di prova è stato realizzato con il nuovo drone MK-30, il sistema altamente automatizzato che utilizza il programma di computer vision Amazon.

Come funziona la tecnologia

La tecnologia “sense-and-avoid” gli ha consentito di rilevare ed evitare gli ostacoli. Inoltre, grazie al nuovo sistema di eliche, l’MK30 è più silenzioso rispetto all’attuale modello MK27-2 ed è in grado di volare anche in situazioni di pioggia leggera, condizioni climatiche avverse e alle temperature più disparate.

I droni di Amazon sono ibridi, ovvero utilizzano un sistema chiamato VTOL (decollo e atterraggio verticale) per poi passare al volo orizzontale. Ciò significa che possono decollare da terra verso l’alto e utilizzare il volo alare per spostarsi tra il centro logistico e il punto di consegna, consentendo una maggiore manovrabilità durante il volo.

I droni Prime Air, assicurano i responsabili della multinazionale, sono progettati con molteplici sistemi di sicurezza per garantire la protezione delle comunità e dei clienti. Grazie al lavoro svolto nel corso degli anni, i team hanno sviluppato droni completamente elettrici.

(Il drone di Amazon si leva in volo, courtesy Amazon)

Perché la prima consegna con i droni di Amazon in Abruzzo

Amazon è presente in Abruzzo con un deposito di smistamento a San Giovanni Teatino (CH) e il centro di distribuzione di San Salvo, dove ha creato più di 1.000 posti di lavoro a tempo indeterminato.

In generale la multinazionale rivendica di aver creato 19.000 posti di lavoro a tempo indeterminato in oltre 60 sedi in Italia.

Nell’occasione del lancio del primo drone in Italia, Pierluigi Di Palma, Presidente di Enac, aveva sottolineato che la scelta di Amazon di avviare Prime Air aveva dimostrato una visione strategica per il futuro tecnologico e intermodale del Paese. Aveva inoltre evidenziato l’impegno di Enac nel promuovere la mobilità aerea avanzata e aveva descritto la collaborazione con Amazon come un’opportunità per la crescita economica e per migliorare la qualità della vita.

Pasqualino Monti, Amministratore Delegato di Enav SpA, aveva espresso orgoglio per il lavoro svolto e aveva rimarcato il ruolo di Enav come partner strategico del progetto Amazon, che aveva definito un’evoluzione straordinaria della mobilità aerea.

Marco Marsilio, Presidente della Regione Abruzzo, aveva evidenziato l’importanza dell’insediamento Amazon a San Salvo per lo sviluppo economico regionale, richiamando il forte incremento occupazionale e indicando l’Abruzzo come un esempio di innovazione logistica.

Emanuela De Nicolis, Sindaco della Città di San Salvo, aveva espresso orgoglio per il fatto che la città fosse stata al centro del progetto e l’aveva indicata come un polo di eccellenza e innovazione anche a livello europeo.

Amazon e i droni: le ragioni della chiusura del progetto nel 2025

Una volta ottenute tutte le autorizzazioni necessarie, l’azienda di Jeff Bezos intendeva avviare il servizio commerciale nel 2025. Ma così non è stato. Cosa è successo?

Nel 2025, come detto, Amazon ha deciso di sospendere il progetto a San Salvo e, di conseguenza, anche il percorso di certificazione LUC (Light UAS Operator Certificate), cioè l’autorizzazione necessaria per operare come “operatore” in scenari avanzati e quindi trasformare la sperimentazione in un servizio strutturato. Enac parla di decisione inattesa e sottolinea che, dal punto di vista tecnico e regolatorio, il lavoro congiunto stava andando avanti. Nella ricostruzione di Enac, la scelta sarebbe collegata a una “policy aziendale” e a recenti sviluppi di natura finanziaria, con l’intenzione di spostare in un altro Paese dell’Unione europea sia il lancio sia la certificazione.

Da parte sua, Amazon imposta la spiegazione su un piano più “strategico”: una revisione del programma e la valutazione che l’attuale quadro complessivo in Italia non sia compatibile con gli obiettivi di lungo periodo di Prime Air, pur riconoscendo i progressi e la collaborazione con i regolatori aeronautici.

Il punto, quindi, non sembra essere una bocciatura del lavoro tecnico svolto con le autorità aeronautiche, quanto piuttosto la percezione di un contesto meno prevedibile e più rischioso per un’iniziativa che richiede investimenti, continuità e tempi certi.

In questa chiave, tra i “veri motivi” pesa verosimilmente anche la pressione reputazionale e di compliance maturata negli ultimi mesi: tra contenziosi e accertamenti legati a temi fiscali e alla filiera della logistica, Amazon avrebbe scelto di ridurre l’esposizione su un progetto altamente visibile come quello dei droni, preferendo concentrare l’operatività in un mercato ritenuto più favorevole sul piano complessivo (non solo aeronautico).

Parallelamente, Enac ribadisce che l’infrastruttura avviata non va persa: l’area di San Salvo viene presentata come un asset per lo sviluppo dell’ecosistema dei droni, anche oltre Prime Air, grazie all’evoluzione degli strumenti per integrare in sicurezza il traffico UAS nello spazio aereo.

Come Amazon ha sviluppato le consegne via drone

L’espansione del servizio di consegne via drone di Amazon è il risultato di anni di ricerca portati avanti dai team di Prime Air composti da scienziati, ingegneri, professionisti del settore aerospaziale che hanno adottato un approccio a lungo termine e realizzato decine di prototipi.

I droni sono progettati per trasportare pacchi leggeri, fino a cinque libbre (circa 2,26 kg), direttamente a casa dei clienti. In Italia gli utenti di Amazon avranno accesso a migliaia di prodotti, tra cui articoli per la casa, prodotti per la cura della persona, generi di prima necessità, forniture per l’ufficio e prodotti tecnologici.

Consegne con i droni: un business in espansione

La consegna di merci con i droni è un settore in rapida crescita, guidato dalla necessità di soluzioni logistiche più rapide ed efficienti. Secondo alcune stime, il mercato globale della consegna tramite droni è destinato a crescere significativamente nei prossimi anni, con proiezioni che prevedono un aumento del valore di mercato fino a diversi miliardi di dollari entro il 2030.

I droni per le consegne sono già utilizzati in diversi paesi, tra cui Stati Uniti, Cina e Australia. Aziende leader nel settore, come Amazon, Google Wing e UPS stanno portando avanti iniziative per implementare la tecnologia in diverse aree urbane e rurali. In particolare, la Cina è all’avanguardia con servizi di consegna che coprono sia zone urbane che remote, grazie a normative favorevoli e infrastrutture dedicate.

La tecnologia utilizzata per le consegne con i droni continua a evolversi, con miglioramenti nella capacità di carico, autonomia di volo e sistemi di navigazione. L’uso di droni elettrici contribuisce anche alla riduzione delle emissioni di carbonio, rendendoli una soluzione ecologica per la logistica.

Con il supporto di regolamentazioni favorevoli e la collaborazione tra enti governativi e aziende private, la consegna tramite droni promette certamente di rivoluzionare il modo in cui beni e servizi vengono distribuiti.

(Articolo aggiornato al 07/01/2026)

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