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Unipol Ideas, il 16 gennaio giorno della verità per le startup

19 Dic 2014

La location bolognese che ospita le 8 startup scelte dalla compagnia assicurativa per partecipare al programma di incubazione riaprirà solo per l’evento conclusivo. In quella data, i team presenteranno davanti a vertici aziendali e investitori l’avanzamento delle loro idee, frutto di due mesi di collaborazione con Make a Cube

Ultimi giorni di lavoro a villa Cicogna. La location a San Lazzaro di Savena (Bologna) che ospita le otto startup scelte da Unipol per partecipare al programma di incubazione Unipol Ideas si appresta a chiudere i battenti (e il programma) e riaprire esclusivamente per l’evento conclusivo il 16 gennaio.

Giornata in cui gli otto team presenteranno davanti ai vertici aziendali e a una platea di investitori e stakeholder l’avanzamento delle loro idee d’impresa e i loro business plan. Tutti frutto di due mesi di collaborazione con i tutor dell’incubatore milanese Make a Cube, scelto da Unipol come partner dell’iniziativa.

Martedì 16 dicembre i team hanno incontrato Alberto Onetti e Marco Marinucci di Mind The Bridge, a cui hanno potuto rivolgere domande su startup innovative e finanziamenti in Italia e Silicon Valley. Opportunità come questa, nei due mesi di incubazione, si sono ripetute più volte.

Ma l’occasione più ghiotta per una startup in fase seed è certamente quella di ricevere finanziamenti: “La decisione verrà presa dopo la pitching session che si terrà il 16 gennaio alla quele saranno presenti tutti i direttori delle aree di business che poi si riuniranno per definire le scelte di investimento o di procurement del gruppo”, commenta Renzo Avesani, responsabile del progetto di Unipol.

“Infatti tutte le startup saranno inserite automaticamente nell’Albo Fornitori del Gruppo e alcune di essere potranno già diventare fornitori ufficiali. L’investimento o il contratto di fornitura verrà chiuso entro i 4 mesi successivi”.

E se Assirank, portale che aiuta i consumatori a scegliere le giuste coperture assicurative o RiskUp!, che permette alle imprese di individuare e quantificare i rischi diretti connessi al danno dei fabbricati, degli impianti e dei macchinari, hanno chiare connessioni con il mondo in cui Unipol opera, non è lo stesso per le altre startup. Per le quali però il colosso ha dimostrato interesse fin dall’inizio.

“Dopo i due mesi di accelerazione – prosegue il responsabile – sono previsti altri quattro mesi di followup a distanza, in cui ci sentirà ogni due settimane per fare il punto e verificare gli stati di avanzamento. Le startup saranno inserite nell’albo fornitori, e questo è uno degli elementi di legame più forti”. Senza dimenticare che il bacino d’utenza di Unipol conta circa 14 milionbi di clienti, un enorme valore aggiunto per il futuro di una startup.

L’obiettivo del colosso assicurativo è duplice: “Esplorare nuovi mercati per Unipol e creare un impatto positivo nella società, in sintonia con il nostro approccio assicurativo. – aggiunge Avesani -. La filosofia di Unipol Ideas è diversa da quella di un venture capital classico il cui obiettivo è quello di selezionare unicamente i progetti con le maggiori potenzialità economiche. Vogliamo promuovere nuove figure imprenditoriali caratterizzate da saldi principi etici ed dal coraggio di rischiare e mettersi in gioco per costruire un futuro sostenibile.”

All’insegna dell’open innovation, filo conduttore della due mesi: “”Uno dei primi programmi nel nostro Paese in cui un grande gruppo sviluppa un progetto di open  innovation che mira a identificare prodotti e servizi da inserire nella propria catena del valore. – dice Matteo Bartolomeo di Make a Cube, uno dei quattro tutor che ha seguito quotidianamente i team – Crediamo che un’incubazione immersiva e concentrata possa dare grandi risultati in termini di creazione di comunità,  in termini di focalizzazione e scambio e come leva per aumentare la probabilità di successo dei progetti d’impresa”.

Progetti che uniscono nuovi trend molto “consumer” come la sharing economy della consegna di pacchi portata avanti dai tre giovani di Italtransport.it, fino al crowdfunding per le scuole di School raising, passando per idee che mixano studi ingegneristici avanzati con la medicina, come la capsula al led Capsulight di ProBiomedica.

di Giulia Cimpanelli

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