SIA Jiffy per PagoPA, prende forma il P2G e le tasse si pagano con lo smartphone

L’app per i pagamenti Person-to-Person (P2P) più utilizzata nell’Eurozona diventa una soluzione Person-to-Government: è anche uno dei metodi di pagamento dei servizi della Pubblica Amministrazione. Un’area rinnovata grazie al lavoro del Team per la Trasformazione Digitale. Ne parla il responsabile Giuseppe Virgone

Pubblicato il 28 Dic 2017

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Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio Agenda Digitale della School of Management Politecnico di Milano, PagoPA ha avuto negli ultimi 12 mesi una decisa accelerazione, con circa 4milioni di transazioni concluse e il 35% dei Comuni italiani già attivo sulla piattaforma.

Sono sempre più numerosi, quindi, i cittadini che utilizzano gli strumenti digitali per pagare imposte, tributi o il corrispettivo di un servizio pubblico. Un risultato legato in parte all’evoluzione delle abitudini degli italiani, che iniziano ormai a familiarizzare con i nuovi strumenti di pagamento – lo smartphone, in particolare – anche per regolare i propri rapporti con la pubblica amministrazione.

D’altro canto, però, negli ultimi mesi il nodo dei pagamenti digitali verso la PA è stato oggetto di una revisione profonda da parte del Team per la Trasformazione Digitale guidato da Diego Piacentini.

La semplificazione di PagoPA

Abbiamo incontrato Giuseppe Virgone, responsabile Digital Payments all’interno del Team, che è stato ospite dello stand SIA al recente Salone dei Pagamenti di Milano. È lui che ci spiega che cosa è stato fatto per rilanciare PagoPA. «Abbiamo semplificato l’interfaccia utente – racconta – per garantire una maggior intuitività e facilità d’uso del nodo, in particolare dai dispositivi mobile. Abbiamo, quindi, identificato delle user experience semplificate per entrambi i mondi, Android e iOS. Le stesse modifiche sono state, poi, riportate anche sull’interfaccia web». Il lavoro più imponente, però, è stato quello fatto sull’architettura del nodo, che ha permesso di integrare in PagoPA anche la gestione dei wallet. Ora la piattaforma è in grado di tenere memoria dello strumento di pagamento preferito dal contribuente e quest’ultimo potrà richiamarlo nelle transazioni successive alla prima semplicemente selezionandolo, senza dover ridigitare ogni volta le credenziali. Infine, un grande sforzo è stato fatto dal Team per avviare una serie di iniziative, in accordo con l’ecosistema degli istituti di credito, per stimolare le amministrazioni locali e centrali a seguire un percorso di adesione capillare a PagoPA, «e queste attività hanno dato risultati incoraggianti, visto che da gennaio a novembre 2017 le adesioni sono cresciute del 400% e a ottobre abbiamo ottenuto un +150% rispetto allo stesso mese del 2016».

«Inizialmente – prosegue Virgone – PagoPA era uno strumento nato per facilitare i soli pagamenti online, operando di fatto da hub di smistamento delle transazioni verso gli istituti di credito, mentre oggi è una vera e propria piattaforma aperta anche ai pagamenti più innovativi, come SIA Jiffy».

Una soluzione P2G, person-to- government

Jiffy per PagoPA è una soluzione P2G (Person-to-Government) pensata da SIA per venire incontro alle esigenze di quei contribuenti che preferiscono la comodità dei canali telematici per pagare imposte e tasse in alternativa alle code agli sportelli. La prima volta che il contribuente si registra sul nodo PagoPA dovrà inserire il proprio codice fiscale, ma grazie al database integrato di Jiffy  (che accoppia il numero di cellulare con l’IBAN del conto corrente), le informazioni immesse saranno tenute in memoria dal sistema e non dovranno più essere ridigitate durante gli accessi successivi. Una volta determinato l’importo dovuto, basterà cliccare sull’icona Jiffy nell’elenco dei metodi di pagamento disponibili, confermare e inserire il proprio numero di cellulare. Al numero in questione è associato il conto corrente dal quale verranno prelevati i fondi. Il contribuente riceverà immediatamente una notifica sull’App Jiffy del proprio smartphone, che lo avvisa del pagamento.

La transazione dovrà essere accettata (sarà sufficiente un “tap” sullo schermo dello smartphone), il pagamento sarà finalizzato e il contribuente riceverà immediatamente, via e-mail, il giustificativo da archiviare. Pochi, semplici, passaggi, quindi… D’altronde è proprio sull’intuitività e la facilità d’uso che si gioca la sfida delle App per i mobile payments. Lo sa bene anche SIA che, nelle parole del responsabile di Jiffy, Marco Polissi, chiarisce come «il principio che ispira le evoluzioni più recenti dell’App è quello della cosiddetta “one click user experience”. L’obiettivo è di ridurre al minimo i passaggi di autenticazione e autorizzazione, in modo che il pagamento di un acquisto, o di un tributo, possa essere finalizzato con un semplice tocco sullo schermo dello smartphone».

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