Smart contract: cos’è, le applicazioni e come cambia le assicurazioni

Quando si parla di blockchain un campo applicativo di lampante utilità è quello dello Smart Contract. Ecco cosa si intende esattamente per contratto intelligente e per quali motivi è il futuro delle polizze

Aggiornato il 24 Gen 2024

smart contracts

Nel dinamico panorama del settore assicurativo, l’innovazione tecnologica si sta rivelando un fattore chiave per la competitività e l’efficienza. Tra le tecnologie emergenti, gli smart contract basati su blockchain stanno guadagnando terreno come strumento rivoluzionario per la gestione delle polizze assicurative. Questi contratti intelligenti promettono di semplificare i processi, ridurre i costi operativi e aumentare la trasparenza, ridefinendo l’interazione tra assicuratori e assicurati.

Come funzionano e quali le applicazioni?

Che cos’è lo Smart Contract nella assicurazioni

Lo Smart Contract (o contratto intelligente) è latraduzione  in codice software di un contratto tradizionale, che viene in questo modo automatizzato, rendendo possibile verificare in automatico l’avverarsi di determinate condizioni (controllo di dati di base del contratto) e di eseguire in automatico azioni (o dare disposizione affinché si possano eseguire determinate azioni) nel momento in cui le condizioni determinate tra le parti sono raggiunte e verificate.

In altre parole, lo Smart Contract è basato su un codice che “legge” sia le clausole che sono state concordate, sia le condizioni operative nelle quali devono verificarsi le condizioni concordate e si autoesegue automaticamente nel momento in cui i dati riferiti alle situazioni reali corrispondono ai dati riferiti alle condizioni e alle clausole concordate.

Di conseguenza, sebbene lo Smart Contract abbia bisogno di un supporto legale per la sua stesura, non ne ha bisogno per la sua verifica e per la sua attivazione.

Smart Contract: la storia

Gli Smart Contract sono venuti oggi alla ribalta in associazione alla blockchain, una tecnologia che effettivamente si presta più di ogni altra alla loro realizzazione, ma in realtà non sono concettualmente del tutto nuovi. In effetti sono stati oggetto di sperimentazione già negli anni ’90 e sono stati ideati ben prima, già negli anni ’70. Il termine adottato all’epoca non era quello di Smart Contract, ma il concetto era sostanzialmente quello che ha portato ai contratti intelligenti di oggi. All’epoca l’esigenza era molto semplice e atteneva alla necessità di gestire l’attivazione o disattivazione di una licenza software in funzione di alcune condizioni molto semplici. La licenza di determinati software venne di fatto gestita da una chiave digitale che permetteva il funzionamento del software se il cliente aveva pagato la licenza e ne cessava il funzionamento alla data di scadenza del contratto. Semplicemente, in modo molto basico, era uno Smart Contract.

Un altro esempio, molto più comune, è quello della vending machine, le macchinette distributrici di caffé o altri generi, che tutti abbiamo avuto modo di utilizzare:  in esse, il software e l’hardware della macchina gestiscono la vendita del prodotto, verificando che quando sia depositata dall’acquirente una cifra predeterminata, sia consegnato il prodotto desiderato.

Ciononostante non esisteva, fino all’arrivo della blockchain, una tecnologia così evoluta da rendere lo Smart Contract un protocollo diffuso e sicuro. La blockchain si è rivelata essere la tecnologia adeguata.

La blockchain nelle assicurazioni

La blockchain è in estrema sintesi un database distribuito (ossia un registro delle transazioni dove i dati non sono memorizzati su un solo computer, ma su più macchine collegate tra loro via Internet, attraverso un’applicazione dedicata che permette di interfacciarsi con la “catena”) fatto di blocchi di dati che memorizzano transazioni; per essere consolidato all’interno di un blocco, ogni dato, e successivamente ogni blocco prima di essere inserito nella “catena”, viene sottoposto a un processo di validazione.

In contesti molto burocratizzati, nella contrattualistica, nei pagamenti, nell’identificazione di persone o aziende, nell’amministrazione ecc, la blockchain può essere vista come la frontiera più estrema della dematerializzazione, con ambiti di applicazione talmente potenti che ovviamente il mondo bancario e anche quello assicurativo ne cominciano a intravedere opportunità e a fare sperimentazioni.

La blockchain è stata anche definita “l’Internet dei contratti”. E’ un sistema decentralizzato e aperto, che non ha nessun proprietario, tutti possono utilizzare la blockchain come base per la creazione di ulteriori applicazioni, il cui carattere decentrato rende impossibile la frode ai dati del registro. Se qualcuno cambia qualcosa nel libro mastro, condiviso da tutti i partecipanti, tutti gli altri utenti possono vederlo, in modo che le irregolarità non possano mai passare inosservate. Tutti vedono ogni transazione nel database, e ogni modifica può avvenire solo aggiungendo altre righe di codice, quindi viene registrata, ogni operazione su blockchain è permanente.

Quindi c’è una cosa che la blockchain promette di fare meglio della carta, superando l’adagio latino “scripta manent, verba volant” : garantire le informazioni, la loro provenienza, la loro tracciabilità. In sintesi, si tratta di un sistema digitale di decentralizzazione, cioè che abilita una serie di operazioni online senza la necessità di un’autorità centrale o intermediario di fiducia;  e che offre la possibilità di inviare, ricevere e memorizzare informazioni in un cosiddetto ledger, un database inattaccabile in quanto decentrato e diffuso, ripartito tra soggetti indipendenti tra loro.

Il potere della blockchain risiede nella sua capacità di alimentare nuove modalità di transazioni finanziarie, migliorare i processi di assicurazione esistenti e tenere traccia dei documenti (digitali).  Le valute digitali basate su blockchain possono supportare molti nuovi modelli assicurativi, in particolare le micro assicurazioni e il P2P.

Molti ritengono che l’industria assicurativa sarà rivoluzionata dalla “catena di blocchi” proprio nel suo aspetto fondante, il rapporto di fiducia, quel legame su cui si basa tutto l’impianto assicurativo attraverso la gestione dei sinistri, i pagamenti, la sicurezza, il capitale e la divulgazione di dati precisi. Un legame che nel corso del tempo si è materializzato soprattutto in documenti cartacei, ma di base “the bond of trust” è un asset intangibile.

Le applicazione dello Smart Contract nelle assicurazioni

Molte delle applicazioni che la blockchain può offrire alle assicurazioni possono essere raggruppate nella categoria dello Smart Contract, cioè del contratto intelligente: come si diceva in precedenza, questi contratti sono software, che automatizzano l’esecuzione stessa del contratto, e che può essere sviluppato ed eseguito all’interno di un sistema blockchain.

Alcuni esempi di applicazione includono:

  1. Automazione delle procedure di onboarding del cliente e di risarcimento: Gli smart contract possono automatizzare le procedure di onboarding del cliente e di risarcimento, che si adattano alla logica if-then. Ad esempio, se il rischio assicurato si verifica, lo smart contract indennizza automaticamente l’assicurato.
  2. Polizze parametriche: Gli smart contract sono tra le tecnologie abilitanti delle polizze parametriche, un tipo di assicurazione che elargisce un pagamento automatico basato su un evento predefinito. Ad esempio, in caso di ritardi o cancellazioni di voli, sono stati sviluppati prodotti che permettono di automatizzare la richiesta e il pagamento dell’indennizzo.
  3. Interazione con dispositivi IoT: Gli smart contract possono interagire con dispositivi di Internet of Things (IoT) che consentono di connettere lo smart contract al mondo reale. Dispositivi installati in abitazioni, locali commerciali, automobili o altri veicoli, possono trasmettere informazioni in tempo reale su perdite d’acqua o di gas, incendi, furti e altri eventi, consentendo così di automatizzare la gestione dei sinistri.

I vantaggi dello Smart Contract per le assicurazioni

Ecco un quadro di tutti i vantaggi che derivano dall’utilizzo di Smart Contract in ambito assicurativo.

  • Sicurezza, trasparenza, attendibilità. Grazie al processo di crittografia che la caratterizza, non è possibile variare o apportare delle modifiche ai blocchi già inseriti nella catena; i dati in essa salvati sono quindi sicuri, certi e non manipolabili. Inoltre la blockchain è sicura rispetto ad attacchi hacker. Essendo organizzata cronologicamente (i blocchi vengono aggiunti alla catena secondo un preciso ordine cronologico immodificabile) impedisce l’insorgere di contestazioni in merito all’esecuzione, per esempio, delle diverse fasi di un contratto. Le frodi sono praticamente impossibili. I termini e le condizioni di tali contratti sono pienamente visibili e accessibili a tutte le parti interessate. Non c’è modo di contestarli una volta che il contratto è stato stipulato.
  • Affidabilità e accuratezza. Uno dei requisiti principali di un contratto intelligente è quello di registrare tutti i termini e le condizioni in modo esplicito e dettagliato. Questo è un requisito perché un’omissione potrebbe causare errori di transazione. Di conseguenza, i contratti automatizzati evitano le insidie della compilazione manuale di un mucchio di moduli.
    Le sue caratteristiche tecniche impediscono qualsiasi perdita di dati o danneggiamento: se anche uno dei nodi nei quali è salvata la catena venisse danneggiato, gli altri seguiterebbero a funzionare tenendo stabile la catena, senza alcuna perdita di dati.
  • Velocità. Non richiede un’entità centrale che ne verifichi la congruità e validità, questa avviene per consenso del network, ed essendo una soluzione completamente digitale elimina tempi di esecuzione, controlli, carta, back-office e rischi operativi.
  • Abbattimento dei costi. Sia per la Compagnia, sia per i clienti. I contratti intelligenti dovrebbero ridurre i costi di gestione dei sinistri, il rischio di sinistri fraudolenti e i costi amministrativi per l’assicuratore. E di conseguenza si ridurranno i prezzi delle polizze.
  • E’ green.  Oggi le imprese sono sempre più consapevoli del loro impatto sull’ambiente. Gli Smart Contract sono totalmente paper-less e riducono consistentemente il consumo di carta che oggi nel mondo assicurativo è enorme, costoso in termini aziendali e ambientali.
  • Archiviazione e backup. Lo Smart Contract registra i dettagli essenziali di ogni transazione. Pertanto, ogni volta che i dati vengono utilizzati in un contratto, vengono memorizzati in modo permanente per i record futuri. In caso di perdita di dati, questi attributi sono facilmente recuperabili.
  • Fiducia.  Come già detto in precedenza, i contratti intelligenti generano fiducia assoluta nella loro esecuzione, quel trust alla base del rapporto ‘compagnia-cliente’. La natura trasparente, autonoma e sicura dell’accordo elimina ogni possibilità di manipolazione, distorsione o errore. Una volta concluso, il contratto viene eseguito automaticamente dalla rete.

(Articolo aggiornato a gennaio 2024)

Articolo originariamente pubblicato il 24 Gen 2024

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Donatella Cambosu
Donatella Cambosu

Scrive di tecnologie, startup e innovazione da diversi anni. È condirettore della testata Startupbusiness e direttore di University2Business, piattaforma del Gruppo Digital360 orientata al mondo degli studenti universitari. Collabora anche con EconomyUp e InsuranceUp.

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