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Glauco Ciprari, Head of Innovation Consultancy AlmavivA: “Stablecoin e euro digitale, il futuro della finanza UE”



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AlmavivA e Fabric si sono aggiudicate la gara per la costruzione dell’app dell’euro digitale. Ciprari di AlmavivA fa il punto sull’integrazione con le stablecoin, “porta di ingresso per la nuova economia”, e sulla necessaria complementarietà tra “moneta pubblica” e “moneta privata”

Pubblicato il 2 feb 2026



stablecoin

Il mercato finanziario sta vivendo una fase di profonda mutazione, segnata dal passaggio definitivo da una dimensione sperimentale a un’architettura industriale solida e regolamentata. In occasione del convegno Blockchain & Web3 Outlook 2025-26, organizzato il 22 gennaio 2026 dall’Osservatorio Blockchain & Web3 presso gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, Glauco Ciprari, Head of Innovation Consultancy & Digital Compliance di AlmavivA, ha approfondito le dinamiche che stanno portando gli operatori tradizionali a integrare le nuove tecnologie decentralizzate.

AlmavivA è un gruppo italiano ICT che accompagna imprese e Pubblica amministrazione nella trasformazione digitale con un approccio end-to-end.
Sviluppa piattaforme e soluzioni (cloud, data & AI, cybersecurity) e integra tecnologie per modernizzare processi e sistemi in settori chiave. Ha una forte presenza in ambiti come PA, mobilità e logistica, finanza, oltre ad altri comparti strategici.

L’analisi di Ciprari si concentra sulla necessità di superare la vecchia dicotomia tra sistemi bancari e soluzioni alternative, per approdare a un ecosistema collaborativo dove la fiducia istituzionale e l’innovazione tecnologica convergono verso obiettivi comuni.

La fine dell’era alternativa: le banche come motori dell’innovazione

Il panorama attuale non vede più le tecnologie basate su registri distribuiti come una minaccia esterna al sistema creditizio, bensì come uno strumento di evoluzione interna. Glauco Ciprari osserva come il settore abbia raggiunto un punto di maturità fondamentale, affermando che “rispetto al passato, adesso finalmente gli operatori economici e gli operatori finanziari in generale hanno un’opportunità”. Il rischio principale per le istituzioni, oggi, non è più l’incertezza tecnologica, ma l’eventualità di rimanere esclusi dai processi di trasformazione già avviati dai principali player del mercato.

Questo cambiamento è sostenuto da un quadro normativo che ha finalmente rimosso le barriere dell’ambiguità. Secondo Ciprari, la presenza di “una regolamentazione che finalmente è chiara, definisce i ruoli, tutela gli utenti finali” permette di guardare alla creazione di nuovi strumenti finanziari con una prospettiva di lungo periodo. In questo contesto, le stablecoin non rappresentano un fenomeno isolato, ma costituiscono la base tecnica su cui poggiano infrastrutture molto più complesse.

Le stablecoin come fondamenta della nuova economia digitale

Nella visione di AlmavivA, la rilevanza delle stablecoin va ben oltre la loro funzione di riserva di valore digitale. Esse sono considerate gli elementi primari per la costruzione di servizi evoluti. Ciprari sottolinea infatti che “le stablecoin sono il punto di ingresso, l’oggetto, il building block che ci consente di entrare all’interno di un mondo nuovo”. Questo nuovo universo comprende non solo sistemi di pagamento innovativi, ma anche infrastrutture dedicate al settlement e l’intero dominio della Token Economy.

L’adozione di tali strumenti comporta tuttavia una gestione consapevole dei rischi. Gli operatori finanziari devono confrontarsi con la necessità di acquisire nuove competenze tecnologiche e di aggiornare i propri modelli di compliance. È fondamentale che l’ecosistema e i modelli operativi siano adeguati a gestire asset digitali in modo sicuro, garantendo al contempo l’efficienza dei processi. Il passaggio cruciale è l’innesto della fiducia tradizionale in un ambiente che originariamente era nato per farne a meno.

Il ritorno della fiducia istituzionale nel mondo digitale

Uno degli aspetti più interessanti dell’intervento riguarda il superamento dei modelli totalmente deregolamentati della finanza decentralizzata. Ciprari evidenzia come, in passato, la DeFi operasse in un universo definito come “trustless”, ovvero privo di un punto centrale di sicurezza. Tuttavia, la fase attuale segna un’inversione di tendenza: “oggi abbiamo gli operatori finanziari che possono svolgere proprio quel ruolo di fiducia che hanno svolto storicamente anche per questi nuovi prodotti e servizi”.

Questo ruolo di garante è considerato il motore indispensabile per far sì che l’adozione di queste tecnologie non resti confinata a una nicchia di esperti, ma diventi un fenomeno di massa capace di raggiungere la totalità degli utenti finali. La transizione richiede un’orchestrazione corretta tra tutti gli attori coinvolti, che oggi dispongono finalmente degli strumenti necessari per collaborare in modo sinergico sul mercato.

Il principio di complementarità: Euro Digitale e moneta privata

Un tema centrale nel dibattito sul futuro dei pagamenti in Europa è il rapporto tra le valute digitali emesse dalle banche centrali (CBDC) e le soluzioni emesse da privati. Per Glauco Ciprari, la parola chiave per descrivere questa relazione è “complementarità”. Non si tratta di una competizione per la sostituzione, ma di una coesistenza funzionale tra diverse forme di moneta che rispondono a esigenze differenti.

L‘Euro Digitale viene definito come una “moneta pubblica”. La sua caratteristica distintiva risiede nel suo status giuridico: “sarà una moneta avente corso legale, quindi dovrà essere accettata ovunque, per qualsiasi tipo di pagamento e da chiunque”. Sotto questo profilo, l’Euro Digitale si configura come l’equivalente digitale del contante, garantendo universalità e inclusione.

Dall’altro lato troviamo la moneta definita “privata”, ovvero le stablecoin e gli E-Money Token (EMT), che offrono funzionalità aggiuntive non coperte dalla moneta pubblica. Questi strumenti permettono di implementare logiche di programmabilità e di creare ecosistemi satellitari ad alto tasso di innovazione.

La dinamica dei Luna Park e l’interoperabilità dei sistemi

Per illustrare il funzionamento di questo sistema duale, Ciprari ricorre a una metafora legata ai parchi di divertimento. In questa visione, “ogni Luna Park ha il suo token, la sua stablecoin per accedere a dei servizi, a delle giostre”. Ogni ecosistema privato può quindi avere la propria moneta dedicata per funzioni specifiche e interne. Tuttavia, emerge la necessità di un elemento di raccordo: “per andare da un Luna Park all’altro avrò bisogno di una moneta che tutti accettano”.

L’Euro Digitale svolge esattamente questo ruolo di connettore universale. Questa struttura garantisce che, pur essendoci spazio per l’innovazione privata tramite le stablecoin, esista sempre un’infrastruttura pubblica sottostante che garantisce la fluidità degli scambi tra i diversi comparti dell’economia digitale.

L’eccellenza tecnologica italiana nell’architettura europea

L’Italia ricopre un ruolo di primo piano nello sviluppo di queste infrastrutture. Glauco Ciprari ricorda che la competenza nazionale in materia di blockchain e pagamenti digitali è stata costruita con costanza a partire dal 2018. Un risultato tangibile di questo primato è il coinvolgimento diretto di aziende italiane nella realizzazione delle interfacce per i cittadini: AlmavivA e Fabric si sono infatti aggiudicate la gara per la costruzione dell’app dell’Euro Digitale.

Oltre all’interfaccia utente, il contributo italiano si estende ai modelli infrastrutturali di base. Ciprari cita il lavoro svolto dalla Banca d’Italia con il sistema TIPS Hashlink, che ha già permesso di realizzare importanti casi d’uso come quello del Digital Bond. Questi progetti dimostrano come la tecnologia non sia più solo una teoria, ma una realtà operativa capace di trasformare segmenti complessi del mercato finanziario.

Verso un mercato globale delle stablecoin regolate

La costruzione di un ecosistema europeo solido ha l’obiettivo di attrarre investitori su scala globale. La combinazione tra innovazione tecnologica e protezione normativa sta portando a un modello in cui le stablecoin europee potrebbero essere preferite rispetto ad altre soluzioni internazionali. Ciprari identifica diversi fattori di attrattività:

  • Il supporto delle Banche Centrali e l’integrazione con le CBDC.
  • La protezione garantita dal regolamento MiCAR per la tutela degli investitori.
  • La presenza di operatori finanziari che agiscono come elementi di fiducia.

Progetti come Pontes, che mira a costruire una DLT europea tra le Banche Centrali, lavoreranno in modo interoperabile con le piattaforme di mercato che emettono stablecoin ancorate all’Euro. Questo sforzo collettivo sta trasformando la tecnologia blockchain in qualcosa di quotidiano e accessibile. Anche per chi ha seguito il settore sin dalle sue origini pionieristiche, il dato di realtà è che questa tecnologia “sta diventando sempre più una commodity”, segnando il passaggio definitivo verso un’era in cui la sicurezza e la regolamentazione sono i presupposti fondamentali per l’investimento globale.

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