THREE-COMMA CLUB

Se una startup mette insieme imprenditorialità e scienza, non ha difficoltà a trovare i soldi

La questione non sono mai i capitali. La mia esperienza dice che se ci si presenta agli investitori con un corretto rapporto rischio-rendimento, ne arrivano più quanto richiesto. Il ruolo del CEO e dei talenti. Che non sempre possono essere “attratti” in Italia. COn l’EMA a Milano la situazione potrebbe cambiare

Pubblicato il 04 Ott 2017

Se una startup mette insieme imprenditorialità e scienza, non ha difficoltà a trovare i soldi

La conclusione della seconda campagna di fund raising di Genenta mi porta molte riflessioni. Qui alcuni spunti.

  1. Come ho più volte sostenuto da queste colonne digitali,

    se una startup è in grado di mettere insieme imprenditorialità e scienza, la finanza segue.

    Ovvero, la questione non sono mai i capitali.

  2. In un periodo di tassi a zero o negativi, con abbondate liquidità,

    se una startup si presenta ad investitori un’iniziativa con il corretto rapporto rischio-rendimento, arrivano più capitali di quelli richiesti.

Sul punto uno, faccio notare che storie di successo italiane come Okairos, poi venduta a GSK per 250M€, EOS, poi venduta a Clovis per 450M$, o Advance Accelerator Applications, ora quotata al Nasdaq e da poco oltre i 2,8B$ di capitalizzazione (questo blog è sempre intitolato Three-Comma Club!), non hanno mai avuto problemi di raccolta. Ottimi imprenditori, grande scienza. Genenta, ad oggi, ha chiuso due round sempre con domanda maggiore dell’offerta, oversubscribed.

Sul secondo punto, spingo tutte le imprese a cogliere la finestra di opportunità, sia per nuovi round che per IPO. È un momento storico eccezionale. Se i BOT rendessero il 6-8%, sarebbe tutta un’altra storia.

  1. Il ruolo del CEO/imprenditore in una start up, in sintesi: “Put talents together, keep talents together”.

    Ebbene, dopo anni di VC e di impresa, penso che il CEO ideale di una start up innovativa sia colui che è in grado di A) mettere insieme talenti B) di tenere insieme i talenti. Ciò allineando interessi e trasferendo la visione aziendale. Spesso dovendolo agire come se si fosse in una mini multinazionale. Insomma, il talento del CEO/imprenditore è nel talento degli altri.

Da ultimo, sul punto 3: nel caso di Genenta i talenti li abbiamo trovati non solo in Italia ma anche, e per figure apicali, all’estero. Ma non li abbiamo attratti, ovvero sono rimasti dove li abbiamo trovati. Il nostro Chief Medical Officer è basato a New York City, dove abbiamo aperto un ufficio, il nostro responsabile della Transaltional Medicine è in UK. Il problema dell’attrazione dei talenti in un hub non ancora così grande come Milano è un tema da approfondire e su cui, ad esempio, il trasferimento dell’EMA (l’agenzia EU per il farmaco) potrebbe dare un’altra prospettiva #EMA2Milano.

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Pierluigi Paracchi

Pierluigi Paracchi

Pierluigi Paracchi è cofondatore di Genenta Science, startup che sviluppa terapie geniche antitumorali. È stato fondatore e CEO di Quantica SGR, fondo VC che ha investito nella biotech EOS, poi acquisita dall’americana Clovis Oncology per 420m$
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