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THREE-COMMA CLUB

La Cina è biotech e ora guarda all’Europa per comprare bene

di Pierluigi Paracchi

09 Nov 2018

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La Cina sta al biotech come l’Africa alle tlc. Arrivando per ultimi si saltano interi passaggi: è già proiettata sulle frontiere più avanzate delle biotecnologie. Gli Stati Uniti rischiano di perdere la leadership e l’Europa di diventare terreno di caccia per gli investitori orientali attirati da qualità e prezzi bassi

Appena rientrato da BIIS US-China Biopharma Innovation & Investment Summit di Shanghai  ottimamente organizzato da @JohnCendpnts e @AKAarslan, sono a rapporto per il mio blog, Three-Comma Club. Tema: la Cina e il biotech

Cominciamo con le curiosità:

  1. Shanghai in ottobre, solo in ottobre, vanta un clima invidiabile.
  2. Controllato l’inquinamento sul puntuale Air Quality Index di Shanghai, ho potuto organizzare le mie corsette senza trattenere il fiato o dietro mascherine dall’improbabile utilità. Insomma, Shanghai non è Beijin e in questo periodo c’è meno puzza che in Val Padana. Ottimo per correre il lungo fiume Huangpu, lato opposto al The Bund, sotto i grattacieli.
  3. Si, i tassisti non prendono carta di credito (accettano WeChat) e non hanno alcun rudimento di inglese. Per intenderci, Four Seasons, Sheraton o Hilton sono parole per loro incompressibili. Per fortuna la app Booking ha una funzione che permette di proiettare a tutto schermo indirizzo in cinese.
  4. Per un occidentale leggere il China Daily, il primo quotidiano cinese in lingua inglese offerto ovunque, è disarmante. Sembra uno strumento di marketing.
  5. In Cina si mangia definitivamente cinese, de gustibus non disputandum est. Se piace piace, ma se non piace…

Il BIIS è capitato in un memento geopolitico, e non solo, molto inteso:

  1. la guerra commerciale tra US e China; i cinesi sono seriamente preoccupati.
  2. L’inaugurazione del più lungo ponte del mondo tra Hong Kong, Macao e Zhuhai: la Bay Area che ruberà la scena a quella di San Francisco???
  • La decisione della borsa di Hong Kong di aprire alle società biotech pre-ricavi, quindi alle start-up: il NASDAQ suda freddo!!

Ma andiamo al biotech. Per osare un paragone molto azzardato, la Cina sta al biotech come l’Africa alle TLC. Ovvero, arrivando per ultimi si saltano interi passaggi evolutivi della tecnologia. Come in Africa si è passati dal problema di trovare un telefono ai cellulari, così la Cina si è proiettata subito sulla frontiera di Cell e Gene Therapy e soprattutto del Gene Editing. Con una differenza non da poco conto, la Cina è l’economia più potente e ricca del mondo.

Insomma, la tecnologia di editing genetico Crisp  è stata scoperta tra la vecchia Europa e il Giappone ma è andata per la prima volta in clinica, su un paziente, proprio in Cina.

Non tanto l’Europa (purtroppo), ma gli Stati Uniti rischiano di perdere la leadership su “the next big thing”.  Gli USA rischiano anche perché 1/3 di tutti gli studenti stranieri che accolgono sono cinesi e questi sono classe dirigente altamente formata quando rientrano in patria. E rientrano.

Il più importate take home massage è il seguente: gli investitori cinesi hanno ben presente che le quotazioni delle biotech made in USA sono molto alte e hanno visto che cosa è successo alle prime IPO ad Hong Kong, troppo care. E, soprattutto, hanno compreso che la qualità della scienza europea è molto alta con valutazioni nettamente inferiori ai due poli estremi, ovest ed est del mondo. Ecco il loro arbitraggio: guardano all’Europa per comprare bene. Imprenditori biotech avvisati.

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Pierluigi Paracchi

Pierluigi Paracchi è cofondatore di Genenta Science, startup che sviluppa terapie geniche antitumorali. È stato fondatore e CEO di Quantica SGR, fondo VC che ha investito nella biotech EOS, poi…

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