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Intelligenza artificiale: che cosa insegna la storia di Sophia, robot che ha ottenuto la cittadinanza saudita

di Cristina Pozzi

06 Nov 2017

L’Arabia Saudita è stato il primo Paese al mondo ad elevare un automa al rango di cittadino. Un gesto che ha suscitato anche polemiche, ma che comunque invita a riflettere su doveri e diritti di queste “creature” destinate a confondersi sempre più con la specie umana

La notizia

L’Arabia Saudita è il primo paese al mondo ad aver dato la cittadinanza a un robot.

Stiamo parlando di Sophia che qualche giorno fa al Future Investment Initiative ha dichiarato “Sono davvero onorata e orgogliosa per questo riconoscimento […] essere il primo robot al mondo ad avere la cittadinanza è un fatto storico” e ha spiegato quali sono le sue aspettative per i robot in futuro.

Molti hanno reagito indignati considerato il fatto che, proprio in Arabia Saudita, le donne si trovano così ad avere meno diritti di un robot che, ironicamente, porta un nome femminile.

Perchè è importante

La provocazione saudita, al di là delle (giuste) polemiche sui diritti degli esseri umani, ha il pregio di portare l’attenzione su un tema che dovrebbe essere dibattuto di più nel nostro tempo.

Stiamo infatti assistendo alla nascita di vere e proprie nuove creature, create da noi, che ci pongono una serie di interrogativi centrali.
A inizio 2017 il Parlamento Europeo aveva già sottolineato l’importanza di iniziare a lavorarci, invitando i legislatori a creare un framework legislativo che regoli responabilità e diritti dei robot, riconoscendo loro una personalità giuridica ad hoc simile a quella riconsciuta alle aziende: Electronic Personhood. 

E in effetti dobbiamo decisamente iniziare a porci il problema.

Man mano che robot dotati di intelligenza artificiale diventeranno sempre più confondibili con i membri della nostra specie, come faremo a interagire con loro? Cosa ci distinguerà da loro? Con quali regole dovremmo gestire questa vera e propria rivoluzione? Quali doveri e responsabilità si dovrebbero applicare a queste creature? Avranno diritti? Ma la domanda centrale che dobbiamo porci prima di rispondere a tutte le altre è: cosa significa essere umani?

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Cristina Pozzi

Co-founder e Amministratore Delegato di Impactscool. Speaker, Advisor e Angel Investor. In passato è stata co-fondatore e Direttore Generale di Wish Days

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