Cloud 2020, comincia la nuova era della sovranità sui dati | Economyup

L'ANALISI

Cloud 2020, comincia la nuova era della sovranità sui dati



Dopo il rallentamento degli investimenti nel 2019, per il cloud il 2020 sarà un punto di svolta. Cresce infatti la sensibilità delle aziende sul valore strategico dei dati, in uno scenario dove le normative e l’opinione pubblica richiedono maggiore attenzione. Cresce così la volontà di controllo.

di Dionigi Faccenda

19 Feb 2020


Cloud 2020, siamo all’inizio di una nuova era. Partito come una piccola rivoluzione, il cloud si è evoluto negli ultimi anni in un attore strategico fondamentale per lo sviluppo non solo del business ma anche di interi paesi e della nostra società in generale. Dal lancio dei primi player alla nascita della prima piattaforma cloud open source, gli ultimi decenni sono stati caratterizzati da incredibili innovazioni che hanno trasformato radicalmente l’uso dell’IT, da e per le imprese.

Con i dati al centro, il cloud è il nuovo “oro nero” senza il quale nulla sarebbe possibile. Questo primo scorcio del 2020 segna l’inizio di una nuova era; un’epoca in cui le aziende intendono rivestire un ruolo più decisivo nell’offerta cloud che è alla loro portata, influenzando anche i modelli di business, al fine di utilizzarne i dati al meglio.

Cloud 2020,  le sfide per le aziende

L’interesse verso il cloud ibrido è cresciuto notevolmente nel 2019. Le aziende si trovano ad affrontare un numero crescente di sfide e, per poterle affrontare, molte di esse hanno utilizzato questa tecnologia. Tuttavia, l’adozione di un cloud ibrido non risolve tutti i problemi.

I costi dell’uso intensivo del cloud pubblico sono significativi e la necessità di controllo dei dati e della loro sicurezza è più che mai critica. In questo contesto stiamo assistendo a un aumento delle aziende che si allontanano da un’offerta esclusiva di cloud pubblico per rimpatriare parte dei loro dati nel cloud privato.

I servizi di hosting di private cloud saranno sempre più adottati dalle aziende, che potranno così beneficiare del meglio di entrambi i mondi: un maggiore controllo dei costi e un livello di sicurezza più elevato, il tutto con l’elasticità e la scalabilità del cloud.

Il futuro del multi-cloud

Già adottato da diversi anni, il futuro del multi-cloud ha una prospetta decisamente brillante. Questa tendenza indica una reale maturità da parte delle aziende, quando si tratta di scegliere la giusta offerta di cloud e la corretta strategia.

È vero che la promessa del multi-cloud è allettante: selezionare le migliori soluzioni di tutta l’offerta cloud disponibile per comporre un unico e uniforme ambiente applicativo, di cui tutti i componenti sono interdipendenti. Un’azienda può scegliere di far ospitare il proprio database da un primo fornitore, optando per un secondo player per il proprio calcolo, oltre a memorizzare i propri dati in un terzo luogo, e orchestrare il tutto in un’architettura multi-cloud.

Poiché le applicazioni sono sempre meno monolitiche – i loro componenti comunicano in modo sempre più standardizzato – è sicuro scommettere che il multi-cloud avrà ancora un brillante futuro davanti a sé

Cloud, l’importanza del rapporto con le startup

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Hybrid cloud

In uno scenario dove l’innovazione e la competitività tecnologica sono fondamentali il ruolo delle startup si sta rilevando sempre più strategico per lo sviluppo di nuove soluzioni e per l’incontro tra player del settore e aziende. Con questo obiettivo è nata la community multi-cloud, evoluzione naturale del French Tech Hub lanciato nel 2016, con le finalità di aggregare, sviluppare, promuovere e coordinare l’ecosistema delle aziende della French Tech sia a livello locale che internazionale, in stretta sinergia con le realtà e le iniziative italiane.

Attraverso le sue iniziative, la French Tech Milan si pone l’obiettivo di federare i membri dell’ecosistema digitale in Italia e Francia, creando connessioni e opportunità fra aziende tradizionalmente separate, ma accomunate dal loro impegno su digital transformation e internazionalizzazione, quale leva di crescita e di competitività.

Ad oggi, le attività di French Tech Milan hanno permesso di effettuare una mappatura delle aziende French Tech presenti in Italia, di cui al 99% a Milano, che si conferma da diversi anni la capitale italiana dell’innovazione. Parliamo di oltre 80 realtà, con profili eterogenei sia per dimensione che per presenza sul mercato, con attività che vanno dal digital marketing all’ecommerce, dal cloud all’IOT, dai servizi IT alle telco, dalla fintech al retail tech, fino alla sharing economy.

Cloud 2020, le tendenze all’inizio del nuovo decennio

Mentre il 2019 ha visto un calo dei budget destinati al cloud, il 2020 dovrebbe vedere una ripresa degli investimenti, sia nel cloud pubblico che in quello privato. Le aziende hanno sviluppato una conoscenza più approfondita delle infrastrutture cloud.

Pertanto, dovremmo assistere a un aumento delle spese relative alle funzioni di automazione nel cloud pubblico, così da controllare meglio il traffico e adattare i costi ai consumi e alle esigenze reali. Inizialmente considerate come soluzioni secondarie, le funzioni di automazione sono state amplificate grazie all’emergere della containerizzazione, che offre una portabilità più semplice e veloce. Sul lato del cloud privato gli investimenti associati alle funzioni di monitoraggio dei dati e di osservabilità saranno rafforzati, consentendo una comprensione più dettagliata dell’attività dell’infrastruttura.

Inoltre, con l’attuazione delle normative sulla gestione dei dati e la crescente importanza della questione nell’opinione pubblica, le imprese sono diventate consapevoli della natura strategica della sovranità sui dati per la loro attività. La questione del quadro giuridico per i dati va oltre la portata dei soli fornitori di cloud e riguarda anche le aziende che beneficiano di soluzioni cloud.

A riprova di ciò, alla fine del 2019, sono emerse iniziative nazionali ed europee per l’implementazione di un cloud europeo, come ad esempio il progetto Gaia-X in Germania. Non sarebbe quindi sorprendente se, a partire dal 2020, gli attori privati e, più marcatamente, gli attori pubblici, scegliessero maggiormente gli host europei rispetto a quelli americani o cinesi. Dovremmo osservare lo sviluppo di nuovi progetti collaborativi che permettano la costruzione di alternative locali, rese possibili dalla consapevolezza collettiva degli attori europei della loro capacità di fornire un’offerta cloud rilevante.

Dionigi Faccenda

ICT Professional con comprovata esperienza in aziende telco e hitech, attualmente è Sales & Marketing Manager presso OVH, il terzo più grande fornitore di cloud computing al mondo.