L’integrazione delle tecnologie emergenti all’interno di una struttura bancaria richiede un equilibrio delicato tra la spinta verso l’efficienza e il rispetto di un quadro normativo rigoroso. Per una realtà complessa come quella del credito cooperativo, il binomio tra AI e innovazione non si limita all’acquisizione di nuovi strumenti software, ma si traduce in un percorso di profonda revisione organizzativa che coinvolge ogni livello della gerarchia aziendale. Come evidenziato da Luca Servalli, Responsabile AI Strategy & Process Innovation di Gruppo BCC Iccrea, intervenuto al convegno «Artificial Intelligence: adozione, trasformazione, equilibrio» organizzato dall’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, la capacità di generare valore reale dipende dalla solidità della visione strategica e dalla consapevolezza di chi guida l’istituto.
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La consapevolezza del vertice come motore del cambiamento tecnologico
Il punto di partenza della trasformazione intrapresa dal Gruppo BCC Iccrea risiede nel coinvolgimento diretto della leadership. Il programma di accelerazione, avviato circa un anno e mezzo fa, è stato strutturato sotto la guida del Direttore Generale, un segnale inequivocabile della rilevanza attribuita al tema dell’intelligenza artificiale. Servalli identifica questo elemento come il pilastro fondamentale per il successo di qualsiasi iniziativa legata ad AI e innovazione, poiché senza un forte committment ai piani alti, i progetti rischiano di rimanere isolati o privi delle risorse necessarie per impattare sul business.
Secondo il manager, la sensibilità del management verso le potenzialità della tecnologia definisce la velocità e l’efficacia della messa a terra delle soluzioni. “Se c’è forte consapevolezza di quello che può fare l’intelligenza artificiale all’interno dell’azienda, per me è un fattore molto importante”. Questa visione permette di superare le barriere burocratiche e operative tipiche di un gruppo bancario, trasformando l’innovazione da una necessità tecnica a un obiettivo strategico condiviso.
La gestione dell’eterogeneità in un sistema di 112 banche
Una delle sfide più significative affrontate dal Gruppo riguarda la sua stessa natura strutturale. BCC Iccrea non è un’entità monolitica, ma un ecosistema composto attualmente da 112 banche, numerose società di prodotto e una capogruppo. Ogni componente del gruppo mantiene una propria autonomia, il che rende l’adozione di standard comuni un processo estremamente complesso. In tale scenario, l’approccio scelto per promuovere AI e innovazione si è focalizzato sulla creazione di modelli di governance e di controllo che possano essere declinati con successo in realtà così diverse tra loro.
L’esperienza maturata sul campo ha dimostrato che la disponibilità tecnologica, da sola, non garantisce il progresso. Servalli mette in guardia contro l’illusione che la tecnologia sia autosufficiente: “Si può avere tutta la tecnologia al mondo di intelligenza artificiale anche gratis, ma poi comunque qualcuno non la usa, cioè nessuno la utilizzerà o pochi la utilizzeranno”. Per evitare questo rischio, il Gruppo ha investito massicciamente nella trasformazione culturale, cercando di spiegare in modo concreto come l’intelligenza artificiale possa migliorare l’attività quotidiana dei dipendenti e la loro interazione con gli strumenti di lavoro.
Un percorso evolutivo: dalla formazione all’adozione pratica
Il piano d’azione del Gruppo si è sviluppato attraverso tappe cronologiche ben definite, mirate a preparare il terreno per un utilizzo consapevole delle nuove tecnologie. Durante il primo anno del programma, lo sforzo principale è stato indirizzato verso la creazione di consapevolezza e la formazione teorica della forza lavoro. Questo investimento iniziale è stato considerato indispensabile per costruire le basi di un’identità aziendale pronta ad accogliere l’innovazione.
L’anno in corso segna invece il passaggio verso una fase operativa, in cui la formazione si sposta sull’adozione degli strumenti concreti. L’obiettivo è trasformare le nozioni apprese in competenze pratiche, permettendo ai collaboratori di integrare l’intelligenza artificiale nei propri flussi operativi. Questo passaggio richiede lo sviluppo di modelli di adoption specifici, capaci di monitorare l’utilizzo effettivo delle soluzioni e di supportare gli utenti nel superamento di eventuali difficoltà tecniche o resistenze al cambiamento.
La filosofia dello smart follower e le partnership strategiche
Nel definire il proprio posizionamento competitivo nell’ambito di AI e innovazione, Gruppo BCC Iccrea ha scelto di adottare il modello dello smart follower. Invece di tentare di essere un pioniere assoluto, rischiando dispersioni di risorse in territori inesplorati, l’azienda ha preferito lasciarsi influenzare dalle migliori esperienze presenti sul mercato. Questo approccio si basa sull’osservazione attenta di ciò che altre banche hanno già sperimentato, analizzando sia i successi sia i fallimenti per accelerare la propria curva di apprendimento.
Per alimentare questo flusso di conoscenza, il Gruppo ha attivato collaborazioni stabili con università e società di consulenza strategica. La condivisione di esperienze con partner esterni e il confronto costante con i propri pari nel settore bancario rappresentano strumenti vitali per navigare in un ambito tecnologico che evolve con estrema rapidità. L’innovazione, in questa prospettiva, non nasce solo dall’interno, ma viene nutrita dal dialogo continuo con l’intero ecosistema finanziario e accademico.
Selezione dei progetti e creazione di valore per il business
La scelta dei casi d’uso da sviluppare rappresenta uno dei momenti più critici della strategia. Con una moltitudine di idee potenzialmente valide ma spesso onerose, il Gruppo ha dovuto identificare criteri di selezione rigorosi. La visione strategica ha posto al centro la relazione con i clienti e la capacità dei progetti di generare valore tangibile per il business. Piuttosto che concentrarsi su progetti monumentali e teorici, la priorità è stata data a iniziative concrete, capaci di tradursi rapidamente in utilità per gli utenti finali.
Un esempio rilevante di questa mentalità è lo sviluppo di un agente intelligente dedicato alla gestione della normativa bancaria. Si tratta di un ambito particolarmente delicato, data l’imponente mole di regolamentazioni che gravano sul settore. Invece di limitare l’esperimento a un perimetro ristretto, il team di BCC Iccrea ha deciso di osare: “Abbiamo buttato il cuore oltre l’ostacolo dicendo: ‘Lo facciamo per tutte le normative'”. Questa sfida ha comportato l’elaborazione di circa 300 fonti normative, dimostrando come la determinazione possa superare gli ostacoli tecnici iniziali.
La centralità della qualità del dato e il rigore nel testing
Il successo dell’agente normativo, e più in generale di ogni applicazione basata su AI e innovazione, dipende in modo critico dalla materia prima utilizzata: il dato. Servalli sottolinea che la qualità dei documenti di partenza è un dettaglio tutt’altro che irrilevante. Se i testi normativi non sono scritti correttamente o se i dati presentano errori, l’intero sistema di intelligenza artificiale ne risulta compromesso. “Se i documenti non sono scritti bene… è inutile iniziare proprio a parlare” afferma il manager, ribadendo che la pulizia e la correttezza informativa sono prerequisiti non negoziabili.
Un altro aspetto fondamentale riguarda la distribuzione del tempo e delle risorse durante il ciclo di vita di un progetto. Sorprendentemente, la fase di sviluppo tecnico è considerata da Servalli come la più semplice. Il vero collo di bottiglia risiede invece nella fase di test, che ha richiesto la maggior parte del tempo nel percorso del Gruppo. Questa enfasi sul controllo è dettata dalla natura stessa dell’intelligenza artificiale, che introduce nuovi profili di rischio nel momento del rilascio in produzione.
Mitigare il rischio attraverso i KPI e il monitoraggio costante
L’approccio di BCC Iccrea alla gestione del rischio legato all’intelligenza artificiale è improntato alla massima prudenza. Secondo Servalli, non è possibile procedere con leggerezza: “Io oggi non ho visto progetti dove si può dire ‘andiamo in produzione sereni’. Non esiste: tutti i progetti portano una soluzione di rischio”. Per gestire questa incertezza, il Gruppo si è affidato a un sistema rigoroso di monitoraggio basato su indicatori numerici certi.
L’utilizzo di KPI (Key Performance Indicators) precisi permette di decidere il rilascio di un’applicazione basandosi su dati oggettivi piuttosto che su intuizioni soggettive. “Basarci su dei numeri per fare il rilascio è vitale, perché sennò si va a braccio e questo è un bel problema con l’AI”. Questo metodo garantisce che l’innovazione non avvenga a discapito della sicurezza operativa o della conformità normativa, aspetti vitali per mantenere la fiducia dei clienti e delle autorità di vigilanza.L’ultima frontiera del progetto è rappresentata dalla fase di adoption, un passaggio finale altrettanto complesso che richiede la verifica della reale efficacia degli strumenti sul campo. Il passaggio dal “fare” dell’anno precedente al “crederci” dell’anno in corso simboleggia la necessità di infondere passione e determinazione in ogni iniziativa. Solo attraverso un impegno costante e una fiducia profonda nel valore aggiunto della tecnologia, il Gruppo BCC Iccrea mira a consolidare i propri successi nell’ambito di AI e innovazione, rendendo i benefici di questa trasformazione permanenti e misurabili.
















