Questa settimana mi sono imbattuto in una notizia che (usando un eufemismo) mi lasciato perplesso sull’innovazione in Italia: sembrerebbe che, nel disegno di legge sull’intelligenza artificiale che sta proseguendo il suo percorso parlamentare, sia prevista una «patente» per i funzionari pubblici che utilizzano o supervisionano sistemi di AI… una sorta di certificazione di competenza (qui sotto l’articolo pubblicato sul Corriere della Sera del 14 maggio)
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Registri, albi, patenti: è questa la “via italiana all’innovazione”?
Dopo il registro delle startup e l’albo degli innovation manager, ora si parla di una patente per chi usa l’AI nella pubblica amministrazione. Invece che fare, continuiamo a certificare. Mentre continuiamo a investire sulle startup meno di Spagna, Francia e Germania

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