Questa settimana mi sono imbattuto in una notizia che (usando un eufemismo) mi lasciato perplesso sull’innovazione in Italia: sembrerebbe che, nel disegno di legge sull’intelligenza artificiale che sta proseguendo il suo percorso parlamentare, sia prevista una «patente» per i funzionari pubblici che utilizzano o supervisionano sistemi di AI… una sorta di certificazione di competenza (qui sotto l’articolo pubblicato sul Corriere della Sera del 14 maggio)
OPEN WORLD
Registri, albi, patenti: è questa la “via italiana all’innovazione”?
Dopo il registro delle startup e l’albo degli innovation manager, ora si parla di una patente per chi usa l’AI nella pubblica amministrazione. Invece che fare, continuiamo a certificare. Mentre continuiamo a investire sulle startup meno di Spagna, Francia e Germania

Continua a leggere questo articolo
Argomenti
Canali
INNOVATION LEADER
-

Innovation manager nell’era dell’AI: le 6 nuove priorità
30 Lug 2026 -

Elemaster crea un innovation hub per startup deep tech, alla guida Ivo Boniolo (ex e-Novia)
29 Lug 2026 -

Intervista con Valeria de Flaviis (CDP): “L’AI è uno dei migliori alleati per chi fa innovazione. Ecco perché”
15 Lug 2026 -

Paolo Costa (Spindox): “Un agente AI lavora come Superman, ma non basta ammirarlo per creare valore”
10 Lug 2026 -

Matteo Musa (Fitprime): “Con la disciplina da rugbista ho fatto impresa senza spezzarmi”
07 Lug 2026


























