Gnammo: «Mariarita, aggiornati! Sai quanto vale la sharing economy?»

Durante la terza puntata di Shark Tank, Mariarita Costanza giudica la piattaforma di social eating “una grande cavolata”. Ecco la risposta del founder Gianluca Ranno: «Carissima, ti invitiamo a cena per farti conoscere il prodotto e aggiornarti su una realtà che vale 15 miliardi di dollari»

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di Concetta Desando

I founder di Gnammo presentano il loro progetto agli sharkI founder di Gnammo presentano il loro progetto agli shark«Cara Mariarita, ti invitiamo a un evento di social eating. Potrai testare dal vivo Gnammo e, magari, cucinare. E sarà l’occasione giusta per aggiornarti sulla sharing economy: sai quanto vale? Solo per il 2013 si parla di 15 miliardi di dollari, che saranno 250 nel 2025. Ma quale cavolata?».

Così Gianluca Ranno, founder di Gnammo, risponde alla shark Mariarita Costanza, che durante la terza puntata del business talent di Italia 1, così ha definito il progetto della startup: «Mi sembra una grande cavolata».

Gnammo è la prima piattaforma di social eating in Italia. Un portale web per l’organizzazione di eventi culinari casalinghi. Attraverso il sito si può organizzare un pranzo, una cena o un evento gastronomico a casa propria e conoscere nuove persone. I partecipanti pagano una quota e l’ospite cucina per tutti. Alla base del progetto c’è il concetto di socialità e condivisione. Concetto che proprio non convince l’imprenditrice Costanza, che si tira subito indietro senza risparmiare il commento.

E pensare che proprio Gnammo è stata invitata tempo fa alla Camera dei Deputati per parlare di Sharing Economy. «Dai Mariarita, in fondo ti vogliamo bene. Se accetti l’invito a cena di Gnammo sapremo coccolarti e farti cambiare idea” ironizza Ranno, specificando che “I nostri clienti preferiti sono proprio coloro che si avvicinano con scetticismo e poi invece sanno apprezzare il prodotto».

La richiesta del team agli shark è di 300mila euro per 10% delle quote societarie. Si fanno avanti Cannavale e Dettori offrendo 300mila euro prima per il 30% e poi per il 15%, ma gli aspiranti imprenditori rifiutano l’offerta. «Era inaccettabile, non possiamo svenderci» continua Ranno. Che rimane comunque soddisfatto della partecipazione al talent: «Per me è un Portobello 2.0: un programma in cui innovazione e imprese arrivano a casa degli italiani. Poi è chiaro che in tv vincono le storie pop, quelle strappa lacrime e alla Maria De Filippi, ma fa parte del gioco. Va bene così».

 

 

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