Rich Clicks, la startup italiana che ha battuto le big agency inglesi

Fondata a Londra da due italiani, la società di digital marketing ha vinto i RAR Awards, un riconoscimento molto ambito nella digital industry inglese. Dal lavoro per Amadori alla creazione di una nuova startup alla vita nella capitale britannica: ecco il racconto del founder Simone Luciani

Pubblicato il 22 Lug 2015

Rich Clicks, la startup italiana che ha battuto le big agency inglesi

Il team di Rich Clicks

Battere la concorrenza e ottenere un riconoscimento in un mercato molto competitivo nel marketing come quello inglese è già un bel traguardo. Se poi il premio è assegnato dai propri clienti, la soddisfazione è doppia. Rich Clicks, una startup fondata a Londra da due italiani, che si occupa di attività di search e social media marketing ha ottenuto i premi RAR (Recommended Agencies Register) Digital Awards, per aziende fino a 40 dipendenti, nelle categorie Digital Strategy e Effectiveness.

Un riconoscimento molto ambito nel mondo digital anglosassone, in quanto a giudicare l’operato delle agenzie non è una giuria esterna ma gli stessi clienti, chiamati a compilare un questionario di gradimento. Un bell’attestato di affidabilità, al quale ambiscono le 6000 agenzie che fanno parte del circuito RAR. Già lo scorso anno, dopo soli pochi mesi di vita, Rich Clicks aveva ottenuto tre nomination (Search, Display ADV e Social Media) ai RAR Digital Awards, arrivando in finale. Quest’anno, invece, ne ha conquistate 12 (la seconda ad averne ottenute così tante), in Digital Strategy, Effectivenes, Analytics, Creativity/Innovation, Mobile, On budget, On time, Optimisation, Search, Social, Strategic Thinking e Value for money, portando a casa due premi.

Non mi aspettavo quest’anno di ottenere ben due premi – dice il fondatore Simone Luciani, 31 anni, di origini marchigiane -. È una prova che chi fa bene il suo lavoro viene ricompensato ed è chiaramente un esempio della nota meritocrazia anglosassone. Sono orgoglioso del mio team, questa vittoria conferma che siamo una bella squadra e che stiamo percorrendo la strada giusta. Per Rich Clicks significa affermarsi tra le migliori aziende di Digital Marketing in circolazione”. Fondare un’agenzia di digital marketing è sempre stato negli obiettivi di Simone Luciani che, da circa 10 anni, vive a Londra, dove si è specializzato in marketing presso il London College e The Institute of Direct and Digital Marketing, e ha lavorato come freelance per diverse aziende, tra le quali anche Ebay. L’altro fondatore di RichClicks, Simone Passacantilli, 35 anni, marketing manager di origini laziali, era un ex cliente di Luciani quando lavorava per una società che produce videocamere per riprese in movimento. In squadra si sono poi aggiunte Sara Fico e l’italo-inglese Daisy De Rosa.

Per distinguersi dai concorrenti, Rich Clicks punta su rapporto diretto con i clienti, senza intermediari o account manager. “Cerchiamo di distinguerci nel servizio che offriamo – spiega Simone Luciani – utilizzando la formula dei consulenti che vengono dedicati a ogni progetto. Quindi il cliente non deve passare attraverso altre persone, ma ha un filo diretto con il suo consulente. La nostra mission per il futuro è poter avere in squadra consulenti specializzati per ogni industria di riferimento e riuscire a coprire sempre più aree con persone qualificate. Oggi siamo presenti in diversi settori, come turismo, formazione, b2b, e-commerce”.

Rich Clicks è un’agenzia Google Partner e per mantenere la certificazione tutti i membri del team devono superare due esami ogni anno, oltre a rispettare il minimo di spesa totale per AdWords (pari a 10 mila dollari in totale in 90 giorni), alcune best practice definite da Google e avere un profilo aziendale adeguato a canoni prestabiliti. “Sono condizioni rigide – commenta Simone Luciani – ma questa è una garanzia anche per noi”. Il portfolio clienti di Rich Clicks è già ben nutrito e tra le aziende per le quali ha gestito attività di SEO, SEM, Google AdWords, campagne di Remarketing, Facebook e Linkedin advertising ci sono anche grandi nomi come Expedia, Groupon, Amadori, Replay, Sorgenia, Angelo Po, Brema, Genia Lloyd, Lanieri.

“Uno dei brand più importanti con i quali abbiamo lavorato – dice Luciani – è Amadori che ha da poco lanciato il suo nuovo sito web. Collaboriamo con tante realtà inglesi, italiane e di altri Paesi, per questo abbiamo anche scelto persone madrelingua inglese”. Da circa un anno, Rich Clicks ha anche fondato con altri soci una startup italiana, Shangri-La Farm, con sede a Milano, un’agenzia specializzata sulle attività web con la quale coopera per alcuni progetti. “Abbiamo fatto tutto con nostri fondi – dice Luciani – senza ricorso a banche o venture capitalist. Per questi due anni abbiamo raggiunto gli obiettivi target e speriamo di continuare con le nostre forze”.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

guest

0 Commenti
Più recenti Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

L’intelligenza artificiale per l’innovazione

Tutti
AI e startup
AI & Innovazione
Ispirazione
Che cos'è InnoverAI
Leggi l'articolo Cosa sono le “20x Companies”: team minuscoli che competono con gli operatori storici grazie all’AI
lean startup: l'evoluzione
Cosa sono le “20x Companies”: team minuscoli che competono con gli operatori storici grazie all’AI
Leggi l'articolo L’era dell’AI e della “Shadow Competence”: perché il 239% di produttività in più sta restando fuori dalla tua azienda
AI TRANSFORMATION
L’era dell’AI e della “Shadow Competence”: perché il 239% di produttività in più sta restando fuori dalla tua azienda
Leggi l'articolo Costruire da soli una startup con l’AI in 7 mosse (come ha fatto a San Francisco Vittorio Viarengo)
OPEN WORLD
Costruire da soli una startup con l’AI in 7 mosse (come ha fatto a San Francisco Vittorio Viarengo)
Leggi l'articolo Harsh Wardhan, Innovation Manager Google: “Così cambiano open innovation e design thinking nell’era della Gen-AI”
ai transformation
Harsh Wardhan, Innovation Manager Google: “Così cambiano open innovation e design thinking nell’era della Gen-AI”
Leggi l'articolo InnoverAI, l’intelligenza artificiale per l’innovazione: un cambio di paradigma da affrontare insieme
NEXTWORK360-Economyup
InnoverAI, l’intelligenza artificiale per l’innovazione: un cambio di paradigma da affrontare insieme
Leggi l'articolo Come cambia il design thinking nell’era dell’incertezza e dell’AI generativa
L'OSSERVATORIO
Come cambia il design thinking nell’era dell’incertezza e dell’AI generativa
Leggi l'articolo Cosa sono le “20x Companies”: team minuscoli che competono con gli operatori storici grazie all’AI
lean startup: l'evoluzione
Cosa sono le “20x Companies”: team minuscoli che competono con gli operatori storici grazie all’AI
Leggi l'articolo L’era dell’AI e della “Shadow Competence”: perché il 239% di produttività in più sta restando fuori dalla tua azienda
AI TRANSFORMATION
L’era dell’AI e della “Shadow Competence”: perché il 239% di produttività in più sta restando fuori dalla tua azienda
Leggi l'articolo Costruire da soli una startup con l’AI in 7 mosse (come ha fatto a San Francisco Vittorio Viarengo)
OPEN WORLD
Costruire da soli una startup con l’AI in 7 mosse (come ha fatto a San Francisco Vittorio Viarengo)
Leggi l'articolo Harsh Wardhan, Innovation Manager Google: “Così cambiano open innovation e design thinking nell’era della Gen-AI”
ai transformation
Harsh Wardhan, Innovation Manager Google: “Così cambiano open innovation e design thinking nell’era della Gen-AI”
Leggi l'articolo InnoverAI, l’intelligenza artificiale per l’innovazione: un cambio di paradigma da affrontare insieme
NEXTWORK360-Economyup
InnoverAI, l’intelligenza artificiale per l’innovazione: un cambio di paradigma da affrontare insieme
Leggi l'articolo Come cambia il design thinking nell’era dell’incertezza e dell’AI generativa
L'OSSERVATORIO
Come cambia il design thinking nell’era dell’incertezza e dell’AI generativa

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x