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Perché il biotech vola in Borsa da quando Trump è presidente

Dal risultato elettorale, l’indice dei titoli biotecnologici Usa è salito di oltre il 10%. Hillary lo affossò con un tweet in cui lasciava pensare all’adozione di prezzi controllati per i farmaci. Eppure, il libero mercato in questo comparto è fondamentale perché per innovare i capitali sono fondamentali. Se si toglie prospettiva al ritorno economico scendono gli investimenti. Senza investimenti non si scoprono nuove terapie. E chi ci rimette sono i pazienti

Pubblicato il 18 Nov 2016

Perché il biotech vola in Borsa da quando Trump è presidente

Correva il 21 settembre 2015 quando Hillary Clinton twittò: “Price gouging like this in the specialty drug market is outrageous. Tomorrow I’ll lay out a plan to take it on. H” (Gonfiare in questo modo i prezzi nel mercato dei farmaci customizzati è vergognoso. Domani stenderò un piano per affrontare il problema)

L’anatema si scagliò sul Nasdaq Biotechnology Index, l’indice americano delle società biotech quotate. L’NBI cadde dai 3732 punti del tweet ai 2738 del giorno prima del risultato elettorale americano. Oltre mille punti, il 27%. Miliardi di dollari di capitalizzazione.

Clinton si scagliò contro l’aumento da 13,5 dollari a 750 dollari del Daraprin, farmaco per la cura della toxoplasmosi (infiammazione da parassita), deciso dal produttore. Negli Usa, a differenza dell’Europa, non c’è contrattazione sui prezzi del farmaco tra Stato e casa farmaceutica. È un mercato libero.

Il tweet aveva senso: era rivolto a un farmaco con oltre 62 anni di storia. Non certo un’innovazione. L’effetto però fu catastrofico per l’intera industria. Apparve un attacco rivolto anche alle nuove, nuovissime, terapie, molte ancora in fase di sperimentazione, che sono intrinsecamente costose. Queste, infatti, prevedono investimenti enormi in ricerca, sofisticati processi di produzione, trattamenti personalizzati, ingegneria e editing genetico. Ma è così che si sconfiggerà, per esempio, il cancro.

I 114 caratteri del messaggio della candidata democratica sono bastati per minare il meccanismo virtuoso rischio/rendimento alla base di tutte le industrie della nostra economia. Gli investitori si sono chiesti cosa sarebbe successo ai prezzi delle terapie innovative con una Casa Bianca guidata da Hillary. Prezzi imposti? Wow. E allora tutti giù a vendere azioni. Ma attenzione: limiti ai ritorni non fanno altro che aumentare i rischi; più rischio, meno capitali. E con minori investimenti in innovazione è più difficile trovare nuove terapie. E alla fine ci rimettono i pazienti. Tutto per 114 caratteri. Sic.

Il resto è storia. Dal risultato elettorale, con Trump presidente, l’NBI è salito di oltre il 10%

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