TECNOLOGIA SOLIDALE

Con app e tablet la reception d’hotel diventa più accessibile



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Roberto Vitali, campione del turismo accessibile, racconta il progetto per migliorare l’accoglienza di persone con diverse disabilità negli alberghi. “Abbiamo lavorato con con la matrice dell’Universal Design, proprio come un sito internet progettato per essere accessibile”

Pubblicato il 9 feb 2024

Antonio Palmieri

Fondatore e presidente di Fondazione Pensiero Solido



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HoReCa è il termine commerciale con cui si indica (anche)il settore dell’industria alberghier , infatti, l’acronimo di hotellerie-restaurant-café (o catering).

Dico bene, Roberto Vitali?

“Dici bene, caro Antonio…Soprattutto a me che sono di ritorno da “Hospitality – Il Salone dell’Accoglienza”, la principale manifestazione internazionale del settore, che si è appena tenuta a Riva Del Garda”

Che cosa ci faceva a Hospitality un campione come te del turismo accessibile, che da 30 anni – dopo essere purtroppo diventato paraplegico nel 1976 a causa di un incidente – si è dedicato come imprenditore al turismo accessibile, digitale e analogico?

“Ho collaborato alla realizzazione del progetto di reception accessibile. A Hospitality 2024 c’era un’ampia area dedicata all’ospitalità accessibile che si chiamava “DI OGNUNO”, dal nome del progetto realizzato assieme a Lombardini22, primario studio di architettura attivo in tutta Italia. Devi sapere che l’architetto ha una grande responsabilità sociale nelle soluzioni che disegna, perché è l’ambiente che disabilita”.

Per questo tu insisti sul concetto di Universal Design. Un concetto analogo a quello che riguarda l’accessibilità digitale…

“Lo spazio diventa un fattore abilitante, se progettato con la matrice dell’Universal Design, proprio come un sito internet progettato per essere accessibile. Insieme a Lombardini22 abbiamo dimostrato come la progettazione inclusiva porti a soluzioni di qualità per tutti, con percorsi esperienziali, esempi concreti di progettazione inclusiva e attività formative”.

Che cosa avete fatto, in concreto a Hospitality?

“Abbiamo disegnato l’inclusività attraverso gli spazi della reception, il luogo dove ha inizio ogni esperienza di soggiorno turistico. Applicando le neuroscienze all’architettura abbiamo ricreato l’esperienza del check-in e check-out con tre percorsi esperienziali dedicati alla disabilità sensoriale visiva, fisico-motoria e sensoriale uditiva”

Obiettivo?

“Il nostro obiettivo è trasformare le esigenze del turismo accessibile in progetti realizzabili e gestibili dagli operatori, favorendo lo sviluppo del loro business.”

Perché, come dici tu, se è vero che la disabilità può capitare, le esigenze di accessibilità sono una certezza…

“Le persone con disabilità che hanno bisogno di un turismo accessibile si stimano essere 130 milioni. Se aggiungi le esigenze di turisti over 65, o senior che dir si voglia, i numeri espolodono. Già oggi in Italia gli over 65 sono il 23% della popolazione ed Eurostat prevede che la popolazione Europea di questo target arriverà al 35% entro il 2050.”

Come avete utilizzato la tecnologia per migliorare l’esperienza di accoglienza?

“La tecnologia è stata fondamentale per lo sviluppo delle tre reception. I visitatori hanno potuto sperimentare come la tecnologia assistiva sia decisiva per le necessità delle persone con disabilità”

Ci puoi descrivere un esempio concreto di come la tecnologia è stata utilizzata in una delle tre reception?

“Sono qui apposta! Per esempio, nella stanza dedicata alle disabilità uditive, abbiamo fatto indossare ai visitatori una cuffia che li isolava acusticamente dal contesto. Attraverso un’app di trascrizione del parlato installata su un tablet, il receptionist e il cliente potevano comunicare. Il primo parlava, l’app trascriveva sul tablet e il cliente leggeva in autonomia le indicazioni ricevute”

Un discreto inizio…

“Aspetta, non è finita. Le cuffie potevano connettersi con un microfono, simulando il più noto sistema a induzione con bobina T per la comunicazione con le protesi acustiche predisposte per questo sistema. Così, abbiamo potuto far sperimentare anche la comunicazione diretta in cuffia, come se fosse una protesi acustica vera e propria…”

…apprendimento esperienziale totale…

“Già…e ultimo uso della tecnologia in questo corner è stato un monitor sul quale veniva trasmesso un video di Fiera di Riva del Garda, coi sottotitoli e senza audio, in modo tale che si desse evidenza alla grande funzionalità dei sottotitoli per le persone sorde.”

E non solo per loro, immaginando un ambiente affollato come una fiera e quindi rumoroso…

“Hai centrato il punto. L’accessibilità è un vantaggio per tutti!”

Mentre in “Vedere il buio”, la reception per le persone con disabilità visive, cosa avete fatto?

“Qui abbiamo utilizzato un app che comunica con i beacon ai visitatori attraverso il cellulare, descrivendo le mappe tattili, la disposizione e le dotazioni della reception. Per il resto abbiamo utilizzato tante dotazioni per così dire analogiche: percorsi podotattili, mappe tattili, elementi olfattivi (campane con bambagia, piante e rivestimenti aromatici) che permettono di rendere riconoscibili gli ambienti, gli spazi, per una interazione attiva da parte delle persone con esigenze di accessibilità legate alla vista.”

Infine, in “Muovere lo spazio” la reception per le disabilità motorie, come avete adoperato la tecnologia?

“Abbiamo voluto far provare una reception attenta alle esigenze delle persone a mobilità ridotta. Abbiamo previsto l’entrata attraverso due diverse tipologie di rampe: una “a norma” con la pendenza dell’8% ed una al 5%, molto più agevole e confortevole, che si può superare con una carrozzina manuale che i visitatori potevano utilizzare per provare in prima persona. Avvicinandosi al banco l’Ospite trova una reception con una altezza di circa 110 cm (solitamente arrivano anche a 120 cm) che si può aprire, scorrendo lateralmente il pannello, rendendo disponibile un desk a 80 cm di altezza al quale ci si può avvicinare quanto serve e potersi appoggiare in modo confortevole per sottoscrivere documenti necessari.”

Qui di tecnologia in senso stretto non ne vedo, ma tutti possiamo comprendere che una reception fatta così funziona meglio per le persone che devono usare la carrozzina. Bravi!

“Grazie.”

Ultima domanda. Quest’anno Village for all – V4A®, primo network di Ospitalità Accessibile, inventato da te e Silvia, la tua socia, – compie 16 anni. Come procede l’app V4AInside, che mappa le informazioni sull’accessibilità delle strutture turistiche e di interesse turistico?

“V4AInside è una app in costante sviluppo che rende sempre più preciso e puntuale il nostro lavoro. Grazie ad un costante e continuo confronto con stakeholder, associazioni e persone con esigenze di accessibilità, sia motoria che sensoriale o cognitiva, implementiamo con costanza le informazioni che devono essere raccolte dal sistema, automatizzando le funzioni. La parte sicuramente più importante è stata lo sviluppo di una serie di algoritmi di valutazione che ci permettono di dare nuovi servizi rivolti sia al turista con disabilità che all’imprenditore che entra nel network V4A.

Per esempio?

“Il servizio più innovativo che abbiamo sviluppato grazie a questa app è l’elaborazione di un piano delle migliorie che compila una lista di possibili interventi di miglioramento sia strutturali che organizzativi e, naturalmente, anche di implementazioni e soluzioni tecnologiche che possono migliorare la relazione con i propri ospiti e quindi la qualità della vacanza per tutti i turisti.”

Una conferma che la separazione virtuale/reale è anacronistica e superata. La realtà è una, analogica o digitale. Anche nel turismo.

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