TECNOLOGIA SOLIDALE

Accessibilità digitale: perché il diritto è un dovere



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Il 28 giugno 2025 sembra lontano, eppure è dietro l’angolo. Da quella data l’accessibilità digitale sarà un obbligo di legge ma anche un diritto, previsto dall’European Accessibility Act. È il momento di cominciare a prepararsi per arrivare pronti alla scadenza

Pubblicato il 19 apr 2024

Antonio Palmieri

Fondatore e presidente di Fondazione Pensiero Solido



Accessibilità digitale

Il 28 giugno 2025 sembra lontano, eppure è dietro l’angolo. Un angolo oltre il quale si trova la necessità che i servizi e le app digitali siano completamente accessibili.L’accessibilità digitale è prevista dalle norme attuative dell’European Accessibility Act, che abbiamo approvato in Parlamento tre anni fa.

Accessibilità digitale, arrivare preparati alla scadenza del 2025 ci riguarda tutti

Non si tratta solo di rispettare un obbligo di legge (cosa che ovviamente ha la sua importanza), ma di continuare a usare la tecnologia come strumento per non lasciare indietro nessuno, per garantire a tutte le persone una vita più libera, capace di superare i limiti di una eventuale disabilità.

Un dovere ineludibile, in questa nostra era digitale. Un impegno che permette – ciò che è buono è anche utile – di rendere i servizi digitali più usabili da parte di tutti.

Se vuoi saperne di più sulla scadenza del 28 giugno 2025, puoi partecipare martedì 23 aprile al webinar “Accessibilità digitale. Perché il diritto è un dovere”, organizzato dagli Accessibility Days come tappa di avvicinamento all’appuntamento annuale, in programma a Roma giovedì 16 e venerdì 17 maggio.

Accessibilità digitale, un primo approccio alle legge

Il taglio dell’incontro di martedì sarà divulgativo. Lo scopo è dare un primo approccio a quanto prevede la legge per tutte le realtà, profit e non profit, che affrontano per la prima volta questo argomento e che devono sapere come orientarsi.  

Il webinar sull’accessibilità digitale sarà diviso in due parti e animato da esperti riconosciuti di accessibilità digitale come Roberto Scano, Haydée Longo, Fabio Lotti e Marco Andreoli.

Nella prima parte si parlerà dei doveri riguardanti le aziende, nella seconda dei diritti dei cittadini, in modo da renderli sempre più consapevoli degli strumenti a loro disposizione.

La tecnologia è umanità, con tutte le sue contraddizioni

Anche questo seminario è parte del cammino del “giubileo dell’accessibilità” (rigorosamente con la “g” minuscola, perché quello con la maiuscola avrà luogo il prossimo anno) che abbiamo iniziato il 9 gennaio con il convegno “La Legge Stanca vent’anni dopo. Non solo per ricordare, ma per fare!”. Un cammino di tecnologia che più solidale non si può. 

Ci è chiaro che, come ha detto Juan Carlos De Martin inaugurando pochi giorni fa la Biennale di Tecnologia di Torino, “la tecnologia cura e ferisce, protegge e uccide, diverte e costringe, produce e distrugge, inquina e pulisce, risolve e complica, nutre e contamina: insomma, la tecnologia è umanità, con tutte le sue contraddizioni, aspirazioni e pulsioni.

Noi, come lui, siamo per alimentare attraverso la tecnologia la parte migliore dell’umano.

Adelante!

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