Torna a casa, made in Italy. Dopo aver preso la strada dell’Europa orientale o del Sudest asiatico per ridurre i costi, alcune aziende italiane scelgono di fare la strada al contrario e reinsediare tutta la produzione, o solo alcune parti, nel nostro Paese. Il fenomeno, per fare il verso alla tanto vituperata delocalizzazione, può essere definito rilocalizzazione oppure back-reshoring. Secondo Uni-CLUB MoRe Back-reshoring, il gruppo di ricerca interuniversitario che si occupa di studiare questa dinamica, durante il periodo della crisi si sono registrati almeno dieci casi di rilocalizzazione all’anno.
LA BUONA ECONOMIA
Back in Italy, 10 aziende che tornano in Italia
La rilocalizzazione è un fenomeno che interessa sempre più imprese: sono già circa 80 ad aver fatto marcia indietro dal Far East o dall’Est Europa. Tra queste Natuzzi, Fiamm e Aku, che ritrasferiscono in patria l’intera produzione o solo una parte. Perché? I costi all’estero salgono e la richiesta di made in Italy 100% cresce

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