Il consolidamento della tecnologia blockchain nel 2026 non è più una questione di semplice innovazione tecnologica, ma rappresenta un cambiamento strutturale nel modo in cui il valore viene trasferito e gestito a livello globale. Durante il convegno “Blockchain & Web3 Outlook 2025-26”, organizzato il 22 gennaio 2026 dall’Osservatorio Blockchain & Web3 presso gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, Valeria Portale, Direttore dell’Osservatorio, ha delineato una visione pragmatica sulle sfide che attendono il settore. Il suo intervento ha messo in luce come l’integrazione tra il mondo istituzionale e quello aziendale stia trasformando l’infrastruttura finanziaria, rendendo necessario un approccio che superi la fase sperimentale per abbracciare una maturità operativa fatta di regole certe e standard condivisi. Portale ha sottolineato fin dall’inizio l’approccio metodologico scelto: “Abbiamo deciso di raccontare i risultati della ricerca mescolandoli proprio con il punto di vista del mondo istituzionale e del mondo delle aziende“.
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La rivoluzione delle stablecoin come pilastro del mercato
Nella prospettiva delineata per la blockchain nel 2026, le stablecoin occupano una posizione di assoluta preminenza. Secondo l’analisi di Valeria Portale, questo strumento è diventato il baricentro dell’attenzione globale, superando la nicchia degli addetti ai lavori per entrare prepotentemente nelle strategie dei grandi player dei pagamenti. Portale ha affermato che “Il tema forse principe di cui abbiamo sentito spesso parlare durante questo 2025 è stato il tema delle Stablecoin. Le Stablecoin forse sono state poi il tema più attenzionato a livello globale“.
I numeri presentati a supporto di questa visione descrivono un mercato in forte espansione, con una capitalizzazione complessiva che ha superato i 318 miliardi di dollari. Tuttavia, la composizione di questo mercato sta subendo mutamenti significativi. Sebbene il panorama sia attualmente dominato dal dollaro, con Tether che detiene la quota maggiore, la sua crescita del 36% è stata inferiore alla crescita media del mercato complessivo. Questo indica che nuovi attori, come Circle e PayPal, stanno guadagnando terreno, diversificando l’offerta e preparando il campo per un 2026 caratterizzato da una maggiore concorrenza.
Un elemento critico evidenziato da Portale riguarda l’assenza, fino a tempi recenti, di stablecoin ancorate all’euro. Con l’entrata in vigore delle nuove normative che permettono l’emissione di E-Money Token, la prospettiva è destinata a cambiare radicalmente. “Ci aspettiamo che in futuro questa torta possa cambiare e cambiare le prospettive complessive“, ha osservato Portale, suggerendo che il 2026 vedrà un ruolo molto più attivo della moneta europea on-chain, fondamentale per la competitività delle imprese del Vecchio Continente.
Un cambiamento strutturale che non può essere ignorato
L’evoluzione della blockchain nel 2026 porta con sé una riflessione profonda sulla natura stessa del sistema monetario. Non si tratta solo di nuovi strumenti, ma di una ridefinizione dei confini operativi del settore finanziario. Valeria Portale ha spiegato che, nonostante il mercato delle stablecoin possa apparire ancora piccolo se paragonato ai giganti dei pagamenti tradizionali come Visa o il circuito ACH, la traiettoria di crescita è inarrestabile. Con volumi di transato che toccano i 9 trilioni di dollari a fronte dei 16 trilioni di Visa, le stablecoin si stanno posizionando come uno strumento di trasferimento di valore di massa.
Portale ha voluto enfatizzare la portata storica di questa transizione: “È vero che però è un cambiamento abbastanza strutturale, è un cambiamento che la normativa sta cercando di definirne i confini, è un cambiamento che non possiamo più ignorare“. Questa consapevolezza ha spinto il mondo finanziario a richiedere a gran voce chiarezza. Secondo il Direttore dell’Osservatorio, “Il mondo finanziario si è reso conto di questa importanza, un’importanza che però necessita di definire delle regole ben chiare“.
In questo scenario, regolamenti come il MiCAR in Europa e atti normativi come il GENIUS Act negli Stati Uniti non sono visti solo come vincoli, ma come elementi di legittimazione necessari per permettere a banche e istituzioni finanziarie di operare con serenità. La creazione di infrastrutture come Pontes e Appia da parte della BCE testimonia la volontà di non lasciare il campo esclusivamente ad attori privati o extra-europei, puntando su una sovranità tecnologica che sarà centrale nei prossimi anni.
Tokenizzazione e l’urgenza di una strategia nazionale
Se il “Cash-on-Chain” è la base, gli “Asset-on-Chain” rappresentano il secondo tassello fondamentale della blockchain nel 2026. La tokenizzazione di strumenti finanziari, equity e asset immobiliari sta dimostrando di poter portare efficienza e trasparenza lungo tutta la filiera. Tuttavia, Valeria Portale non nasconde una certa impazienza riguardo alla velocità di adozione, specialmente nel contesto italiano. “Dobbiamo accelerare un po’ di più perché la velocità a cui bisogna andare è sicuramente una velocità maggiore“, ha ammonito durante il suo intervento.
L’analisi dei 378 progetti censiti nel 2025 mostra che il 41% di essi utilizza già dei token, con una forte propensione verso il mondo finanziario (65%) ma con un crescente interesse anche per gli asset non finanziari (30%). Il potenziale è elevatissimo, ma l’Italia si trova di fronte a una necessità impellente di coordinamento. Portale è stata molto esplicita su questo punto: “Dobbiamo lavorare nelle varie direzioni ed è fondamentale ed è urgente. Perché è urgente? Perché gli altri non stanno ad aspettare l’Italia e gli altri stanno andando nella giusta direzione“.
L’urgenza non è solo normativa, ma riguarda la capacità del sistema Paese di fare massa critica. La competizione non è più locale, ma globale, e la frammentazione dei progetti rischia di diventare un freno alla scalabilità. Il 2026 sarà dunque l’anno in cui si capirà se l’Italia sarà stata in grado di mettere a sistema le proprie eccellenze tecnologiche e istituzionali.
I tre pilastri per il successo della blockchain nel 2026
Per concretizzare le opportunità offerte dalla blockchain nel 2026, Valeria Portale ha identificato tre direttrici fondamentali su cui aziende e istituzioni devono convergere. Il primo pilastro è la solidità dei business case: non basta più sperimentare per il gusto di farlo, ma occorre lavorare su KPI adeguati che dimostrino il valore reale, economico e operativo, delle soluzioni proposte. La tecnologia non deve essere il fine, ma il mezzo per risolvere problemi concreti di business.
Il secondo pilastro riguarda la normativa. Sebbene i passi avanti siano stati enormi, Portale riconosce che nel quotidiano operativo possono ancora sorgere attriti. La soluzione risiede nel lavoro fianco a fianco con le autorità: si può e si deve collaborare con il mondo istituzionale per risolvere i problemi legati al cambio dei paradigmi operativi.
Infine, il tema degli standard è stato indicato come il fattore determinante per la vera diffusione su larga scala. “Non possiamo pensare che ognuno farà il proprio progettino stand-alone, è necessario capire in che modo possiamo standardizzare“, ha dichiarato Portale. Senza interoperabilità e standard condivisi, il rischio è quello di creare dei silos digitali che vanificano la natura stessa della blockchain, che nasce per essere un’infrastruttura di rete condivisa.
La parte tecnologica è ormai pronta e matura; la sfida per il prossimo futuro risiede interamente nella capacità di governance, nella visione strategica e nella volontà di trasformare i singoli successi in un ecosistema coeso e competitivo. L’opportunità è interessante e i tasselli sono sul tavolo; spetta ora agli attori del mercato comporre il mosaico di una nuova economia digitale.









