Startup, Vino75 apre in Cina con Alibaba

L’enoteca digitale nata a Firenze nel 2014, che conta più di 1600 etichette di vino di oltre 600 produttori, è la prima azienda italiana di e commerce a stringere un accordo con TMall Direct, la piattaforma online del colosso cinese. Il ceo Andrea Nardi Dei: «Saremo il punto di incontro tra un mercato enorme e il meglio della viticoltura italiana»

Internazionalizzazione

il team di vino75il team di vino75Dopo quelli californiani di Robert Mondavi, anche i vini italiani sbarcano in Cina attraverso TMall Direct, il marketplace del colosso cinese Alibaba. Che per arricchire la propria piattaforma ha concluso un accordo con la fiorentina Vino75.com, enoteca digitale con più di 1600 etichette di oltre 600 produttori con i quali l'azienda ha un accordo diretto.

TMall ha acquistato da VINO75 un primo assortimento dei migliori vini italiani, che verranno lanciati a livello mondiale in occasione dell’evento sul vino del 9 settembre annunciato dal presidente di Alibaba Jack Ma insieme al presidente del Consiglio Matteo Renzi allo scorso Vinitaly. È la prima azienda italiana di e-commerce ad aver concluso un accordo con la piattaforma online del colosso cinese Alibaba.

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"Stiamo lavorando per rappresentare il vino italiano nel mercato cinese online - spiega Andrea Nardi Dei, Ceo di Vino75 -. A oggi il nostro vino rappresenta solo il 6% della totalità commercializzata online in Cina, una percentuale bassissima se confrontata con quella dei nostri cugini francesi che rappresenta attualmente il 55%. Il mercato potenziale è enorme e siamo confidenti nel riuscire a colmare in poco tempo questo gap grazie anche alla prossima apertura di un flagship store sulle piattaforme Alibaba a marchio Vino75 che rappresenterà il punto di incontro tra il mercato cinese e il meglio della viticoltura italiana".

#Vinodigitale, come rilanciare con e-commerce e social network
 
L'enoteca fiorentina, specializzata per la vendita online, è nata a Firenze nel 2014 all’interno dell’acceleratore di Nana Bianca. Un’idea che i 4 giovani imprenditori (Andrea Nardi Dei, Diego Di Sepio, Francesco Limberti ed Elisa Scapin) hanno avuto proprio davanti a un bicchiere di vino. Con un obiettivo: innovare il settore della distribuzione enologica in Italia. Obiettivo che è piaciuto anche ad Andrea Merloni: nel 2015 l’ex presidente del gruppo Indesit, insieme a Nanabianca e Club Italia Investimenti 2, ha investito 250mila euro per la crescita di Vino75.

8 modi di fare (e vendere) il vino

In un’intervista a EconomyUp, il Ceo Andrea Nardi Dei ci spiegava perché tante startup scommettono sul business enologico: “Fondamentalmente per due motivi: è un mercato ancora vergine, infatti le startup che hanno pensato alla vendita online di vino sono nate negli ultimi anni. Inoltre questo sistema ha portato l’enoteca a casa degli italiani: prima di questo sistema per comprare il vino bisognava uscire di casa e, al massimo, accontentarsi delle offerte proposte nei supermercati. L’enoteca era vista come qualcosa d’élite, di lontano. Ora, invece, chiunque ha accesso alle migliori cantine con un semplice click”.

 

 

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