Startup, primo investimento di Invitalia Ventures con Innogest: 1,5 milioni a D-Eye

Al finanziamento partecipano anche Fondazione Giovanni e Annamaria Cottino, l'attuale azionista Si14 e i manager della società che ha sviluppato un dispositivo ottico per effettuare esami della retina utilizzando lo smartphone

Digital Health

D-Eye, startup attiva nel settore del digital health, ha ricevuto 1,5 milioni di euro di investimento da Innogest, Invitalia Ventures, Fondazione Giovanni e Annamaria Cottino, insieme a Si14, attuale azionista della società e ai manager. Per Invitalia Ventures, la Sgr (Società di gestione del risparmio) del gruppo Invitalia guidata da Salvo Mizzi, è il primo investimento, anzi per la precisione co-investimento, perché il fondo di venture capital creato l’anno scorso con un patrimonio di 50 milioni di euro provenienti dal Mise opera solo in co-investimento, fino ad un massimo del 70%, con operatori privati.

D-Eye ha sviluppato un dispositivo ottico brevettato, compatibile con i  principali smartphone sul mercato, che permette di effettuare esami della retina sfruttando la telecamera e il sistema di illuminazione di cui ogni dispositivo è già dotato.

Nata grazie all’intuito dell’oftalmologo Andrea Russo, D-Eye si propone come una piattaforma in grado di rivoluzionare lo screening di patologie della retina e il follow-up dei milioni di pazienti affetti da patologie croniche, rendendo possibile il tracciamento, la condivisione e il confronto di immagini retiniche raccolte attraverso un semplice smartphone dotato di ottiche D-Eye. Oltre al dispositivo sviluppato, la soluzione D-Eye prevede l’utilizzo di una app proprietaria e una piattaforma cloud attraverso cui l’utente potrà gestire il proprio database di immagini secondo gli standard di sicurezza Hipaa ed accedere ai servizi di condivisione ed analisi delle stesse.

Con la realizzazione di questa soluzione D-Eye mira a posizionarsi come punto di riferimento nel mercato delle patologie oftalmologiche – a partire dalla Age-Related Macular Degeneration (Degenerazione maculare), il cui trattamento costa ogni anno oltre 6 miliardi di dollari nel mondo – un settore a caccia di innovazione al servizio dello screening, dell’accesso alla cura, della qualità e adeguatezza del follow-up.   

Nel 2015, con il supporto del polo ingegneristico Si14 di Padova, la società ha completato lo sviluppo dell’hardware ed ha avviato la creazione della piattaforma cloud tramite cui verranno erogati i servizi a supporto di medico e paziente. L’introduzione nei prossimi mesi della tecnologia cloud permette di completare la soluzione D-Eye costituita oggi dal dispositivo e l’app, già acquistata e testata da oltre mille medici in tutto il mondo, rendendola uno strumento indispensabile per i professionisti che trattano quotidianamente patologie della retina.

A guidare la società è il Ceo Richard Sill, che vanta una lunga esperienza in multinazionali di settore quali Bausch&Lomb e successivamente co-fondatore e Ceo di Magellan, una delle prime società a realizzare un navigatore satellitare Gps  dedicato al mercato consumer. La base operativa e di ricerca di D-Eye è basata in Italia, a Padova, mentre le attività commerciali e di business development sono localizzate negli Stati Uniti, a stretto contatto con la forte domanda di innovazione nel settore e numerosi studi clinici saranno portati avanti in collaborazione con centri di ricerca ed università di tutto il mondo.

“L’entusiasmo dei medici che hanno utilizzato D-Eye fino ad oggi - ha dichiarato il founder Andrea Russo -  ci spinge a lavorare ogni giorno di più nello sviluppo di una piattaforma che porti lo screening ed il follow up delle patologie della retina ad un nuovo livello. La visione di D-Eye va nella direzione della portabilità, della sicurezza e dell’utilizzo della tecnologia a servizio della qualità del trattamento, come parte integrande della soluzione terapeutica”.

“Le soluzioni digital health – ha aggiunto Claudio Rumazza, Partner di Innogest - possono portare un grandissimo contributo a prevenzione e monitoraggio delle patologie croniche che hanno un enorme impatto sull’autonomia del paziente e sui costi sanitari. In particolare D-Eye è in ottima posizione per contribuire all’evoluzione del paradigma clinico in ambito oftalmologico, grazie alla completezza dell’offerta e alla flessibilità del sistema. La sfida ora è nell’integrazione dei servizi mobile e cloud di D-Eye nella routine di tutti gli attori coinvolti: pazienti, medici, personale sanitario, optometristi, assicurazioni ed organismi di rimborso pubblico e società farmaceutiche”.

D-Eye è il primo investimento del Fondo Italia Venture I – ha dichiarato Salvo Mizzi, Ceo di Invitalia Ventures - e rappresenta molto bene la nostra mission: puntare su startup che abbiano un grande impatto positivo sulla vita delle persone e l’ambizione di crescere su scala internazionale. L’incrocio tra digital e health è uno dei settori chiave in cui l’innovazione italiana ha la possibilità di esprimere progetti di grande respiro. D-Eye ha tutte le potenzialità per giocare questa partita”.

A dicembre scorso il consiglio di amministrazione di Invitalia Ventures aveva deliberato i primi 3 investimenti, specificando che in tempi brevi il numero sarebbe potuto salire a quattro, ma senza svelare i nomi delle società che li avrebbero ricevuti. Adesso il primo è stato rivelato. (L.M.)